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A rischio estinzione il 40% delle specie di piante del mondo

Una corsa contro il tempo per denominare e descrivere nuove specie di piante e funghi, prima che si estinguano

Nel giorno del summit Onu sulla biodidersità, i Royal Botanic Gardens, Kew  hanno pubblicato il quarto rapporto “State of the World’s Plants and Fungi 2020”, che si basa sulla ricerca di oltre 200 scienziati di 97 istituzioni scientifiche di 42 Paesi e «fornisce valutazioni della nostra attuale conoscenza della diversità di piante e funghi sulla Terra, delle minacce globali che devono affrontare e delle politiche per salvaguardarli».

Piante e funghi custodiscono i segreti di medicinali ancora sconosciuti, combustibili rinnovabili e super-alimenti, ma Royal Botanic Gardens, Kew dicono che «Stiamo perdendo le opportunità di utilizzare questo scrigno del tesoro di incredibile diversità», perché molte specie stanno scomparendo a causa della distruzione degli habitat e dei cambiamenti climatici.

Secondo le stime del nuovo rapporto, i due quinti delle piante del mondo sono a rischio di estinzione.

Il 40,5% del totale delle specie di piante e funghi conosciute.

Presentando il rapporto, il direttore scientifici del Kew, Alexandre Antonelli, evidenzia che «Stiamo vivendo in un’epoca di estinzione. E’ un quadro molto preoccupante del rischio e dell’urgente necessità di agire. Stiamo perdendo la corsa contro il tempo perché le specie stanno scomparendo più velocemente di quanto possiamo trovarle e nominarle. Molte di loro potrebbero contenere indizi importanti per risolvere alcune delle sfide più urgenti della medicina e forse anche delle pandemie emergenti e attuali che stiamo osservando oggi».

Il rapporto ha rivelato che solo una piccola percentuale delle specie vegetali esistenti viene utilizzata come alimenti e biocarburanti. Più di 7.000 piante commestibili hanno un grande potenziale alimentare, ma solo una manciata di specie viene utilizzata per nutrire una popolazione mondiale in crescita.

Ci sono circa 2.500 specie di piante che potrebbero fornire energia a milioni di persone in tutto il mondo, mentre la stragrande maggioranza dei biocarburanti viene prodotta solo con 6 colture: mais, canna da zucchero, soia, olio di palma, colza e grano.

Il dottor Colin Clubbe, a capo del settore scienza della conservazione del Kew, ha detto a BBC News che «Attualmente stiamo utilizzando una percentuale molto piccola di piante e funghi del mondo, sia per il cibo che per le medicine o per il carburante, ignorando il potenziale scrigno del tesoro delle specie selvatiche. di cui ora abbiamo una crescente conoscenza e le tecniche per studiarle per il bene dell’umanità».

Secondo gli scienziati, il rischio di estinzione sarebbe molto più alto di quanto si pensava in precedenza, con una stima di 140.000, il 39,4%, specie di piante vascolari che sarebbero minacciate di estinzione, rispetto al 21% stimato nel 2016. Un aumento delle specie vegetali in pericolo dovuto a valutazioni più sofisticate e accurate e che esigono un’accelerazione nello stimare il rischio di estinzione, utilizzando tecnologie come l’intelligenza artificiale e maggiori finanziamenti per la conservazione delle piante.

La ricerca ha rilevato che sono a rischio di estinzione 723 piante utilizzate per fini medicinali, soprattutto per la raccolta eccessiva in alcune aree del mondo.

Nel  2019 la scienza ha dato un nome ad altre 1.942  specie di piante e 1.886 specie di funghi, anche tra queste ci sono specie che potrebbero essere preziose come alimenti, bevande, medicinali o fibre.

Gli scienziati del i Royal Botanic Gardens, Kew   concludono: «Il rapporto è un Lavoro collaborativo senza precedenti che dà uno sguardo approfondito su come possiamo proteggere e utilizzare in modo sostenibile le piante e i funghi del mondo a beneficio delle persone e del pianeta. Ora, più che mai, dobbiamo esplorare le soluzioni che piante e funghi potrebbero fornire alle sfide globali che dobbiamo affrontare».

 Fonte: greenreport

 

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