ISEA ODV

VOLONTARI PER PASSIONE

Che cos’è il greenwashing (e come ci inganna)

Ultimamente si sente parlare sempre più spesso di Green Washing.

Ma cosa è esattamente?

E perché le aziende dichiarano di essere eco-friendly quando in realtà non lo sono? In questo video, realizzato da Arpa Umbria, affronteremo proprio queste tematiche e scopriremo come difenderci da tutte quelle aziende che si dichiarano ecosostenibili ma solo in un’ottica di marketing.

Fonte: snpambiente.it

Fonte Wikipedia

Il greenwashing (neologismo inglese che generalmente viene tradotto come ecologismo di facciata o ambientalismo di facciata) indica la strategia di comunicazione di certe imprese, organizzazioni o istituzioni politiche finalizzata a costruire un'immagine di sé ingannevolmente positiva sotto il profilo dell'impatto ambientale, allo scopo di distogliere l'attenzione dell'opinione pubblica dagli effetti negativi per l'ambiente delle loro attività o prodotti. Questa strategia iniziò a svilupparsi a partire dagli anni settanta.

Il termine è una sincrasi delle parole inglesi "green" (verde, colore simbolo dell'ecologismo) e "washing" (lavare) che richiama il verbo "to whitewash" (in senso proprio "imbiancare, dare la calce", e quindi per estensione "coprire", "nascondere"). Potrebbe essere reso in italiano con l'espressione "darsi una patina di credibilità ambientale". La sua introduzione si attribuisce all'ambientalista statunitense Jay Westerveld, che lo impiegò nel 1986 per stigmatizzare la pratica delle catene alberghiere che facevano leva sull'impatto ambientale associato al lavaggio della biancheria per invitare gli utenti a ridurre il consumo di asciugamani, quando in realtà tale invito aveva motivi prevalentemente economici.

Già negli anni sessanta, tuttavia, con il primo timido affacciarsi del tema ecologico nel dibattito pubblico, alcune imprese vollero darsi un'ingannevole immagine più "verde": una pratica che l'esperto pubblicitario Jerry Mander definì "ecopornografia". Ma è soprattutto a partire dagli anni novanta che si intensificò il ricorso delle imprese al greenwashing, alimentato dalla crescente attenzione dei consumatori alla tutela dell'ambiente, nonché dall'incidenza dell'impatto ambientale sulle decisioni di acquisto o consumo. Una tendenza simile riguardò anche le organizzazioni politiche, alle prese con un'accresciuta sensibilità dei cittadini alle scelte di sviluppo sostenibile.

Il greenwashing è stato definito:

«Una forma di appropriazione indebita di virtù e di qualità ecosensibili per conquistare il favore dei consumatori o, peggio, per far dimenticare la propria cattiva reputazione di azienda le cui attività compromettono l'ambiente»

Malgrado esistano molte definizioni di greenwashing, secondo un articolo pubblicato nel 2015, 

(EN)

«[..] Indeed, the main shortcoming of existing definitions is of epistemological origin: none of the existing definitionsrecognizes the interrelational nature of the phenomenon or the importance of accusations of greenwashing froman external party. Most of the definitions consider greenwashing only as a deliberative corporate action or messagewithout addressing the cognitive aspects associated with the phenomenon.»

(IT)

«La principale lacuna delle definizioni esistenti è di origine epistemologica: nessuna delle definizioni esistenti riconosce la natura interrelazionale del fenomeno o l'importanza delle accuse di greenwashing mosse da un soggetto esterno. La maggior parte delle definizioni considera il greenwashing solo come un modus operandi aziendale, senza però affrontare gli aspetti cognitivi associati al fenomeno.»

Nel 2024 il Parlamento europeo ha approvato una direttiva che vieta particolari azioni di greenwashing, in particolare l'apposizione sui prodotti, in assenza di prove, di dichiarazioni "ambientali" poco chiare e ingannevoli, come "rispettoso dell'ambiente", "rispettoso degli animali", "verde", "naturale", "biodegradabile", "a impatto climatico zero", "eco" e altre dichiarazioni similari.

 

ISEA ODV - FACEBOOK ISEA ODV - X ISEA ODV - YOUTUBE

 

NOTE LEGALI PRIVACY POLICY COOKIE POLICY F.A.Q.