In un mondo sempre più minacciato dal cambiamento climatico, le api – impollinatori essenziali per un terzo del nostro cibo – stanno vivendo un declino allarmante. Duccio Pradella, Presidente dell’Associazione Regionale Apistici Toscani (ARPAT), ha risposto alle domande di ARPA Toscana spiegando le cause di questa crisi e le possibili soluzioni.
Dalla crema corpo profumata allo shampoo, dai rossetti agli smalti con effetto glitterato: il Regolamento UE 2026/78 fissa nuovi limiti per tre sostanze potenzialmente pericolose. Ecco cosa cambia davvero per i consumatori.
Indice
Argento nei cosmetici
Hexyl Salicylate
o-Phenylphenol
Cosa devono fare consumatori, estetisti e rivenditori
Dal 1° maggio 2026 cambiano le regole per alcuni cosmetici venduti in Europa. Il Regolamento UE 2026/78, adottato dalla Commissione europea il 12 gennaio scorso, aggiorna la normativa quadro sui prodotti cosmetici intervenendo su alcune sostanze classificate come CMR (acronimo che sta per cancerogene, mutagene o tossiche per la riproduzione) e fissa nuovi limiti d’uso concreti per tre ingredienti presenti in molti prodotti di uso quotidiano.
L’obiettivo è rafforzare la tutela della salute dei consumatori, rendendo più uniforme l’applicazione dei divieti in tutta l’Unione. Ma cosa cambia davvero nella pratica, quando si va al supermercato o dall’estetista?
Per otto ore stop al traffico motorizzato privato in città, largo alle bici ai mezzi pubblici e naturalmente ai pedoni. Non sarebbe bello? Qualcuno l'avrebbe già proposto, quando eravamo ambientalisti anticonsumisti. Negli ultimi e soprattutto ultimissimi anni, per resistere alle ondate populiste reazionarie, l'ambientalismo è diventato sociale. E' giusto, per carità. Giustizia climatica, giustizia ambientale, giustizia sociale. Ma alcune delle proposte e delle esperienze della cosiddetta sobrietà felice non erano sacrifici apprezzabili solo da elites intellettuali più o meno idealiste.
Visita alla fattoria didattica Michele Paolillo a Pontecagnano Faiano (SA).
Ospita eventi culturali e di solidarietà e offre servizi di accoglienza didattica. E' iscritta da molti anni all’Albo regionale delle Fattorie didattiche.
E' da sempre aperta per visite e vendita diretta, multifunzionale, dove si svolgono per le scolaresche attività didattiche come la semina degli ortaggi e la raccolta degli ortaggi, tecniche di trapianto e la difesa delle colture, esperienze di vita a contatto diretto con il mondo agricolo e la natura.
Il fast fashion è sinonimo di abiti a basso costo, prodotti a ritmo vertiginoso. Ma dietro questa apparente convenienza si nasconde un modello industriale profondamente insostenibile, che genera enormi danni ambientali e sociali.
Nonostante le promesse “green” e le etichette che parlano di capi riciclati o eco-friendly, la verità è che nessun marchio di fast fashion può dirsi sostenibile. La logica dell’usa e getta, su cui si basa l’intero settore, è semplicemente incompatibile con qualsiasi forma di rispetto per il pianeta e per le persone.
In questo articolo ti spieghiamo perché il fast fashion non potrà mai essere sostenibile — e cosa possiamo fare, insieme, per cambiare rotta.