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Ambiente ed Ecologia

Featured

Questi 2 studenti indiani hanno inventato un filtro magnetico per purificare l’acqua contaminata dall’arsenico (e funziona davvero)

20 Maggio 2026

Due fratelli indiani hanno sviluppato un sistema magnetico per ridurre l’arsenico nell’acqua, pensato per villaggi, scuole e comunità rurali isolate

In molte case del Bihar, nell’India orientale, l’acqua arriva ancora dal pozzo, da una pompa, da una falda che sembra uguale a tutte le altre. Trasparente, normale, perfino rassicurante a guardarla in un secchio. Il problema dell’arsenico sta proprio lì: spesso entra nella vita quotidiana senza odore, senza colore, senza una scena evidente che metta in allarme. Si beve, si usa per cucinare, finisce nelle abitudini di famiglie che in diverse zone rurali hanno poche alternative reali.

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Fast fashion e greenwashing: da settembre multe fino a 10 milioni per chi usa slogan “green” ingannevoli

13 Maggio 2026

Dal settembre 2026 le aziende, soprattutto della fast fashion, dovranno dimostrare con prove verificabili ogni claim ambientale utilizzato in pubblicità ed etichette

Il greenwashing in Italia ha i giorni contati: dal prossimo 27 settembre 2026 le aziende che useranno slogan “green” vaghi, etichette ambientali poco trasparenti o promesse climatiche non dimostrabili rischieranno multe milionarie.

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Elogio del bosco “disordinato”: perché lasciare il legno morto a terra è vitale per la biodiversità

08 Maggio 2026

Lasciare i tronchi e i rami secchi nei boschi non è trascuratezza, ma un gesto fondamentale per la biodiversità e la salute dell’ecosistema. Scopriamo perché.

bosco disordinato

Nel nostro immaginario collettivo, un bosco “bello” è pulito, ordinato, senza ostacoli sul terreno. Tuttavia, dal punto di vista ecologico, questa visione è fuorviante: un bosco senza legno morto è un ecosistema povero e impoverito. La necromassa forestale, cioè i tronchi caduti, i rami secchi e le ceppaie, non è spazzatura naturale da eliminare, ma una componente vitale dell’ambiente boschivo. Infatti sostiene processi ecologici e forme di vita uniche. In alcune foreste maturate in condizioni naturali, il legno morto può costituire fino al 30 % della massa legnosa totale. Questo rende evidente il suo ruolo funzionale nella struttura dell’ecosistema.

La presenza di legno morto è particolarmente importante per la biodiversità saproxilica, ovvero quella complessa rete di organismi che dipendono dal legno morto per almeno una fase del loro ciclo vitale. Funghi specialistici, muschi e insetti saproxilici, come il raro Cervo Volante (Lucanus cervus), utilizzano la necromassa come habitat e fonte di risorse. Questi organismi non sono semplici curiosità naturalistiche: contribuiscono in modo diretto alla decomposizione del legno e al riciclo dei nutrienti nel suolo.

Oltre ad ospitare specie specialistiche, il legno morto svolge funzioni ecosistemiche fondamentali. Agisce come una spugna naturale, trattenendo l’acqua durante i periodi umidi e rilasciandola lentamente nei periodi di siccità. In questo modo migliora la resilienza dei boschi agli stress idrici. Decomponendosi, rilascia nutrienti che arricchiscono il suolo e favoriscono la crescita delle nuove piante, rendendo i boschi più fertili e dinamici.

Le moderne pratiche di gestione forestale, sempre più ispirate alla conservazione della natura, includono il rilascio intenzionale di “alberi habitat”, alberi vivi, senescenti o morti lasciati in situ, così come il mantenimento della necromassa sul terreno, proprio per favorire la vita del bosco in tutte le sue forme. Queste strategie vengono promosse anche nell’ambito di iniziative di conservazione delle foreste vetuste del WWF Italia. La tutela di boschi naturali ad alta naturalità rappresenta un elemento chiave per preservare la diversità ecologica forestale, inclusi gli habitat legati al legno morto.

INDICE DEI CONTENUTI

  • Il paradosso della vita dopo la morte
    • Un tronco caduto è più vivo di uno in piedi
    • La banca del suolo
  • I 3 servizi ecosistemici del legno morto
    • 1. Riserva d'acqua
    • 2. Stoccaggio di carbonio
    • 3. Protezione idrogeologica
  • Pulizia vs Natura: quando intervenire?
    • Il rischio incendi (il mito da chiarire)
    • La sicurezza dei sentieri
    • Video: l'importanza del legno morto
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Così la CO2 emessa dai rifiuti urbani si trasforma in detersivi ecologici per la casa: il progetto europeo

22 Aprile 2026

Un progetto europeo cattura la CO2 di inceneritori e depuratori e la trasforma in detergenti, concia e recupero dei metalli

Le città si tengono in piedi anche grazie a impianti che nessuno ama guardare. Gli inceneritori bruciano quello che resta dei rifiuti, i depuratori trattano l’acqua sporca che sparisce dagli scarichi. Servono ogni giorno, e ogni giorno liberano CO2. Per anni quel carbonio ha seguito la sua strada più ovvia, verso l’atmosfera. Il progetto europeo WaterProof prova a deviarlo e a dargli una seconda vita: catturarlo, lavorarlo con elettricità rinnovabile e trasformarlo in una sostanza utile dentro prodotti comuni. Il programma è partito il 1° giugno 2022, si chiude il 31 maggio 2026 e dispone di un budget di 9,2 milioni di euro.

L’idea nasce da un paradosso molto semplice. Due servizi urbani essenziali restano tra le fonti di emissione più difficili da alleggerire. L’incenerimento dei rifiuti e il trattamento delle acque reflue servono alla salute pubblica, all’igiene, alla vita quotidiana delle città. Proprio per questo continuano a produrre CO2. Dentro WaterProof quel gas smette di essere soltanto uno scarto e diventa materia da trattenere più a lungo dentro l’economia circolare.

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Api in declino: rischio per l’ecosistema e la produzione alimentare

17 Aprile 2026

Al momento stai visualizzando Api in declino: rischio per l’ecosistema e la produzione alimentare

In un mondo sempre più minacciato dal cambiamento climatico, le api – impollinatori essenziali per un terzo del nostro cibo – stanno vivendo un declino allarmante. Duccio Pradella, Presidente dell’Associazione Regionale Apistici Toscani (ARPAT), ha risposto alle domande di ARPA Toscana spiegando le cause di questa crisi e le possibili soluzioni.

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Addio a smalti e gel glitterati? Ecco cosa cambia davvero da maggio 2026 con il nuovo regolamento Ue sui cosmetici

14 Aprile 2026

Dalla crema corpo profumata allo shampoo, dai rossetti agli smalti con effetto glitterato: il Regolamento UE 2026/78 fissa nuovi limiti per tre sostanze potenzialmente pericolose. Ecco cosa cambia davvero per i consumatori.

smalti

Indice

  • Argento nei cosmetici
  • Hexyl Salicylate
  • o-Phenylphenol
  • Cosa devono fare consumatori, estetisti e rivenditori

Dal 1° maggio 2026 cambiano le regole per alcuni cosmetici venduti in Europa. Il Regolamento UE 2026/78, adottato dalla Commissione europea il 12 gennaio scorso, aggiorna la normativa quadro sui prodotti cosmetici intervenendo su alcune sostanze classificate come CMR (acronimo che sta per cancerogene, mutagene o tossiche per la riproduzione) e fissa nuovi limiti d’uso concreti per tre ingredienti presenti in molti prodotti di uso quotidiano.

L’obiettivo è rafforzare la tutela della salute dei consumatori, rendendo più uniforme l’applicazione dei divieti in tutta l’Unione. Ma cosa cambia davvero nella pratica, quando si va al supermercato o dall’estetista?

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25 aprile a piedi in città per la Liberazione anche dal fossile

10 Aprile 2026

Per otto ore stop al traffico motorizzato privato in città, largo alle bici ai mezzi pubblici e naturalmente ai pedoni. Non sarebbe bello? Qualcuno l'avrebbe già proposto, quando eravamo ambientalisti anticonsumisti. Negli ultimi e soprattutto ultimissimi anni, per resistere alle ondate populiste reazionarie, l'ambientalismo è diventato sociale. E' giusto, per carità. Giustizia climatica, giustizia ambientale, giustizia sociale. Ma alcune delle proposte e delle esperienze della cosiddetta sobrietà felice non erano sacrifici apprezzabili solo da elites intellettuali più o meno idealiste.

25 aprile a piedi in città per la Liberazione anche dal fossile

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Forni a legna pizzerie, durante l’accensione più inquinanti prodotti

13 Marzo 2026

È quanto emerge da uno studio di Enea finanziato dal Mase, che ha identificato per la prima volta i principali fattori che influenzano le emissioni dei forni a legna. Secondo la ricerca, i forni a legna delle pizzerie producono la maggiore quantità di inquinanti durante la fase di accensione. Enea: "Lo studio è importante perché il mercato della pizza potrebbe raggiungere i 500 miliardi di dollari entro il 2032, quindi è necessario introdurre norme specifiche per i forni a legna delle pizzerie"

forni a legnaI forni a legna delle pizzerie producono la maggiore quantità di inquinanti durante la fase di accensione. A dirlo è uno studio dell’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (Enea). I ricercatori hanno identificato per la prima volta, attraverso specifiche campagne sperimentali, i principali fattori che influenzano le emissioni dei forni a legna, punto di partenza per fornire indicazioni pratiche finalizzate alla riduzione dell’impatto ambientale delle pizzerie.

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Pocket parks: come trasformare un angolo in disuso in area verde

13 Marzo 2026

Pocket parks: una panchina in un parco

Nelle metropoli moderne, il cemento sembra non lasciare spazio a visioni di urbanistica paesaggista. Eppure, sta emergendo una rivoluzione silenziosa, la quale non richiede ettari di terreno, ma soltanto ingegno. Si tratta dei pocket parks, parchi tascabili in italiano. Sono piccole aree verdi, spesso inferiori ai 500 metri quadri, ricavate da lotti inedificabili.

A differenza dei grandi parchi urbani, che richiedono lottizzazioni pianificate e interventi cospicui, in termini di tempo e denaro, oltre a causare disagi alla cittadinanza, il pocket park è velocemente realizzabile, e offre un verde di immediata prossimità. È un vero e proprio salotto verde sotto casa, un presidio di biodiversità che trasforma la riqualificazione di spazi residui in un motore di benessere quotidiano, combattendo le isole di calore presenti nel quartiere e aumentando il valore sociale, oltre che economico, degli edifici circostanti.

Indice del contenuto

  • La filosofia del micro: rigenerare senza avere a disposizione grandi spazi
    • Il recupero dei vuoti urbani
    • L'accessibilità per anziani e bambini
  • I tre ingredienti fondamentali dei pocket parks che funzionano
    • 1. Protezione e intimità
    • 2. Flessibilità d'uso
    • 3. Vegetazione ad alto impatto
  • Pocket parks e grandi parchi urbani: caratteristiche e differenze
  • Pocket parks che ispirano: dal Paley alla capillarità dei parchi nelle capitali europee
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Perché conviene investire nella resilienza? Lo spiega l’Agenzia Europea per l’Ambiente (AEA)

10 Marzo 2026

 

aea

Il nuovo Rapporto dell’AEA spiega come e perché sia necessario e, soprattutto, conveniente investire per rendere l’agricoltura, l’energia e i trasporti resiliente alla sfida climatica

Anche per l’Agenzia Europea per l’Ambiente (AEA) investire in un futuro sostenibile è un affare economico, oltre che una necessità socio-ambientale. Il perché lo spiega in un nuovo Rapporto, appena pubblicato, dal titolo “Making agriculture, energy and transport climate resilient: how much money is required and what will it deliver?”. Lavoro in cui spiega quanto e come servirebbe investire per migliorare la resilienza in alcuni dei settori europei considerati più vulnerabili al cambiamento climatico, su tutti agricoltura, energia e trasporti. 

Indice dei contenuti

  • Investire nella resilienza per migliorare la prevenzione
  • Perché conviene investire nella prevenzione?
  • Perché è necessario investire oggi
  • Il "doppio dividendo" 
Leggi tutto: Perché conviene investire nella resilienza? Lo spiega l’Agenzia Europea per l’Ambiente...

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