Quando pensiamo ai funghi ci vengono in mente prelibatezze culinarie o rischi di avvelenamento. Li vediamo principalmente come cibo o nutrienti. Eppure, la scienza sta scoprendo che possiedono un apparato digerente esterno capace di risolvere uno dei problemi più gravi della nostra epoca: l’inquinamento industriale. Possono riuscirci tramite il cosiddetto micorisanamento.

La bonifica naturale dei terreni attraverso l’azione fungina rappresenta una frontiera che potremmo anche definire rivoluzionaria. Non di rado, i terreni ex industriali, o quelli urbani, sono saturi di oli esausti, pesticidi e metalli pesanti. La bonifica tradizionale è un processo brutale, oltre che considerevolmente costoso. Occorre dapprima scavare la terra; poi caricarla su camion e, infine, scaricarla in discariche speciali. Naturalmente, quando è inevitabile lo si intraprende.
Il micorisanamento, di contro, agisce direttamente in situ, trasformando il suolo contaminato in ecosistema vivo, grazie alla potenza del micelio. È così che avviene il processo (noto anche come mycoremediation, in lingua inglese).
Indice del contenuto
- Ecco come il micelio aggredisce i veleni: non è magia ma chimica
- Attenzione a non mangiare le specie spazzine
- Il fungo dell'ostrica, il Pleurotus Ostreatus
- Che cosa fare dopo il micorisanamento