

I numeri, le priorità e i suggerimenti tratti dal Rapporto 2014 dell’ Osservatorio sui Costi del Non Fare, presieduto dal professor Andrea Gilardoni del Dipartimento di Analisi delle Politiche e Management Pubblico dell’Università Bocconi, stimano il settore idrico per 49 miliardi di euro.
E’ noto che il settore idrico ha marcate carenze infrastrutturali sia sul fronte degli approvvigionamenti che sul fronte delle perdite nella rete.
Inoltre l’Italia è inadempiente rispetto alle normative della comunità europea.
Le opere urgenti per mettersi in regola con gli adempimenti europei richiedono investimenti per oltre 25 miliardi di euro nei prossimo 5 anni.
Adeguamento infrastrutturale, ammodernamento ed efficientamento della rete distributiva sono rallentate da:
- Assetto normativo incerto
- Frammentazione e parcellizzazione della gestione degli enti che governano il sistema
- Spreco della risorsa acqua
L’acqua viene trasformata da risorsa disponibile in natura in bene fruibile e utilizzabile attraverso una serie di infrastrutture e di impianti sia di produzione che di distribuzione e trattamento sia prima che dopo la fase del consumo.
- Raccolta alla fonte
- Eventuale potabilizzazione
- Distribuzione
- Consumo
- Fase post consumo
La gestione del ciclo dell’acqua si avvale dell’utilizzo delle seguenti opere:
- opere per la distribuzione (dalla fonte al luogo di utilizzo) e per la raccolta e l’allontanamento dei reflui
- infrastrutture per l’immagazzinamento dell’acqua nei periodi di maggiore disponibilità
- opere per la potabilizzazione e depurazione, per garantire pressione e temperatura, per trattare e smaltire i fanghi di depurazione
- opere generali quali dighe, impianti per la dissalazione delle acque marine, per la rigenerazione delle acque reflue per riutilizzo industriale o irriguo
L’Italia è un paese ricco di risorse idriche, la cui disponibilità è frenata da scarse infrastrutture e inefficiente gestione del servizio.
Ecco alcuni dati aggiornati al 2012:
- volume di acqua prelevata per uso civile: 9,5 miliardi di metri cubi
- volume di acqua immessa nelle reti comunali e di distribuzione: 8,4 miliardi di metri cubi
- volume erogato agli utenti: 5,2 miliardi di metri cubi
- consumo giornaliero di acqua stimato in circa 240 litri per abitante
La differenza tra acqua prelevata ed acqua erogata è causata dalla dispersione, prevalentemente per perdite di rete.
I consumi pro-capite sono tra i maggiori al mondo, inferiori solo a quelli di Canada e Stati Uniti, e sono imputabili a ragioni climatiche, a fattori socioculturali e al contenuto livello delle tariffe.
I dati al 2012 ci rappresentano la seguente situazione:
per ogni 100 litri di acqua erogata sono stati prelevati 180 litri e se ne immettono in rete 160
Le dispersioni delle reti di distribuzione rappresentano il 75% delle perdite complessive di acqua.









