Soldi UE ai Paesi poveri, ma i progetti smaltimento rifiuti sono tossici.

Soldi UE ai Paesi poveri, ma i progetti smaltimento rifiuti sono tossici.

Inceneritori finanziati da Paesi Europei in Africa.

Secondo un rapporto della Global Alliance for Incinerator Alternatives (GAIA), nei paesi in via di sviluppo(PVS) attraverso il Clean Development Mechanism (CDM) dell’Unione Europea vengono supportati progetti di smaltimento dei rifiuti che minacciano i mezzi di sussistenza delle comunità e innalzano il livello delle emissioni tossiche. 

Lo studio afferma che in tal modo l’Unione sta finanziando metodi contrari ai propri orientamenti e che risulterebbero illegali negli Stati Membri.

I progetti incriminati riguardano in particolare inceneritori che bruciano materiali riutilizzabili senza considerazione per la prevenzione dei rifiuti o il riciclaggio, come ad esempio l’impianto Changsu nella Cina orientale. 

La relazione afferma che molti progetti relativi ai gas prodotti dalle discariche riceventi fondi dal CDM – il quale mira a promuovere investimenti in tecnologie a basso contenuto di carbonio nei paesi più poveri mediante la concessione di “crediti di carbonio” che possono essere acquistati dai paesi ricchi al fine di   compensare le proprie emissioni – portano deliberatamente ad un aumento delle emissioni

“I paesi europei utilizzano due pesi e due misure”, dice Mariel Vilella, attivista per le politiche climatiche di GAIA. “Da un lato, si sono impegnati a ridurre la quantità di rifiuti destinati alle discariche, e promuovono il riciclaggio, la lotta all’inquinamento e la riduzione delle emissioni; dall’altro, comprano i crediti di carbonio relativi a progetti nei PVS che contribuiscono all’aumento delle emissioni e mettono in pericolo le comunità locali”. 

Sono Regno Unito, Francia, Spagna e Paesi Bassi a detenere il peggior record per quanto riguarda il sostegno a progetti di incenerimento dei rifiuti e discariche nei PVS che risulterebbero illegali nell’UE.  Attraverso il mercato del carbonio, le aziende del Regno Unito hanno promosso 71 progetti di discariche e inceneritori in 21 paesi, di cui, secondo gli autori, nessuno conforme alle norme europee.

Lo studio sottolinea inoltre come sia essenziale in tali paesi  integrare coloro che operano come riciclatori di base nella pianificazione, nello sviluppo e nell’attuazione dei programmi di smaltimento dei rifiuti solidi urbani.

Segnalazione grazie a: educambiente

Fonte: Freereporter