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Scoperto l’antenato di (quasi) tutti gli animali

30 Marzo 2020

 

bilaterale
di  Marta Musso
27 Marzo 2020

Si chiama Ikaria wariootia ed è l’antenato della maggior parte degli animali moderni, esseri umani compresi. A scoprirlo, nel sito di Nilpena in Australia meridionale, è stato il team di geologi, secondo cui la minuscola creatura sarebbe vissuta più di 555 milioni di anni fa e rappresenta il più antico organismo bilaterale finora conosciuto. Lo studio, pubblicato sulle pagine di Pnas, descrive infatti come l’organismo, molto simile a un verme, aveva due estremità, paragonabili a un capo e una coda, e due pori, simili a bocca e ano collegati da una sorta di tratto digerente e un corpo suddiviso in due lati simmetrici. Tutte caratteristiche che hanno portato i ricercatori a ipotizzare che Ikaria wariootia sia l’antenato di tutti gli animali a simmetria bilaterale. Almeno tra quelli noti.

L’importanza evolutiva della simmetria bilaterale

I primi organismi pluricellulari, tra cui alche e spugne, che vengono indicati collettivamente con il nome di fauna di Ediacara e che risalgono a circa 600 e 550 milioni di anni fa, avevano forme molto variabili. Tuttavia, la maggior parte di queste forme di vita non presentavano le caratteristiche fondamentali della maggior parte degli animali attuali, come per esempio la presenza di un intestino. Lo sviluppo della simmetria bilaterale, perciò, è stato un passo fondamentale dell’evoluzione, che ha dato la possibilità agli organismi di potersi muovere in modo più efficace e avere una organizzazione razionale degli organi interni. Basta pensare che dai vermi agli insetti, dai dinosauri agli esseri umani, una moltitudine di animali presenta lo stesso identico schema corporeo, appunto la simmetria bilaterale.

Come un chicco di riso

Sebbene da tempo la comunità scientifica suggerisse che il primo antenato degli organismi con simmetria bilaterale fosse stato molto piccolo e piuttosto semplice, finora era risultato difficile, se non impossibile, riuscire a identificarlo nei resti fossili. Dopo 15 anni di analisi, finalmente i ricercatori sono giunti alla conclusione che i minuscoli rifugi fossilizzati a Nilpena erano stati fatti da organismi a simmetria bilaterale. Servendosi di un innovativo scanner laser 3D, infatti, i ricercatori sono riusciti a identificare la forma cilindrica dell’organismo, con tanto di testa e coda e una accennata muscolatura scanalata, che raggiungeva tra i 2 e i 7 millimetri di lunghezza e circa 1-2,5 millimetri di larghezza. L’organismo più grande, raccontano i ricercatori, aveva le dimensioni di un chicco di riso.

Piccolo, ma complesso

Nonostante fosse un’organismo dalle minuscole dimensioni, Ikaria wariootia presentava una struttura bilaterale e più complessa rispetto ad altri fossili dello stesso periodo, come i Dickinsonia. Si nascondeva, per esempio, in sottili strati di sabbia alla ricerca di materia organica, suggerendo quindi le sue primitive abilità sensoriali. I rifugi, inoltre, mostrano creste a forma di V trasversali, dovuto probabilmente al fatto che Ikaria wariootia si spostava con movimenti peristaltici, ossia contraendo i muscoli, in modo simile a quello dei vermi attuali. “Questo organismo è ciò che i biologi evoluzionisti avevano previsto”, concludono i ricercatori. “È davvero sorprendente che ciò che abbiamo scoperto si allinea così perfettamente con la loro previsione”.

Riferimenti: Pnas

Credit immagine di copertina: Sohail Wasif/UCR

Fonte: Galileo

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