Ciucci senza Bisfenolo A? Falso! Trovata la sostanza associata a cancro e obesità in tre note marche (più una venduta su Temu)

Quattro marche di ciucci per neonati rilasciano Bisfenolo A, e tra questi due prodotti sono pubblicizzati come ‘BPA free’. Un fatto molto grave segnalato da un recente test condotto dall'organizzazione dei consumatori ceca dTest

Indice

  • I ciucci con BPA
  • La replica delle aziende
  • Che cos’è il BPA e perché è pericoloso

ciucci sono tra i primi oggetti che un neonato utilizza e spesso sono un vero e proprio compagno quotidiano per lunghi mesi. Proprio per questo motivo devono essere sicuri sotto ogni aspetto, sia dal punto di vista chimico che meccanico. Ma è sempre così? Nell’ambito del progetto europeo ToxFree Life for All, l’organizzazione dei consumatori ceca dTest ha deciso di analizzare la qualità e la sicurezza di alcuni ciucci in commercio.

I ricercatori hanno acquistato 19 ciucci in Repubblica Ceca, Slovenia e Ungheria, a cui si sono aggiunti altri due modelli ordinati online su Temu. La selezione ha incluso prodotti di aziende note e marchi privati di catene di farmacie, con tettarelle sia in gomma naturale che in silicone.

Il test è stato articolato in due parti: 

  • Analisi chimica: per verificare la presenza di bisfenoli
  • Prova meccanica: per valutare la resistenza della tettarella a forature, morsi e strappi

La ricerca di sostanze indesiderate simulava l’uso pratico dei ciucci. Un campione dei ciucci è stato quindi infuso nella saliva artificiale e poi è stata analizzata la quantità di bisfenoli eventualmente rilasciati nella soluzione.

I ciucci con BPA

L’attenzione dei ricercatori si è concentrata sul bisfenolo A (BPA), noto interferente endocrino in grado di imitare l’azione degli estrogeni nel corpo. Analizzando 15 molecole del gruppo dei bisfenoli, il laboratorio ne ha rilevata una sola: proprio il BPA. La sostanza è emersa in 4 ciucci di marche e fasce di prezzo differenti, con livelli variabili: in alcuni prodotti la concentrazione rientrava nei limiti di legge, mentre in altri superava la soglia fissata dall’Unione europea per i succhietti.

Ma la cosa che ha più sconvolto è che tra i ciucci contaminati vi erano anche prodotti venduti come “senza BPA”, il che dimostrata che la sostanza può essere rilasciata nonostante le dichiarazioni del produttore.

I ciucci in cui è stata rilevata la presenza di BPA sono:

  • Curaprox Baby Grow with Love: pubblicizzato come senza BPA, invece ne conteneva più di tutti, 19 µg/kg (sopra il limite UE di 10 µg/kg). L’azienza ha subito ritirato tutti i lotti coinvolti
  • Sophie la Girafe (Vulli), ciuccio in gomma naturale: 3 µg/kg
  • Philips Avent Ultra Air (SCF085/60): 2 µg/kg, ciuccio pubblicizzato come “BPA free”
  • Foshan City Saidah Baby Products (Temu): 2 µg/kg

Il BPA è già regolamentato in Europa, con divieti chiari per alcuni prodotti: dal 2011 è vietato nei biberon e dal 2018 il divieto è stato esteso ai contenitori per alimenti destinati a bambini sotto i tre anni. Per i giocattoli e altri prodotti destinati ai bambini, invece, esistono limiti di migrazione: ad esempio, la norma EN 1400 fissa un limite di 10 µg/l di BPA nei ciucci, mentre la Direttiva europea sulla sicurezza dei giocattoli stabilisce un limite più alto, 40 µg/l, applicabile anch’esso ai succhietti.

Queste discrepanze rendono la regolamentazione ambigua: non esiste un divieto uniforme e vincolante per tutti i ciucci a livello UE, anche se alcuni Paesi, come Francia e Austria, hanno scelto di vietare esplicitamente il BPA nella produzione dei succhietti.

La replica delle aziende

Le aziende coinvolte hanno reagito in modo differente alla scoperta di BPA nei loro prodotti. Curadenche produce la gamma Curaprox, ha dichiarato che il risultato per il ciuccio Baby Grow with Love è stato una sorpresa. Dopo aver condotto test interni che hanno confermato la presenza della sostanza, l’azienda ha deciso di ritirare subito i lotti interessati dal mercato e di offrire rimborsi ai clienti.

Vulli, produttrice di Sophie la Girafe, ha precisato che i ciucci non sono più presenti nel catalogo da tempo e che le immagini ancora visibili sul sito non corrispondono a prodotti attualmente in vendita. L’azienda ha inoltre dichiarato che tutti i prodotti vengono sottoposti a test esclusivi per il BPA, effettuati da laboratori accreditati, e che la quantità rilevata nei test (3 µg/kg) è ben al di sotto dei limiti normativi europei e quindi considerata insignificante.

Philips Avent ha confermato che la sicurezza dei suoi succhietti è una priorità assoluta, spiegando che i test interni e quelli indipendenti condotti con DEKRA hanno confermato l’assenza di BPA rilevabile nei prodotti, compreso il campione testato.

Infine, Foshan City Saidah, produttore dei ciucci venduti su Temu, non ha risposto alle richieste di commento.

Che cos’è il BPA e perché è pericoloso

Il bisfenolo A è una sostanza chimica utilizzata nella produzione di plastiche e resine. La sua struttura è simile a quella degli ormoni estrogeni, perciò può agire come un interferente endocrino. Studi scientifici lo hanno collegato a:

  • problemi di sviluppo sessuale, pubertà precoce e riduzione della fertilità
  • obesità e diabete
  • tumori ormono-dipendenti come cancro al seno e alla prostata
  • malattie cardiovascolari e disturbi del sistema immunitario

I bambini rappresentano la fascia più vulnerabile, i loro organi sono infatti ancora in fase di sviluppo e l’esposizione anche a dosi molto basse può avere effetti a lungo termine. Nei neonati, particolarmente sensibili, l’esposizione anche a piccole quantità può avere conseguenze rilevanti.

Il fatto che anche prodotti etichettati come “BPA free” possano rilasciare questa sostanza conferma la necessità di controlli più severi, regole europee uniformi e più stringenti e una maggiore trasparenza da parte dei produttori.

Articolo a firma: Francesca Biagioli

Fonti: dTest / The Guardian

Fonte: greenme