Colleferro, sigilli all'Italcementi

Fonte: Corriere della sera

Colleferro, sigilli all'Italcementi 
L'accusa: dai camini emissioni nocive

Il gip di Velletri: 14 scarichi non a norma. Direttore indagato. Dieci giorni per mettersi in regola, altrimenti l'impianto sarà spento. Il sindaco: a rischio i redditi di 500 famiglie

ROMA - Emissioni nocive. Per questo i carabinieri del Noe, su disposizione del gip di Velletri Giuseppe Cairo, hanno sequestrato lo stabilimento Italcementi di Colleferro. Il direttore dell'impianto, Alfredo Vitale, è indagato per violazione delle norme Aia (Autorizzazione integrata ambiente). Secondo il pm Giuseppe Travaglini, titolare dell'inchiesta nata un anno fa, una parte dei camini dell'Italcementi non è a norma e l'Autorizzazione integrata ambientale (Aia) è stata disattesa. Proprio come all'Ilva.

I CAMINI FUORILEGGE - Su 119 camini ne sono stati controllati 30 (circa) e 14, scrive il gip nel decreto di sequestro preventivo, sono risultati «non conformi alle prescrizioni in quanto non dotati di prese di campionamento o sbocco verticale». Inoltre, sottolinea il giudice, suscita perplessità il fatto che l'azienda abbia fornito due versioni sul funzionamento dell'impianto. Infatti «quanto dichiarato dalla società a seguito di un controllo congiunto svolto il 27 ottobre dal Noe, dall'Arpa e dai tecnici della Provincia di Roma non trova riscontro con quanto contenuto nella relazione tecnica prodotta a suo tempo dalla società per ottenere l'Autorizzazione integrata ambientale (AIA)». In particolare i carabinieri del Nucleo investigativo del Noe, diretto dal capitano Pietro Rajola Pescarini, avrebbero individuato un camino che non appare nell'Aia, cioè abusivo.

PERICOLO SCARICHI - Per il gip «appare assolutamente evidente che il protrarsi di tale situazione costituisca fonte di pericolo generale per gli scarichi in atmosfera». E poi il sequestro è da adottare perchè «vi è il concreto pericolo che la libera disponibilità dello stabilimento possa aggravare o protrarre le conseguenze del reato connesso o consentire la reiterazione dello stesso o di altri reati». Il giudice ha assegnato all'Italcementi 10 giorni di tempo per presentare un cronoprogramma e mettersi in regola, altrimenti alle 10 di lunedì 22 ottobre l'impianto sarà spento.

«ADEGUAMENTO GIA' IN CORSO»- Da parte sua l'Italcementi precisa che il sequestro «riguarda l'adeguamento geometrico alle normative europee di alcuni punti di emissione, adeguamento in corso di realizzazione da alcune settimane e in gran parte già completato». E in ogni caso, aggiunge l'azienda, si tratta soltanto «di alcune fasi secondarie dell'attivitàproduttiva». Nello tabilimento di Colleferro lavorano circa 200 operai.

COMUNE PARTE CIVILE - Preoccupato il sindaco di Colleferro, Mario Cacciotti, che ha convocato per giovedì pomeriggio i tecnici dell'Arpa, i carabinieri del Noe e i rappresentanti della Italcementi. «Speriamo che non sia una nuova Ilva - dice il sindaco - Tra dipendenti e indotto ci sono circa 500 famiglie che ruotano attorno alla fabbrica». E il sindaco di Colleferro non esclude che «se dalle indagini dovesse venire fuori che è stata danneggiata la nostra città», il Comune potrebbe costituirsi parte civile.

Lavinia Di Gianvito