Ogni cambiamento profondo è al tempo stesso una rottura con qualcosa e un laboratorio di relazioni sociali diverse. Come EcoSolPop, la prima edizione di Mercato-non-mercato promosso presso lo spazio occupato Scup, zona San Giovanni, a Roma domenica 2 dicembre dalle organizzazioni sgomberate dalla Città dell’altra economia dalla giunta Alemanno. Una banda di economisti del dissenso si «traveste» da artigiani, contadini, operatori dell’usato e delle ciclofficine, giocolieri, precari, sportivi, bottegai e gasisti, adulti e bambini…. Tra le iniziative più attese, la Zona di Gratuità nella quale ogni cittadino porta oggetti da scambiare e ognuno ritira in base ai propri bisogni. Un’economia sottosopra si diffonde in città
Fonte: comuneinfo
La dispersione delle pratiche di autogestione, mutuo aiuto e consumo critico. La messa in discussione della green economy. L’ostinazione di aprire laboratori di relazioni sociali senza dipendere da campagna elettorali. La sperimentazione di una Zona di gratuità. Sono almeno quattro i buoni motivi con i quali i romani si preparano ad accogliere la prima edizione di «EcoSolPop, il Mercato-non-mercato ecologico, solidale e popolare» domenica 2 dicembre presso Scup (Sport e cultura popolare), uno dei più vivaci e nuovi spazi recuperati (occupato da un gruppo di cittadini, educatori sportivi, docenti precari e la rete Action, qui una video-presentazione), in un pezzo di città importante come San Giovanni.
Domenica 2 è al tempo stesso un punto di arrivo, perché coinvolge i soggetti sgomberati dalla giunta di destra e dai suoi nuovi alleati dalla Città dell’altra economia, e di un punto di partenza, perché di fatto rimette in moto una grande e diffusa rete cittadina composta da persone e organizzazioni che svolgono attività di artigianato, di autoproduzione, di commercializzazione di prodotti bio ed equo o a filiera corta partecipata, di scambio, di dono, di riuso e riciclo. Un crocevia quindi aperto, che di fatto si muove in modo analogo ad altri laboratori poco visibili ma diffusi in altre città e paesi (leggete ad esempio cosa accade a Madrid, L’Europa delle autogestioni, piuttosto che a Pisa, I colori del cambiamento, oppure in America latina, La calce del nuovo mondo).
Nell’appello diffuso in rete dai promotori dell’iniziativa si legge: «Vogliamo contribuire a far ripartire iniziative diffuse su tutto il territorio cittadino di economia alternativa, solidale, giusta, equa e sostenibile ambientalmente, che si aprano alla città, che attraversino gli spazi sociali e cittadini, che popolino piazze, mercati, strade, centri sociali, luoghi pubblici e luoghi liberati». Da qui nasce l’invito a partecipare alla costruzione collettiva di questo primo appuntamento, invito rivolto a produttori, artigiani, commercianti informali, liberi cittadini che vogliono mettere a disposizione saperi e beni, ma anche associazioni e cooperative disponibili a proporre attività, e ovviamente «clown giocolieri e artisti, animatori per bambini, riparatori di ogni cosa, ma di bici in particolare, contadini e produttori di frutta verdura marmellata e formaggio…».
Il «mercato-non-mercato» sarà dunque organizzato domenica 2 dalle 10 alle 19 nell’accogliente spazio occupato di via Nola 5 (subito dopo la discesa finale della tangenziale est di Roma). Nell’area verranno allestite sei grande aree: Giochi e laboratori bambini, Usato (da vendere, scambiare, aggiustare e regalare), Bio (e «km0 partecipato»), Cicloriparazioni, Software libero e, infine, l’area espositiva per associazioni, Gruppi di acquisto solidale e botteghe del commercio equo. Chiunque interessato a partecipare può scrivere entro il 15 novembre a ecosolpop [at] gmail [dot] com, lasciando un recapito telefonico, per partecipare a una riunione organizzativa.
Durante la giornata inoltra verrà sperimentata la prima Zona di totale gratuità, sull’esempio di altre esperienze diffuse in diverse città europee, soprattutto in Francia e Spagna. In quest’area ogni cittadino potrà portare qualsiasi tipo di oggetto e ognuno potrà prendere liberamente in base ai propri bisogni e gusti: uno spazio, spiegano i promotori, «all’insegna di una economia della reciprocità, del dono, della riduzione del consumo e dell’acquisto, dell’uso collettivo e condiviso delle cose». C’è anche l’idea di un’area per il libero scambio destinata a genitori con bambini per la messa in circolazione di giochi, passeggini, vestitini, seggiolini, biciclette… Insomma, uno spazio di sospensione dell’economia capitalista, incluso quel pezzo di esperienze che si richiamano alla retorica della green economy, esperienze che si affidano al dio mercato (forze grandi e piccole, che a volte lavorano anche sui temi del biologico o dell’equosolidale), utile a rigenerare più il capitale che non gli ecosistemi naturali.
Se avete perso qualche puntata sulla morte del vecchio progetto della Città dell’altra economia di Roma leggete qui. Per chi è interessato a sapere qualcosa in più su Scup la fonte adeguata è il loro gruppo su facebook. Se invece l’idea della Zona di gratuità vi ha entusiasmato leggete anche I pronto soccorso degli oggetti vecchi. Infine, se pensate che tutto questo alluda a una nuova e strana economia ribelle allora vi interesserà il punto di vista di Gustavo Esteva che trovate in «L’insurrezione delle persone comuni è in corso».
Guarda il video di presentazione di Scup.
(Città invisibile è un piccolo collettivo romano attento ai temi sociali, della decrescita e del pensiero critico).










