Buone pratiche ambientali
Per buona pratica si intende “…un’azione, esportabile in altre realtà, che permette ad un Comune, ad una comunità o ad una qualsiasi amministrazione locale, di muoversi verso forme di gestione sostenibile a livello locale”.
Si considera buona, quindi, una pratica che corrisponda all’idea di sostenibilità intesa come fattore essenziale di uno sviluppo in grado di rispondere “…alle necessità del presente, senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare le proprie” (Rapporto Brundtland – UNCED 1987).
Si considera buona, quindi, una pratica che corrisponda all’idea di sostenibilità intesa come fattore essenziale di uno sviluppo in grado di rispondere “…alle necessità del presente, senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare le proprie” (Rapporto Brundtland – UNCED 1987).
E’ sostenibile, pertanto, quel modello di sviluppo compatibile con le esigenze di tutela dell’ambiente e di salvaguardia delle risorse, prescindendo dalla qualificazione economico-sociale del settore nel quale si interviene.
Alcuni esempi di buone pratiche ambientali:
- Progetti e azioni di educazione ambientale promossi sul territorio
- Impianti per la produzione di energie da fonti rinnovabili
- Progetti e azioni di riduzione dei rifiuti
- Progetti di mobilità sostenibile
- Progetti e azioni sostenibili di varia natura (Ecofeste, Banca del Tempo, etc.)
- Indicatori ed analisi ambientali per un monitoraggio continuo dei dati sullo stato dell'ambiente









