I principali strumenti di finanziamento per gli Enti locali

I principali strumenti di finanziamento per gli Enti locali. Intervista con Giuseppe Gamba, Presidente AzzeroCO2 

Quali sono i principali strumenti di finanziamento per gli Enti locali? E quali esperienze di amministrazioni locali si possono citare come esempio di azione volta al miglioramento energetico-ambientale? Kyoto Club intervista Giuseppe Gamba, Presidente AzzeroCO2.

Nel settore energetico-ambientale, quali sono le principali forme di finanziamento per gli Enti locali?

Le forme di finanziamento che gli Enti locali hanno tradizionalmente utilizzato (Fondo perduto, indebitamento con la Cassa Depositi e Prestiti) sono diventati uno strumento occasionale: la crisi del debito e la riduzione delle entrate fiscali, da un lato, e la miope attuazione del patto di stabilità interno (che ostacola anche gli investimenti in efficienza) dall’altro, hanno ridotto in modo serio il ricorso all'indebitamento e l'utilizzo di entrate fiscali proprie. Ciò impone agli amministratori locali uno sforzo, virtuoso e spesso creativo, per reperire risorse su canali nuovi.

La finanza di progetto, la partnership con il privato industriale o finanziario, e in particolare la collaborazione con le Esco (Energy Service Company), l'azionariato popolare, l'utilizzo coordinato degli strumenti di incentivazione e il sostegno disponibile a livello regionale, nazionale ed europeo sono le strade da percorrere e da promuovere in un contesto oggi ancora troppo ancorato sul finanziamento in conto capitale a fondo perduto. Parlando di casa mia, cioè di AzzeroCO2, la Esco promossa da Kyoto Club, Legambiente e Ambiente Italia, abbiamo per questo motivo lanciato nuovi strumenti di supporto per gli EELL per aiutarli a ottimizzare il ricorso al ventaglio di più forme finanziarie possibili.

Quali sono le esperienze di EELL che lei ritiene valide a favore del miglioramento energetico-ambientale?

Sono molte le esperienze italiane ed europee in cui le  amministrazioni pubbliche locali hanno dimostrato inventiva ed efficacia. Ne indico un paio che ritengo esemplificative delle numerose buone pratiche (per altro reperibili in molte Banche dati di reti di EELL e di  Ong che lavorano sul tema).

Si pensi alla Provincia di Milano, con il suo programma Mutuo a Profitto, un sistema innovativo di credito cofinanziato pubblico-privato, che consente lo sconto totale degli interessi sui prestiti concessi ai cittadini per realizzare interventi di risparmio energetico nelle abitazioni, e il Programma per la Riqualificazione Energetica degli Edifici Pubblici di Proprietà dei Comuni della Provincia di Milano con l'utilizzo intelligente dei fondi BEI (Banca Europea degli Investimenti).

Un esempio che si pone agli antipodi per dimensioni, ma di uguale valore energetico-ambientale e simbolico è quello del Comune di Pomaretto (TO) , un piccolo comune montano che ha saputo investire in fotovoltaico e biomasse per rendersi energeticamente indipendente e introdurre risorse economiche per lo sviluppo della valle. Pomaretto è anche un esempio di come la rigidità e la miopia del Patto di Stabilità interno metta ora in difficoltà un Ente locale che ha investito molto sul suo futuro e sulla protezione del clima.

Partenariato Pubblico Privato: come valuta il PPP? Citerebbe alcuni partenariati validi per un approfondimento sul tema?

Ovviamente il PPP è una chiave essenziale di una moderna strategia di finanziamento degli interventi pubblici locali in efficienza e rinnovabili. Occorre però ancora affinare gli strumenti , sia di tipo normativo per la trasparenza e sicurezza delle regole contrattuali sia di tipo tecnico formativo, per rendere più esteso ed efficace il ricorso alla cooperazione PP. Gli esempi ch eho già citato, in particolare il caso di "Mutuo a Profitto" della Provincia di Milano, rappresentano dei casi illuminanti di PPP.

Quali sono per gli Enti locali le misure finanziarie più indicate per la realizzazione di interventi in ambito energetico-ambientale?

Non esistono in assoluto degli strumenti più indicati di altri. Caso per caso dipende da obiettivi, condizioni specifiche e tipologia di intervento. Si può però affermare che in questa contingenza di crisi della finanza pubblica, è da prediligere tutto ciò che consente di coinvolgere investitori privati, imprese del settore locali e non, Esco e Banche, così come gruppi di cittadini intenzionati a impegnare il loro risparmio in iniziative pubbliche di sicuro rendimento, ambientale ed economico.

È a conoscenza di esperienze/buone pratiche adottate dagli Enti locali che possono essere da esempio per le altre amministrazioni locali?

I casi di buone pratiche si stanno oggi moltiplicando, gli esempi che ho già citato sono a mio parere dei casi esemplari di modalità innovativa di intervento.

Fonte: spenderesenzasoldi