La Apple ha annunciato l’uscita dal sistema di certificazione ambientale Epeat 1, per questo l’amministrazione di San Francisco si appresta a boicottare l’acquisto dei suoi prodotti. La guerra che sta per partire sullo sfondo delle certificazioni ambientali arrecherà più un danno di immagine che economico all’azienda di Cupertino. Nel 2010 la spesa totale del municipio di San Francisco per laptop e computer “griffati” con la mela non ha superato infatti i 46 mila dollari a fronte di profitti per 11,6 miliardi.
“Siamo delusi dal fatto che Apple abbia deciso di ritirarsi dal sistema Epeat e speriamo che l’annuncio che la città non comprerà più suoi prodotti possa far rivedere la decisione”, spiega Melanie Nutter, direttore del Dipartimento per l’Ambiente del Comune.
Per il momento però la Apple non sembra voler cedere. “La Apple misura il suo impatto ambientale con un approccio complessivo e tutti i nostri prodotti rispondono ai più stringenti requisiti sostenuti dal governo Usa, l’Energy Star 5.2″, replica la portavoce Kristin Huguet. “Inoltre – aggiunge – siamo leader nella comunicazione fornendo online le quantità di gas serra emesse da ogni singolo prodotto. Allo stesso modo i nostri modelli hanno prestazioni ambientali superiori in molti ambiti che l’Epeat non prende in esame, come il mancato utilizzo di materiali tossici”.
Tuttavia non è la prima volta che la Apple finisce al centro delle polemiche per motivi ambientali. Da anni Greenpeace contesta all’azienda la sua scarsa attenzione al problema dell’efficienza energetica 2 e il ricorso a fornitori di elettricità che utilizzano inquinanti centrali a carbone. Nel 2007, davanti alle crescenti contestazioni, dovette intervenire lo stesso fondatore Steve Jobs 3 per promettere maggiore attenzione sulle tematiche della sostenibilità.
(fonte: repubblica.it) - ringraziamo per la segnalazione: ilsostenibile.it








