Educazione ambientale: quando le parole inquinano

Educare al linguaggio per proteggere l’ambiente

Il linguaggio è uno strumento di responsabilità collettiva. Un uso scorretto delle parole può generare incomprensioni, conflitti e squilibri che si riflettono anche sul rapporto con l’ambiente. Allo stesso modo, la mancanza di educazione e di cura quotidiana compromette equilibri naturali delicati.

Da questa consapevolezza prende forma Quando la luna e il sole erano bimbi, poesia di Rigel Bellombra che lega in modo diretto linguaggio, educazione e tutela del pianeta.

Il testo è interpretato da Ivano Marescotti nell’audiolibro “Fuoriclasse”. Poesie e canzoni per bimbi (Ed. Il Viandante, 2021).

Una poesia per l’infanzia che parla di ambiente e responsabilità

La poesia si presenta come un racconto destinato ai bambini. Tuttavia, la sua struttura allegorica consente una lettura più ampia e consapevole. Il testo coinvolge anche il pubblico adulto, chiamato a riflettere sulle conseguenze delle azioni umane.

Attraverso una narrazione semplice, la poesia affronta temi centrali per l’educazione ambientale e civile.

 Un errore grammaticale all’origine dello squilibrio

La storia prende avvio da un errore apparentemente insignificante. Un apostrofo sbagliato genera un fraintendimento tra il sole e la luna. Un messaggio affettuoso si trasforma così in motivo di conflitto. Da questa incomprensione linguistica nasce uno squilibrio progressivo che investe l’intero mondo naturale.

Il sole diventa eccessivamente “infuocato”, la luna perde luce, il cielo si oscura e la Terra appare sempre più malata. L’errore grammaticale assume quindi un valore simbolico, diventando il motore di una crisi che coinvolge l’intero creato.

Dall’errore linguistico al degrado ambientale

La poesia costruisce un parallelismo diretto tra ignoranza linguistica e degrado ambientale. Un segno scritto senza consapevolezza produce conseguenze sproporzionate. Allo stesso modo, l’incuria quotidiana e l’assenza di educazione ambientale compromettono equilibri naturali delicati.

L’apostrofo sbagliato diventa metafora di un rapporto scorretto con il linguaggio e con il mondo naturale. Il testo richiama l’attenzione sulla responsabilità individuale nei gesti quotidiani.

La voce di Ivano Marescotti e il valore civile del racconto

L’interpretazione di Ivano Marescotti svolge un ruolo centrale nella diffusione del messaggio. La sua voce, legata al teatro civile e alla divulgazione culturale, rafforza la dimensione etica del testo.

La lettura rende evidenti i significati simbolici legati all’ambiente e alla responsabilità collettiva. Il racconto supera così i confini della letteratura per l’infanzia. La poesia diventa uno strumento di dialogo tra generazioni sui temi della sostenibilità.

 La scuola come spazio di ricostruzione degli equilibri

La soluzione del conflitto non passa attraverso lo scontro o la punizione. È la conoscenza a ristabilire l’ordine compromesso. La scuola viene rappresentata come luogo di formazione emotiva e consapevolezza civile. Qui l’errore viene compreso e corretto.

Il messaggio conclusivo affida esplicitamente all’educazione il compito di “salvar la Terra”.

Il testo sottolinea il legame tra linguaggio, responsabilità civile e tutela dell’ambiente.

 Inquinamento delle parole e inquinamento del pianeta

La poesia propone una riflessione che va oltre l’ecologia tradizionale. L’inquinamento non riguarda solo aria, acqua e suolo. Riguarda anche le parole e il modo in cui vengono utilizzate. Un linguaggio impreciso o irresponsabile contribuisce a una perdita di consapevolezza collettiva. Educare al linguaggio significa quindi educare alla cura dell’ambiente.

Una scrittura coerente con l’impegno culturale dell’autore

Questa impostazione riflessiva è coerente con l’intera produzione di Rigel Bellombra.

La sua scrittura – è scritto nella nota di Lorella Tosi – è attraversata da una costante attenzione ai temi sociali, civili ed educativi. Anche quando adotta forme narrative semplici, mantiene una forte valenza simbolica. L’obiettivo resta quello di stimolare una coscienza critica sui temi del presente.

Diritto, ambiente e responsabilità collettiva

Rigel Bellombra è lo pseudonimo artistico del giurista Antonio Albanese. Albanese è Ordinario di Diritto privato all’Università di Bologna. È inoltre promotore del network internazionale Falling in Law. Il progetto analizza il rapporto tra diritto, cultura e società.

La poesia e la sua interpretazione riflettono gli stessi temi. Il valore del linguaggio, il ruolo dell’educazione e la responsabilità collettiva emergono come elementi centrali nella tutela degli equilibri sociali e ambientali.

 Fonte: ilgiornaledellambiente

 

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