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Capsule di caffè, non potrai più buttarle nell’indifferenziato: ecco da quando e cosa cambia con le nuove regole Ue

Dal 12 agosto le capsule monodose di caffè non potranno più finire nell’indifferenziato: con il nuovo regolamento UE sugli imballaggi diventano a tutti gli effetti rifiuti da riciclare.

Per anni sono state uno dei simboli della comodità e della velocità di un momento che in realtà dovrebbe essere lento. Ora le capsule monodose di caffè finiscono ufficialmente sotto la lente dell’Unione europea.

Con l’entrata in vigore del Packaging and Packaging Waste Regulation (PPWR – Regolamento sugli imballaggi e i rifiuti da imballaggio UE 2025/40), dal 12 agosto prossimo cambieranno le regole sul loro smaltimento: le capsule monodose diventano a tutti gli effetti imballaggi e non potranno più essere gettate nell’indifferenziato.

La normativa, entrata in vigore a febbraio 2025 e ora operativa, stabilisce di fatto che tutte le capsule monodose – usate e con residui di caffè – dovranno essere avviate al riciclo. Un passaggio tutt’altro che marginale, visto che parliamo di uno dei rifiuti più diffusi e problematici nelle case europee.

L’obiettivo di Bruxelles è chiaro: ridurre del 5% i rifiuti da imballaggio entro il 2030 rispetto ai livelli del 2018, arrivando a un taglio del 15% entro il 2040. E le capsule, per complessità e numeri, sono un banco di prova decisivo.

Il problema delle capsule è noto: sono imballaggi multicomponente, difficili da separare e quindi da riciclare.

Secondo i dati di Biorepack, in Italia se ne consumano quasi 3 miliardi all’anno, ma solo il 6% è compostabile. Il resto è composto per:

  • 72% plastica tradizionale
  • 22% alluminio

Una montagna di rifiuti che, finora, finiva quasi sempre nell’indifferenziato. Con le nuove regole, l’intera filiera è chiamata a riorganizzarsi.

  • Capsule in alluminio: il consorzio Cial ha già avviato sperimentazioni in alcune province (come Lecco e Monza Brianza) per la separazione domestica e il corretto trattamento negli impianti
  • Capsule in bioplastica: quelle compostabili possono già essere conferite nell’umido dove previsto. I progetti del consorzio Biorepack dimostrano che è possibile recuperare sia l’involucro sia il caffè residuo
  • Capsule in plastica tradizionale: restano il vero nodo critico. Il consorzio Corepla sta studiando nuovi processi di selezione per ridurre gli scarti, ma il riciclo resta complesso e costoso

E le capsule sostenibili?

Verso capsule 100% sostenibili? Non è solo un’ipotesi. Il regolamento UE prevede che dal 2030 gli Stati membri possano vietare la vendita di alcuni prodotti se non realizzati con materiali sostenibili. Le capsule di caffè potrebbero rientrare nell’elenco, spingendo il mercato verso bioplastiche o soluzioni completamente riciclabili.

Ma il 12 agosto segna una svolta anche per altri prodotti quotidiani. Dal 2030 saranno vietati molti imballaggi monouso in plastica, tra cui:

  • bustine di ketchup, maionese e senape
  • confezioni monodose per zucchero e creme da caffè
  • flaconcini cosmetici sotto i 50 ml
  • frutta e verdura confezionate sotto 1,5 kg

Dal prossimo agosto scatterà anche l’obbligo di etichettatura uniforme a livello UE: ogni imballaggio dovrà indicare chiaramente come e dove smaltirlo. Senza informazioni corrette, il prodotto non potrà essere venduto.

Articolo a firma Germana Carillo

Fonte: greenme

 

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