Uno studio ha rivelato che oltre due terzi della cannella venduta in Europa, Italia compresa, non rispetta gli standard di qualità o sicurezza. In pratica, può essere adulterata con altre sostanze o contaminata da metalli pesanti.
Indice
- Lo studio
- Cosa hanno trovato nella cannella
- Come difendersi
Le spezie non sempre garantiscono naturalità e purezza, come ci aspetteremmo, e a volte possono nascondere adulterazioni e contaminazioni. Dopo i casi degli scorsi anni che hanno coinvolto alcune varianti, come l’origano (la cui situazione, almeno in Italia, è però migliorata), l’attenzione ora si è spostata sulla cannella, che secondo un recente studio europeo risulta spesso alterata e addirittura potenzialmente rischiosa per la salute.
Parliamo di un recente studio, pubblicato su npj Science of Food e realizzato dal Centro Comune di Ricerca (JRC) della Commissione europea, che ha sollevato un forte campanello d’allarme scoprendo che gran parte della cannella in commercio nei supermercati e nei mercati europei è adulterata o non rispetta i limiti di sicurezza.
Lo studio
Il JRC ha raccolto e analizzato campioni di cannella acquistati in 10 Paesi dell’Unione europea (Italia compresa), oltre che nel Regno Unito, in Serbia e in Sri Lanka. Sono state esaminate sia stecche che polvere, provenienti soprattutto da Sri Lanka, Madagascar, Vietnam, India e Indonesia.
I risultati hanno parlato chiaro: dei 104 campioni analizzati, oltre il 66% è risultato non conforme agli standard, rivelando un quadro fatto di frodi, contaminazioni e anche rischi per la salute dei consumatori.
La cannella è tra le spezie più amate e diffuse al mondo, usata non solo in dolci e bevande, ma anche in integratori e rimedi naturali. È oggi la quinta spezia più importata in Europa ed è evidente che l’aumento della domanda, insieme alla crescita costante dei prezzi (circa +10% annuo dal 2017), l’ha resa un bersaglio sempre più appetibile per le frodi alimentari.
Già in passato erano stati documentati casi di adulterazioni nelle spezie, ma questa nuova indagine conferma che il fenomeno è tutt’altro che marginale.
Cosa hanno trovato nella cannella
Le analisi hanno messo in luce irregolarità diffuse, dalla presenza di contaminanti alla sostituzione fraudolenta delle varietà, passando per pratiche scorrette di lavorazione.
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda la sostituzione della pregiata cannella di Ceylon, originaria dello Sri Lanka, con la più economica Cassia, coltivata soprattutto in Myanmar, Indonesia e Cina.
Circa il 9% dei prodotti etichettati come “Ceylon” erano in realtà Cassia o miscele delle due. Questa sostituzione non è solo una frode commerciale: la Cassia contiene infatti livelli molto più elevati di cumarina, una sostanza che può risultare tossica per il fegato se assunta in dosi eccessive.
Ma la questione più seria riguarda alcuni contaminanti come piombo e cromo e la cumarina oltre i limiti.
Questi in sintesi i dati più preoccupanti:
- 10 campioni superavano i limiti UE di piombo (2 mg/kg)
- 31 presentavano concentrazioni di cumarina tali da rappresentare un rischio, soprattutto per i bambini
- 19 mostravano livelli insolitamente alti di cromo (tra 2 e 20 mg/kg), un metallo per il quale però non esistono ancora limiti comunitari
- 13 prodotti avevano un eccesso di solfiti, probabilmente usati in fase di lavorazione o conservazione
Queste sostanze, se assunte regolarmente con la dieta, possono comportare conseguenze sulla salute, in particolare nei soggetti più sensibili.
Gli esperti hanno poi evidenziato adulterazioni più complesse della semplice sostituzione varietale. In diversi casi la corteccia pregiata era mescolata a parti meno nobili della pianta, come radici, foglie o fiori; alcuni campioni mostravano un contenuto anomalo di ceneri, indice di contaminazione o processi produttivi scadenti; in altri sono state individuate tracce di spezie estranee, come chiodi di garofano o pepe, e persino di cipolla, fieno greco e riso.
Segnali che fanno pensare a una filiera lunga, complessa e poco trasparente, dove le frodi possono inserirsi facilmente.
Come difendersi
In sintesi, solo un campione su tre era effettivamente conforme agli standard. Oltre al rischio economico di pagare per un prodotto adulterato, i consumatori si trovano di fronte a un problema di sicurezza reale: metalli pesanti, eccesso di solfiti e cumarina in dosi elevate non sono da sottovalutare.
La ricerca del JRC conferma la necessità di maggiori controlli lungo la catena di approvvigionamento, non solo per tutelare la salute dei cittadini europei, ma anche per garantire equità verso i produttori seri e trasparenti.
Cosa possiamo fare per evitare di acquistare cannella adulterata?
Il consiglio degli esperti è di preferire marchi affidabili e certificati, diffidando di prodotti troppo economici o di provenienza poco chiara.
Articolo a firma: Francesca Biagioli
Fonte: greenme
Fonte: npj Science of Food








