Slow Food, il cibo con l’anima

Buono, pulito e giusto: questi gli ingredienti del cibo di qualità. Intervista ad Alberto Arossa di Slow Food Italia

 

Rispettare la stagionalità dei cibi, privilegiare prodotti a chilometro zero, mangiare meno in generale e mangiare meno carne in particolare, variare molto la dieta, acquistare cibi freschi e prepararli direttamente (evitando i precotti, surgelati e simili), acquistare possibilmente dai produttori, privilegiare i cibi biologici.

Sono solo alcuni dei suggerimenti per la nostra alimentazione di Slow Food, l’associazione fondata nel 1986 per contrastare il diffondersi della cultura del fast food e salvaguardare il patrimonio di biodiversità, cultura e saperi tramandati che rende l’atto di nutrirsi uno dei piaceri fondamentali dell’esistenza.

Le scelte alimentari incidono anche sulla nostra salute e sulla qualità dell’ambiente sulla giustizia sociale. In questo quadro non c’è spazio per gli Ogm, perché non danno ancora risposte certe sul piano della sicurezza alimentare e ambientale.
Molto meglio puntare sui cibi biologici e naturali, nonostante il paradosso per cui è necessario certificare come un’eccezione ciò che dovrebbe essere la norma, mentre dovrebbe essere chi aggiunge fertilizzanti chimici, pesticidi, additivi e conservanti a dichiarare, certificare e documentare la sua “anormalità”.

Per Slow Food il cibo è un diritto di tutti: ogni anno si produce sulla Terra abbastanza cibo per nutrire 12 miliardi di persone, ma ne viene sprecata la metà. E dei 7 miliardi di abitanti, oltre 800 milioni di persone soffrono per la fame e la malnutrizione, mentre 1,6 miliardi sono sovrappeso o obesi. Ecco allora che parlare di salute, di sostenibilità, di giustizia alimentare significa affrontare lo stesso tema di fondo e nessuno può pensare di essere esentato da responsabilità in tal senso.

Per informazioni:
http://www.slowfood.it/

Fonte: lalumaca.org