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Rifiuti

Incontro della Rete dei Comitati vesuviani con la delegazione UE sul Ciclo dei rifiuti in Campania

02 Novembre 2012

Comunicato   stampa   del 01/11/2012

La Rete dei Comitati vesuviani-Zero Waste Italy esprime soddisfazione per l’incontrato di ieri con  la delegazione della Commissione europea in visita in Campania per valutare lo stato di applicazione della normativa EU in tema di ciclo dei rifiuti solidi urbani.

La Rete ha presentato due petizioni alla Commissione UE: una nel 2010 riguardante la violazione della direttiva EU per l’apertura di discariche nel Parco nazionale del Vesuvio e l’altra nell’aprile 2012 relative alle criticità palesate in sede di approvazione del Piano generale  rifiuti solidi urbani della Campania in  violazione delle norme comunitarie e di quelle nazionali.

La prof.ssa Anna Rita Ranieri ha illustrato, in riferimento alla prima petizione lo stato attuale dell’ex discarica Sari nel Parco del Vesuvio causa del disastro ambientale all’ecosistema e alla popolazione vesuviana arrecato dall’esercizio della stessa. Non ha mancato di riferire, anche facendo riferimento alla Convenzione di Aarhus, che allo stato la messa in sicurezza dell’invaso chiuso langue, che la produzione di biogas che potrebbe servire da compensazione in termini energetici per i comuni limitrofi viene dispersa bruciandola  e che l’area del Comune di  Terzigno, in cui insistono vecchie discariche mai messe in sicurezza, è completamente inquinata per la penetrazione del percolato nelle falde sottostanti e che le bonifiche promesse e previste, allo stato, costituiscono un miraggio.

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L'Italia rischia una multa da 56 milioni di euro dall'Ue per 255 discariche abusive

27 Ottobre 2012

Pubblicato il 27 ott 2012 da Marina Perotta

Fonte: ecoblog 

Il commissario europeo all’ambiente Janez Potocnik ha chiesto alla Corte di Giustizia europea d’infliggere a Roma, al nostro governo, una colossale multa: 56 milioni di euro e una penale giornaliera dovuta fino a cessazione dell’infrazione di quasi 257.000 Euro dalla sentenza che sarà poi pronunciata dalla della Corte e fino alla regolarizzazione. L’Europa nel 2007 ha ingiunto in Italia di rispettare le norme comunitarie in merito alla gestione dei rifiuti ospitando ancora 255 discariche illegali di cui 16 con rifiuti tossici.

Le regioni più compromesse in Italia sono: la Campania con 51 discariche, la Calabria con 43, l’Abruzzo con 37, il Lazio con 32 e la Sicilia con 24.

La Commissione europea ha così perso la pazienza sulla presenza delle discariche illegali che ancora continuano a avvelenare l’Italia da nord a sud e così Bruxelles ha chiesto di rinviare il nostro Paese alla Corte europea di Giustizia per il non rispetto delle regole europee che riguardano la gestione dei rifiuti. 

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ALLARME !!!! Cementifici inceneritori

27 Ottobre 2012

LA NOVITÀ SUI RIFIUTI

Le ecoballe? Ora si potranno 
smaltire nel cementificio

Il Consiglio dei ministri approva un provvedimento che autorizza lo smaltimento dei Cdr in questi stabilimenti

Le ecoballe stoccate

NAPOLI - Potrebbe essere una svolta epocale, di certo creerà discussioni a non finire. Le ecoballe, infatti, potranno finire per essere bruciate nei forni dei cementifici. Forse non tutti i milioni di ecoballe stoccate sui piazzali, ma di certo i cdr che saranno pronti in questi giorni. E si metterà, quindi, fine - progressivamente - ai viaggi all'estero per eliminare i rifiuti prodotti. 
Il Consiglio dei ministri ha, poche ore fa, approvato in via preliminare, su proposta del ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, un provvedimento per l'individuazione delle condizioni di utilizzo dei combustibili solidi secondari, in parziale sostituzione di quelli tradizionali, in cementifici soggetti al regime dell'autorizzazione integrata ambientale. 

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Rifiuti, anche Napoli conferma: produzione rifiuti in calo del 4%. Intervista a Tommaso Sodano

26 Ottobre 2012

Intervista di Eco dalle Città al vicesindaco di Napoli, Tommaso Sodano: «Si registra un calo nella produzione di rifiuti pari a circa il 4%». Tra i materiali raccolti calano visibilmente gli ingombranti: -5%. In occasione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti il Comune e una serie di pizzerie organizzano un'azione che premierà con una pizza omaggio chi riconsegnerà i contenitori d'asporto

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giovedì 25 ottobre 2012 
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Bisfenolo A: dal 2013 in Francia imballaggi più sicuri

22 Ottobre 2012

A partire da giugno 2011 l'Unione europea ha messo al bando i biberon in policarbonato contenenti bisfenolo A. Apripista la Francia, che ne aveva proibito la produzione già nel 2010 e che ora si prepara a dire addio al bisfenolo anche negli imballaggi per cibi e bevande.

di Angela Lamboglia - 22 Ottobre 2012

Il bisfenolo A è utilizzato principalmente nella produzione di materie plastiche e in particolare di policarbonato

Utilizzato principalmente nella produzione di materie plastiche e in particolare di policarbonato, il bisfenolo A (BPA) è finito sotto la lente dei ricercatori di tutto il mondo a partire dagli anni Trenta e da allora non ha più avuto scampo: i rischi connessi alla sua assunzione - per l'instabilità del legame chimico tra le molecole, la sostanza, contenuta in contenitori e imballaggi, si diffonde infatti facilimente nei liquidi e negli alimenti - vanno da interferenze con l’equilibrio ormonale a danni agli organi riproduttori e allo sviluppo cerebrale, fino a problemi al sistema immunitario.

Una collezione di disturbi, più e meno gravi, che ha spinto, prima la Francia e altri Stati europei, poi l'intera Unione, a introdurre misure per proteggere almeno i bambini - i più vulnerabili a contrarre le potenziali patologie - dall'assunzione della sostanza.

E poichè secondo l'Efsa, l'Agenzia europea per la sicurezza alimentare, la maggiore fonte di pericolo è rappresentata dai biberon in policarbonato, con la direttiva 2011/8/UE si è stabilito il divieto di produzione di questi prodotti a partire da 1 marzo 2011 e il divieto di importazione e commercializzazione dal 1 giugno dello stesso anno. 

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Rifiuti di Napoli, per l'emergenza danno milionario all'Erario

20 Ottobre 2012

Andrea Spinelli Barrile

Fonte: ecoblog

1,5 milioni di euro: a questa cifra ammonterebbe il danno erariale per inutili consulenze affidate dalle società in-house della Provincia di Napoli Sapna per gestire l’emergenza rifiuti nella capitale partenopea.

Le indagini contabili della Corte dei Conti hanno portato ad un sequestro preventivo di beni immobili, conti correnti e crediti presso terzi dal valore milionario portati alla luce del sole grazie ad un accurato lavoro delle Fiamme Gialle, che hanno ricostruito i numerosi incarichi di consulenza esterna affidati ad appalto già affidato.

La Guardia di Finanza avrebbe dimostrato come gli incarichi attribuiti dalla partecipata, seppur definiti formalmente “consulenziali”, siano risultati fuori dai requisiti normativamente previsti per essere considerati tali, caratterizzati tuttalpiù”per la loro continuità ed ordinarietà”. 

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“Comunità Rifiuti Zero”: è nata l'associazione nazionale

15 Ottobre 2012

15 Ottobre 2012

Sabato scorso è stata costituita ufficialmente a Capannori la “Comunità Rifiuti Zero”
 

È nata l'associazione “Comunità Rifiuti Zero” alla quale hanno aderito 107 Comuni italiani e molte associazioni, tra cui quella dei Comuni Virtuosi. La nuova associazione è stata costituita ufficialmente sabato scorso, 13 ottobre 2012, a Capannori, il primo comune che nel 2007 ha aderito alla strategia internazionale Rifiuti Zero. Nel comune lucchese di 46mila abitanti oggi la media della raccolta differenziata è all’82%, con punte di 90%.

Intento della “Comunità Rifiuti Zero” è quello di operare nel campo dell’assistenza, della formazione, della valorizzazione e della promozione della strategia Rifiuti Zero. L'associazione vuole inoltre dare assistenza alle amministrazioni comunali che vi hanno aderito per affrontare la questione del ciclo dei rifiuti, promuovere  campagne di sensibilizzazione e informazione sulle buone pratiche nell’ambito dei rifiuti e creare una rete per lo scambio di informazioni tra Pubbliche Amministrazioni e soggetti privati. 

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Rifiuti - Pneumatici, come distinguere quelli usati da quelli fuori uso?

13 Ottobre 2012

Autorità: Cass. Pen.
Data: 27/06/2012
n. 25358

Gli pneumatici “usati”, intendendosi come tali quelli ricostruibili o utilizzabili direttamente e rispetto ai quali non risulti l’obiettiva volontà di disfarsene da parte del detentore, non rientrano nel novero dei rifiuti a differenza degli pneumatici “fuori uso”, che invece il legislatore espressamente individua come tali e che, per degrado o altre condizioni, abbiano perso la loro funzione originaria.

Scarica il testo

Fonte: tuttoambiente.it

Amianto misto ad asfalto, i rifiuti speciali della mafia lombarda

10 Settembre 2012

Pubblicato il 10 set 2012 da Andrea Spinelli Barrile

Fonte: ecoblog 

La Procura di Milano ha inviato questa mattina l’avviso di conclusione indagini ai titolari e ad alcuni autisti dell’azienda brianzola Perego Strade (22 persone in tutto), nell’ottica dell’operazione Infinito contro le infiltrazioni ‘ndranghetiste in Lombardia.

Sembrerà c’entrare poco con questioni relative all’ambiente, ma gli atti dell’inchiesta dicono altro: gli indagati sono accusati infatti di aver effettuato oltre 6mila viaggi per trasportare rifiuti speciali al conferimento, salvo smaltire tutto nei numerosi cantieri sparpagliati per la Lombardia; 2,3 milioni di euro i proventi che l’azienda (infiltrata dalla malavita calabrese) avrebbe portato a profitto.

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Che farne del vecchio cellulare? Ecco alcune idee

08 Settembre 2012

Obsolescenza programmata e continuo ricambio tecnologico potrebbero avere portato alcuni di voi ad aver accumulato nel corso degli ultimi anni un certo numero di telefoni cellulari ormai inutilizzati, schierati in fondo ad un cassetto, sia che essi fossero realmente non più funzionanti, sia che lo fossero ancora, ma allo stesso tempo purtroppo appartenenti ad un modello ormai fuori moda e tecnologicamente superato.

I progressi nel campo della telefonia hanno portato ad un accumulo dei rifiuti elettronici, denominati tecnicamente rifiuti RAEE. E' tra di essi che si identificano i cellulari inutilizzati e scartati. Nel caso non si riesca a trovare un'alternativa e si desideri avviare il proprio cellulare allo smaltimento, sarà bene informarsi presso il proprio Comune riguardo ai punti di raccolta dei rifiuti RAEE. Potrebbe inoltre risultare utile la consultazione del portale del Centro di Coordinamento RAEE. 

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