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Ambiente ed Ecologia

Ambiente e benessere equo e sostenibile nelle città italiane, i dati di Urbes 2015

24 Aprile 2015

Il secondo rapporto Urbes 2015 sul Benessere equo e sostenibile nelle città, di Istat e Cnel, individua in 12 dimensioni (Salute, Istruzione e formazione, Lavoro e conciliazione tempi di vita, Benessere economico, Relazioni sociali, Politica e istituzioni, Sicurezza, Benessere soggettivo, Paesaggio e patrimonio culturale, Ambiente, Ricerca e innovazione, Qualità dei servizi) «Il quadro di riferimento tematico e metodologico per la misurazione del progresso del Paese da affiancare a quello macroeconomico tradizionalmente utilizzato per la misura della crescita».

L’analisi dello stato di benessere nelle città italiane evidenzia diseguaglianze molto forti, con la solita dicotomia tra Centro-Nord e Mezzogiorno che si ritrova anche a livello urbano. Ma tra le città meridionali emergono anche dinamiche positive e potenzialità su cui investire. Però il rapporto conferma che «Differenziali negativi si osservano, come era da attendersi, rispetto al reddito, alle condizioni materiali di vita e all’occupazione ma toccano anche elementi significativi in altri domini del Bes: dalla speranza di vita ai livelli di scolarizzazione, dalla conservazione del patrimonio edilizio alla ricerca e innovazione, dalla diffusione del non profit alla dotazione e fruizione di servizi come quelli culturali o per la prima infanzia. Non mancano però tematiche per le quali sono alcune città del Sud a evidenziare performance mediamente migliori di quelle del Centro-Nord, come i reati contro il patrimonio e le problematiche della mobilità urbana, anche se, per queste ultime, è riscontrabile un impegno proporzionalmente maggiore in termini di trasporto pubblico locale e di servizi innovativi di infomobilità».

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L’erbicida glifosato è probabilmente cancerogeno

25 Marzo 2015

di Simone Valesini

È guerra tra la multinazionale Monsanto e l’Organizzazione mondiale della sanità, dopo l’annuncio dell’inclusione del glifosato, un diserbante di cui la società possedeva il brevetto fino al 2001, tra le sostanze classificate come probabilmente cancerogene. La decisione è arrivata negli scorsi giorni, con la pubblicazione di uno studio dell’International Agency for Research on Cancer (Iarc) (presente per ora anche su Scribd), un panel di esperti che valuta per conto dell’Oms le conoscenze scientifiche disponibili sui rischi che una determinata sostanza possa provocare l’insorgenza di tumori.

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La Yucca e la farfallina

19 Marzo 2015

Gli insetti che fecondano le piante, quasi sempre sono trattati con grande galanteria: i begli abiti setosi, colorati e profumati che sono i fiori, contengono cibo nutriente e saporito come il polline, oltre alla bevanda energetica del nettare. Ci sono piante, però, che oltre a lasciarsi fecondare da un solo tipo di insetto, riservandogli in esclusiva tutti i riguardi, gli offrono anche ospitalità per le uova. E’ il caso del caprifico, o fico selvatico, che in inverno ospita le uova della minuscola vespa Blastophaga psenes nei piccoli fichi duri che porta sui rami.

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Clorpirifos, il pesticida che danneggia il cervello dei bambini

19 Marzo 2015

Da anni ormai si conosce la pericolosità del pesticida Clorpirifos, tant’è che la U.S. Environmental Protection Agency ne ha bandito l’uso domestico. Eppure continua ad essere utilizzato ampiamente in agricoltura. La tossicologa Janette Sherman ribadisce come questa sostanza sia in grado di danneggiare seriamente il cervello dei bambini. Eppure le autorità preposte non la bandiscono.

Fonte:  Redazione www.ilcambiamento.it 

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Quanta terra ci resta?

15 Marzo 2015

Ogni anno sul pianeta si perdono circa 24 miliardi di tonnellate di terra fertile. Cemento, contaminazioni, pratiche agricole dissennate: l’umanità si comporta come se avesse a disposizione una risorsa inesauribile. A mostrarci chiaramente quanto le preoccupazioni per lo stato di salute del suolo non siano peregrine, è il Soil Atlas 2015. Nell’anno Internazionale dei Suoli, l’atlante fornisce più di uno spunto di riflessione sul rapido declino di questa risorsa essenziale per il benessere e la sopravvivenza dell’umanità (e dell’intera biosfera). Dati e immagini di immediata comprensione, come quelle che trovate in questa pagina, che mostrano, per esempio, come procedendo a questo ritmo nel 2050 la terra disponibile per la produzione alimentare sarà più che dimezzata rispetto a quella che utilizzata nel 1960.  

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Come costruire una Bat Box

14 Marzo 2015
Scritto da Marta Albè  - 11 Marzo 2015

Una Bat Box è una casetta per ospitare i pipistrelli in giardino o sul balcone. I pipistrelli sono predatori naturali delle zanzare e simbolo della lotta biologica agli insetti desiderati. Dunque "adottando" un pipistrello potrete tenere lontane le zanzare senza ricorrere agli insetticidi.

 

Nei negozi di giardinaggio possiamo trovare in vendita delle Bat Box già pronte a cui ispirarci per realizzare la nostra Bat Box personalizzata, spendendo molto meno. Di solito serve semplicemente avere a disposizione del compensato, se non trovate del legno più resistente, magari di scarto.

Ospitare i pipistrelli in una Bat Box significa riavvicinarli all'ambiente urbano da cui via via stanno scomparendo poiché non trovano dei rifugi adatti. L'azione insettivora dei pipistrelli protegge l'orto, il giardino e le piante in vaso dai parassiti, oltre che noi stesi dalle punture di zanzara.

Posizionare una Bat Box sulle pareti esterne della casa è uno dei metodi migliori per attirare i pipistrelli nel proprio giardino. Darete una casa ai vostri pipistrelli poco prima dell'inizio della primavera e del periodo della fioritura. I pipistrelli vi saranno d'aiuto contro le zanzare, ma ricordatevi di rimuovere sempre l'acqua stagnante in secchi, lavatoi o sottovasi nel vostro giardino o sul balcone.

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APPELLO PER LA DIFESA DELLA SALUTE DALLE RADIAZIONI A RADIOFREQUENZA E MICROONDE

28 Febbraio 2015

APPELLO PER LA DIFESA DELLA SALUTE DALLE RADIAZIONI A RADIOFREQUENZA E MICROONDE

Lettera aperta della Task Force sui Campi Elettromagnetici

Al Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi

Al Presidente del Senato Pietro Grasso

Al Presidente della Camera Laura Boldrini Ai Deputati e Senatori del Parlamento Italiano

Ai Deputati italiani al Parlamento Europeo

Ai Presidenti delle Regioni

E p.c.:

Al Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella

Al Presidente dell’ANCI

Oggetto:     Diffida a non attuare il rilassamento dei livelli di protezione della popolazione dai campi elettromagnetici a radiofrequenza e microonde.

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Ambiente Italia: crolla l’economia, vola la green economy

27 Febbraio 2015

Disoccupazione, non occupazione, povertà. L’Italia è questo, ma anche riciclo e risparmio energetico. L’analisi di Ambiente Italia 2015 sulla green economy

Ambiente Italia crolla l’economia vola la green economy

L’economia italiana è una foresta di grafici in picchiata, ma i settori che riguardano l’ambiente presentano tendenze opposte. È questa, in un flash, la tesi di Ambiente Italia 2015, il rapporto annuale sullo stato del Paese e della green economy realizzato dall’istituto Ambiente Italia insieme a Legambiente. L’istantanea del Bel Paese scattata dal dossier inquadra una situazione economica disastrosa: il Pil pro capite, nel 2014, era sotto la media europea, mentre prima della crisi la superava del 10%. La disoccupazione è cresciuta e a fine 2014 il tasso raggiungeva il 12,8% (in Europa la media è il 10%). Ma il problema principale dell’Italia, secondo Ambiente Italia, è la non occupazione: nel 2014 le persone occupate sono state meno del 56% della popolazione tra i 15 e i 64 anni. La media in Unione Europea è del 65,5%. Ma la vera emergenza per il futuro – sostengono gli estensori – è rappresentata dai Neet, not (engaged) in Education, Employment or Training. Il 26% di coloro che hanno tra 15 e 29 anni non studia, non lavora, non entrano in un alcun processo formativo. Grecia a parte, è il massimo valore registrato in tutta l’Ue.

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Protezione civile e inquinamento marino: bando 2015 per progetti di preparazione e di prevenzione

27 Febbraio 2015

Informazioni

Scadenza: 08.04.2015
Ente Erogatore: Commissione Europea – ECHO Aiuti umanitari e Protezione civile

Link utili

Obiettivo:

Realizzare progetti che supportino e completino gli sforzi dei Paesi partecipanti e dei Paesi terzi ammissibili nella prevenzione e preparazione nel settore della protezione civile e dell'inquinamento marino.

Azioni finanziabili:

Il bando comprende due azioni distinte; una proposta progettuale può riguardare una sola azione.

A. Progetti di Prevenzione
I progetti per questa sezione devono avere l'obiettivo di ottenere un più alto livello di protezione e resilienza contro i disastri attraverso la loro prevenzione o la riduzione dei loro effetti potenziali grazie al rafforzamento di una cultura di prevenzione e a una migliore cooperazione fra la protezione civile e altri servizi. Si tratta di progetti indirizzati a ridurre i rischi o a mitigare gli effetti negativi di una catastrofe per le persone, l'ambiente e i beni, compreso il patrimonio culturale:

  1. Progetti concreti concentrati sulla "correzione degli errori" degli investimenti pubblici e/o privati e sullo sviluppo e la verifica di strumenti e metodologie per il tracciamento degli investimenti resilienti;
  2. Progetti pilota e di dimostrazione con capacità di replicazione concentrati sulla resilienza urbana ai disastri. I progetti dovrebbero essere costruiti sulle conoscenze e buone pratiche esistenti (es: classifiche e campagne delle città resilienti, forum sulla resilienza locale, strategie locali di adattamento al cambiamento climatico);
  3. Progetti di cooperazione tecnica che hanno l'obiettivo di implementare a tutti i livelli le metodologie di governo finalizzate a sviluppare una valutazione multi-rischio dei rischi e della capacità di gestione dei rischi e della pianificazione della gestione dei rischi.
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L’uomo distrugge 100 volte più della natura

11 Febbraio 2015

Le attività dell’uomo erodono il suolo 100 volte più velocemente dei processi naturali. Lo sostiene una ricerca pubblicata sulla rivista americana Geology, che sottolinea come la rimozione delle foreste e l’agricoltura intensiva accelerino notevolmente l’erosione.

Non c’è proprio nulla da fare: è l’uomo la “rovina” della Terra. Proprio così: la principale causa dell’erosione del suolo è dovuta alle attività umane. Secondo uno studio condotto dai ricercatori dell’University of Vermont e dell’Imperial College di Londra, infatti, le attività dell’uomo erodono il suolo circa 100 volte più velocemente di quanto facciano i processi naturali.

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