In occasione dell’accensione dei termosifoni che scatta dal 15 ottobre nei 4.300 comuni della zona climatica “E”, l’ENEA ha messo online alcune semplici regole per la corretta manutenzione della caldaia, per la contabilizzazione del calore e per risparmiare sulla bolletta ed evitare sprechi di energia o multe
La regola numero uno riguarda la sicurezza, ovvero la corretta manutenzione degli impianti,fondamentale per consumare e inquinare meno eper evitare sanzioni. Infatti, un impianto ben regolato e ben manutenuto consuma e inquina meno e chi non effettua la manutenzione prevista dal DPR 74/2013, rischia una multa non inferiore a 500 euro. Utili indicazioni sono disponibili nella Guida per l’esercizio, controllo e manutenzione degli impianti termici, realizzata dall’ENEA nell’ambito delle attività di informazione e formazione del Ministero dello Sviluppo Economico, in collaborazione con Unione Nazionale Consumatori, Adiconsum, Assoclima, Assotermica, Confartigianato, Federconsumatori e il mensile il TEST.
Il divoratore di energia è il frigorifero con i suoi 480 Wh (wattora) al giorno, seguito da stereo (197 Wh), computer e stampante (175 Wh), ma anche router per connettersi a internet (108 Wh)

Se lascerete la lucina rossa, il cosiddetto stand by, di tv, stereo o radiosveglia andando in vacanza spederete 15 euro in più in bolletta solo per il mese di agosto, una somma che in un anno sale a 72 euro. Quella spina di elettrodomestici e apparecchi elettronici che resta attaccata alla presa consuma energia e costa, è cosa nota, ma per disattenzione o per pigrizia sono in tanti a non staccarla.
A ricordare che la modalità 'stand by' (cioè pronto all'uso) pesa sul portafogli e non fa bene all'ambiente, per l'anidride carbonica che produce, sono gli esperti di Selectra, gestori del sito web Luce-Gas.it che hanno rilevato, con il misuratore di corrente, i consumi in standby di diversi apparecchi elettrici tra i più diffusi nelle case degli italiani (per alcune misurazioni sono stati utilizzati dati del gruppo di ricerca eErg del Politecnico di Milano).
Il divoratore di energia è il frigorifero con i suoi 480 Wh (wattora) al giorno, seguito da stereo (197 Wh), computer e stampante (175 Wh), router per connettersi a internet (108 Wh), tv e Dvd (94 Wh). L'analisi ha preso in considerazione i vari elettrodomestici e dispositivi elettrici ed elettronici nelle stanze di un appartamento e stimato in agosto, considerando la casa vuota, un consumo di 46,3 Kwh.
Sottoprogramma Azione per il Clima: bando 2016 per progetti tradizionali
Scadenza: 12.09.2016
Sottoprogramma Ambiente: bando 2016 per progetti tradizionali
Scadenza: 15.09.2016
Vogliamo condividere questo bell'intervento, amaro ma anche documentatissimo e lucido, che l'avvocato Paolo Storani, esperto in materia di responsabilità civile (che noi qui estendiamo alla coscienza collettiva), a regalato ai lettori che seguono l'attività dello Studio Cataldi.
di Paolo Storani
Interessi in gioco elevatissimi: i beni comuni sono finalizzati al raggiungimento di obiettivi sociali e alla soddisfazione di diritti fondamentali; appartengono a nessuno e a tutti.
Nessuno può vantare sui beni comuni diritti esclusivi.
"Demanio, beni pubblici, beni comuni e beni culturali sono, nel disegno della Costituzione, beni essenziali a garanzia dell'esercizio dei diritti civili e degli interessi collettivi (libertà, salute, democrazia, cultura, eguaglianza, lavoro)" sono parole del Prof. Salvatore Settis, archeologo e storico dell'arte, ormai autentico padre della Patria.
Così si esprime nel suo ultimo testo intitolato "Costituzione! Perché attuarla è meglio che cambiarla" edito da Einaudi nel 2016.

COMUNICATO STAMPA
#StopGlifosato
Le 38 associazioni su assoluzione parziale glifosato da parte di OMS/FAO: “Un disastro istituzionale. Necessaria una ricerca indipendente. Non ripetiamo gli errori del passato.”
Oggi e domani si decide a Bruxelles la sorte del Glifosato e in un quadro d’incertezza si ribadisce l’esigenza di una forte cautela sull’uso del diserbante, va autorizzato solo se viene accertata la non pericolosità

Sono già diversi i Patti per il Sud siglati da Governo e Regioni o Città Metropolitane. Si tratta degli accordi bilaterali previsti dal Masterplan per il Mezzogiorno presentato alla fine del 2015 per la realizzazione di una serie di interventi di sviluppo.
I patti mettono insieme risorse già assegnate con precedenti strumenti di programmazione o disponibili, provenienti da Por e Pon 2014-2020, Fondo di sviluppo e coesione (Fsc), Piani di azione e coesione (Pac) e Programmi ordinari di convergenza (Poc) e consentono di spenderli subito per progetti che le Regioni o le Città metropolitane hanno individuato come “prioritari”.
Gli accordi firmati finora con le Regioni Campania, Calabra e Basilicata e con le Città Metropolitane di Catania, Palermo e Reggio Calabria impegnano complessivamente poco più di 20 miliardi di euro e riguardano prevalentemente infrastrutture di trasporto, opere di messa in sicurezza antisismica o contro il dissesto idrogeologico, edilizia scolastica, beni culturali e riqualificazione urbana.
Pubblicato il rapporto ISPRA 2016
Le acque italiane sono contaminate oltre i limiti da una quantità crescente di pesticidi a base di sostanze pericolose come il glifosato

I pesticidi nelle acque continuano a crescere e molte sostanze superano i limiti di legge. Circa 130 mila tonnellate di prodotti fitosanitari vengono utilizzate ogni anno in Italia, senza contare i biocidi. Tra queste sostanze anche il glifosato, probabile cancerogeno secondo l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC), cui l’Unione europea pensa invece di estendere l’autorizzazione per altri 10 anni.
La fotografia inquietante è scattata dall’ISPRA, nel suo rapporto 2016 sui pesticidi nelle acque. Le quantità, tuttavia, sono ampiamente sottostimate. Lo ammettono gli esperti stessi, dal momento che molti dati non sono stati raccolti dal alcune Regioni italiane.
«Il rapporto viene costruito sulla base dei dati forniti dalle Regioni e dalle Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente – spiega l’ISPRA in una nota – ma la copertura del territorio non è completa né omogenea soprattutto per quanto riguarda le regioni centro-meridionali: non si dispone di informazioni relative a Molise e Calabria e mancano i dati relativi a cinque Regioni per quanto riguarda le acque sotterranee».

La risposta della UE all'iniziativa dei cittadini europei “Stopvivisection” parla di una piena condivisione in merito all'abolizione graduale della vivisezione in Europa ma non ritiene possibile vietarla totalmente in questo momento. La direttiva di cui Stopvivisection chiedeva l'abrogazione è quella, secondo la risposta dell'UE, che garantirebbe anche la tutela degli animali stessi utilizzati nella ricerca.
di Marìca Spagnesi - 9 Maggio 2016 
Per capire a che punto siamo con l'iniziativa e quali sono i prossimi passi abbiamo parlato con Fabrizia Pratesi, del Comitato Scientifico di EQUIVITA.

17.04.2016
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