È guerra tra la multinazionale Monsanto e l’Organizzazione mondiale della sanità, dopo l’annuncio dell’inclusione del glifosato, un diserbante di cui la società possedeva il brevetto fino al 2001, tra le sostanze classificate come probabilmente cancerogene. La decisione è arrivata negli scorsi giorni, con la pubblicazione di uno studio dell’International Agency for Research on Cancer (Iarc) (presente per ora anche su Scribd), un panel di esperti che valuta per conto dell’Oms le conoscenze scientifiche disponibili sui rischi che una determinata sostanza possa provocare l’insorgenza di tumori.

Ambiente ed Ecologia
Gli insetti che fecondano le piante, quasi sempre sono trattati con grande galanteria: i begli abiti setosi, colorati e profumati che sono i fiori, contengono cibo nutriente e saporito come il polline, oltre alla bevanda energetica del nettare. Ci sono piante, però, che oltre a lasciarsi fecondare da un solo tipo di insetto, riservandogli in esclusiva tutti i riguardi, gli offrono anche ospitalità per le uova. E’ il caso del caprifico, o fico selvatico, che in inverno ospita le uova della minuscola vespa Blastophaga psenes nei piccoli fichi duri che porta sui rami.
Da anni ormai si conosce la pericolosità del pesticida Clorpirifos, tant’è che la U.S. Environmental Protection Agency ne ha bandito l’uso domestico. Eppure continua ad essere utilizzato ampiamente in agricoltura. La tossicologa Janette Sherman ribadisce come questa sostanza sia in grado di danneggiare seriamente il cervello dei bambini. Eppure le autorità preposte non la bandiscono.
Fonte: Redazione www.ilcambiamento.it


Ogni anno sul pianeta si perdono circa 24 miliardi di tonnellate di terra fertile. Cemento, contaminazioni, pratiche agricole dissennate: l’umanità si comporta come se avesse a disposizione una risorsa inesauribile. A mostrarci chiaramente quanto le preoccupazioni per lo stato di salute del suolo non siano peregrine, è il Soil Atlas 2015. Nell’anno Internazionale dei Suoli, l’atlante fornisce più di uno spunto di riflessione sul rapido declino di questa risorsa essenziale per il benessere e la sopravvivenza dell’umanità (e dell’intera biosfera). Dati e immagini di immediata comprensione, come quelle che trovate in questa pagina, che mostrano, per esempio, come procedendo a questo ritmo nel 2050 la terra disponibile per la produzione alimentare sarà più che dimezzata rispetto a quella che utilizzata nel 1960.
Una Bat Box è una casetta per ospitare i pipistrelli in giardino o sul balcone. I pipistrelli sono predatori naturali delle zanzare e simbolo della lotta biologica agli insetti desiderati. Dunque "adottando" un pipistrello potrete tenere lontane le zanzare senza ricorrere agli insetticidi.
Nei negozi di giardinaggio possiamo trovare in vendita delle Bat Box già pronte a cui ispirarci per realizzare la nostra Bat Box personalizzata, spendendo molto meno. Di solito serve semplicemente avere a disposizione del compensato, se non trovate del legno più resistente, magari di scarto.
Ospitare i pipistrelli in una Bat Box significa riavvicinarli all'ambiente urbano da cui via via stanno scomparendo poiché non trovano dei rifugi adatti. L'azione insettivora dei pipistrelli protegge l'orto, il giardino e le piante in vaso dai parassiti, oltre che noi stesi dalle punture di zanzara.
Posizionare una Bat Box sulle pareti esterne della casa è uno dei metodi migliori per attirare i pipistrelli nel proprio giardino. Darete una casa ai vostri pipistrelli poco prima dell'inizio della primavera e del periodo della fioritura. I pipistrelli vi saranno d'aiuto contro le zanzare, ma ricordatevi di rimuovere sempre l'acqua stagnante in secchi, lavatoi o sottovasi nel vostro giardino o sul balcone.

APPELLO PER LA DIFESA DELLA SALUTE DALLE RADIAZIONI A RADIOFREQUENZA E MICROONDE
Lettera aperta della Task Force sui Campi Elettromagnetici
Al Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi
Al Presidente del Senato Pietro Grasso
Al Presidente della Camera Laura Boldrini Ai Deputati e Senatori del Parlamento Italiano
Ai Deputati italiani al Parlamento Europeo
Ai Presidenti delle Regioni
E p.c.:
Al Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella
Al Presidente dell’ANCI
Oggetto: Diffida a non attuare il rilassamento dei livelli di protezione della popolazione dai campi elettromagnetici a radiofrequenza e microonde.
Disoccupazione, non occupazione, povertà. L’Italia è questo, ma anche riciclo e risparmio energetico. L’analisi di Ambiente Italia 2015 sulla green economy

L’economia italiana è una foresta di grafici in picchiata, ma i settori che riguardano l’ambiente presentano tendenze opposte. È questa, in un flash, la tesi di Ambiente Italia 2015, il rapporto annuale sullo stato del Paese e della green economy realizzato dall’istituto Ambiente Italia insieme a Legambiente. L’istantanea del Bel Paese scattata dal dossier inquadra una situazione economica disastrosa: il Pil pro capite, nel 2014, era sotto la media europea, mentre prima della crisi la superava del 10%. La disoccupazione è cresciuta e a fine 2014 il tasso raggiungeva il 12,8% (in Europa la media è il 10%). Ma il problema principale dell’Italia, secondo Ambiente Italia, è la non occupazione: nel 2014 le persone occupate sono state meno del 56% della popolazione tra i 15 e i 64 anni. La media in Unione Europea è del 65,5%. Ma la vera emergenza per il futuro – sostengono gli estensori – è rappresentata dai Neet, not (engaged) in Education, Employment or Training. Il 26% di coloro che hanno tra 15 e 29 anni non studia, non lavora, non entrano in un alcun processo formativo. Grecia a parte, è il massimo valore registrato in tutta l’Ue.
Realizzare progetti che supportino e completino gli sforzi dei Paesi partecipanti e dei Paesi terzi ammissibili nella prevenzione e preparazione nel settore della protezione civile e dell'inquinamento marino.
Il bando comprende due azioni distinte; una proposta progettuale può riguardare una sola azione.
A. Progetti di Prevenzione
I progetti per questa sezione devono avere l'obiettivo di ottenere un più alto livello di protezione e resilienza contro i disastri attraverso la loro prevenzione o la riduzione dei loro effetti potenziali grazie al rafforzamento di una cultura di prevenzione e a una migliore cooperazione fra la protezione civile e altri servizi. Si tratta di progetti indirizzati a ridurre i rischi o a mitigare gli effetti negativi di una catastrofe per le persone, l'ambiente e i beni, compreso il patrimonio culturale:
- Progetti concreti concentrati sulla "correzione degli errori" degli investimenti pubblici e/o privati e sullo sviluppo e la verifica di strumenti e metodologie per il tracciamento degli investimenti resilienti;
- Progetti pilota e di dimostrazione con capacità di replicazione concentrati sulla resilienza urbana ai disastri. I progetti dovrebbero essere costruiti sulle conoscenze e buone pratiche esistenti (es: classifiche e campagne delle città resilienti, forum sulla resilienza locale, strategie locali di adattamento al cambiamento climatico);
- Progetti di cooperazione tecnica che hanno l'obiettivo di implementare a tutti i livelli le metodologie di governo finalizzate a sviluppare una valutazione multi-rischio dei rischi e della capacità di gestione dei rischi e della pianificazione della gestione dei rischi.
Le attività dell’uomo erodono il suolo 100 volte più velocemente dei processi naturali. Lo sostiene una ricerca pubblicata sulla rivista americana Geology, che sottolinea come la rimozione delle foreste e l’agricoltura intensiva accelerino notevolmente l’erosione.

Non c’è proprio nulla da fare: è l’uomo la “rovina” della Terra. Proprio così: la principale causa dell’erosione del suolo è dovuta alle attività umane. Secondo uno studio condotto dai ricercatori dell’University of Vermont e dell’Imperial College di Londra, infatti, le attività dell’uomo erodono il suolo circa 100 volte più velocemente di quanto facciano i processi naturali.

l programma “LIFE: azione per l’ambiente e per il clima” (2014-2020) sostituisce il precedente Programma LIFE+ (2007-2013) ed ha un ruolo significativo nell’attuazione dei principali interventi legislativi dell’Unione europea in campo ambientale, quali le direttive “habitat” e “uccelli” e la direttiva quadro in materia di acque. Tra le principali caratteristiche del nuovo programma “LIFE” si possono citare:
- la creazione di un nuovo sottoprogramma per l’azione in campo climatico;
- una definizione più chiara delle priorità in relazione ai programmi pluriennali adottati in consultazione con gli Stati membri;
- nuove possibilità di attuare i programmi su più larga scala mediante “progetti integrati” che aiutino a mobilitare ulteriori fondi a livello europeo, nazionale o privato per conseguire obiettivi in materia di ambiente o clima.
Pertanto, il nuovo Programma “LIFE+” (2014-2020) si articola in due sottoprogrammi, ciascuno con i propri obiettivi specifici:
- Sottoprogramma per l’Ambiente che prevede tre settori di attività prioritaria:
- Ambiente ed uso efficiente delle risorse;
- Natura e Biodiversità;
- Governance e informazione in materia ambientale.
- Sottoprogramma azione per il clima che prevede tre settori di attività prioritaria:
- Mitigazione dei cambiamenti climatici;
- Adattamento ai cambiamenti climatici;
- Governance e informazione in materia di clima








