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Ambiente ed Ecologia

La sfida dell’Intelligenza Artificiale contro lo spreco d’acqua

11 Agosto 2025
di Antonio Pergolizzi
Spreco d'acqua

Da grande consumatore d’acqua, l’Intelligenza Artificiale (IA) può diventare alleato prezioso per il suo uso efficiente e sostenibile. Se l’Ue chiede da tempo una svolta sostenibile del mondo digitale, in particolare dei data center, Daniel Fauser di Swisscanto propone quattro casi concreti in cui l’IA può fare davvero la sua parte contro lo spreco d’acqua.

L’iper-connessione nel web e l’intenso uso di tecnologia sono tra i principali consumatori di energia e, soprattutto, di acqua. Sotto attenta osservazione degli scienziati e delle istituzioni internazionali (Ue compresa) sono finiti soprattutto i data center, ovvero i potenti calcolatori che garantiscono il funzionamento costante di tutte le apparecchiature informatiche, così come dei sistemi, delle reti e dei servizi, generando informazione h24 e tenendo connessa l’umanità.

Secondo i più aggiornati dati dell’Agenzia Internazionale per l’Energia, se i data center rappresentano circa l’1% del consumo elettrico globale, i loro stessi sistemi di raffreddamento tramite acqua rappresentano oltre il 40% del loro consumo energetico. Un trend in costante crescita, trainato principalmente dalla crescente domanda di servizi basati sull’Intelligenza Artificiale (IA), come abbiamo già raccontato da queste pagine. Un tema non da poco, considerato che la sete di acqua continua a crescere e secondo l’Agenzia europea dell’ambiente (AEA), circa il 20% del territorio europeo e il 30% della popolazione sono colpiti ogni anno da stress idrico.

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Report ambientali SNPA n. 44/2025 – ISBN 978-88-448-1265-2

14 Luglio 2025

Il Rapporto SNPA “Il clima in Italia nel 2024” illustra i principali elementi che hanno caratterizzato il clima nel corso del 2024 e le variazioni del clima in Italia negli ultimi decenni, anche nel contesto climatico globale ed europeo, analizzando i valori medi e i trend delle principali variabili idro-meteo-climatiche e i loro valori estremi. Inoltre, fornisce approfondimenti sul clima a scala nazionale, regionale e locale, e sugli aspetti e sugli eventi idro-meteorologici e meteo-marini più rilevanti e più critici che si sono verificati nel corso dell’anno.

 

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Assorbenti al glifosato? Ogni mese potresti esporre il tuo corpo a pesticidi (senza saperlo)

05 Giugno 2025

Un’indagine condotta nel Regno Unito ha rivelato la presenza di pesticidi tossici nei prodotti per il ciclo mestruale, in particolare è stato trovato glifosato in concentrazioni fino a 40 volte superiori al limite legale per l’acqua potabile.

assorbenti tossici

Indice

  • Cosa è stato trovato negli assorbenti del Regno Unito
  • Perché è così pericoloso?
  • Perché il glifosato si trova nei nostri assorbenti
  • Una regolamentazione che manca
  • E in Italia?

Ogni donna che ha il ciclo mestruale utilizza in media 11.000 prodotti monouso nel corso della propria vita. Eppure, nonostante questo uso intensivo e prolungato, l’impatto sulla salute delle sostanze chimiche che contengono rimane ancora largamente ignorato o sottovalutato.

Ma è un grave errore, dato che assorbenti, tamponi e salvaslip possono contenere pesticidi, metalli pesanti e PFAS.

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Si amplia il Circularity gap del mondo: crescono le materie prime estratte, mentre cala il tasso d’impiego di quelle riciclate, alimentando disuguaglianze. I Paesi ad alto reddito dovrebbero ridurre di un terzo i consumi

16 Maggio 2025

È online l’edizione 2025 del Circularity gap report, ovvero l’aggiornamento del documento indipendente che dal 2012 fa il punto sul tasso di circolarità nella gestione dei materiali a scala mondo, grazie al più ampio data base informativo oggi disponibile, che raccoglie dati da oltre 90 nazioni, 350 città e oltre 1,000 operatori economici.

Il report descrive lo stato del flusso di materia a livello globale, sulla base di un impianto metodologico molto interessante, e in parte diverso da quello utilizzato da Eurostat per i suoi Circular economy index.

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La raccolta della nebbia: una risorsa idrica alternativa anche per la città

29 Aprile 2025
di Alice Scialoja
raccolta della nebbia

Uno studio dell’Universidad Mayor del Cile ha esplorato la fattibilità dell’uso della nebbia come risorsa idrica alternativa negli insediamenti urbani aridi.

L’acqua della nebbia ha il potenziale per servire come efficace fonte d’acqua alternativa per le popolazioni che non hanno accesso all’acqua potabile da una fonte pubblica e per attività come l’irrigazione di spazi verdi urbani, il consumo umano e l’agricoltura idroponica.

Ma servono adeguate strategie di gestione dell’acqua da fonti non convenzionali e l’incorporazione dell’acqua atmosferica nelle politiche cittadine locali.

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A marzo invasione di polveri del Sahara in Campania

10 Aprile 2025

Il mese di marzo del 2025 è stato caratterizzato da notevoli afflussi di polveri del Sahara che hanno raggiunto l’Italia, con ripercussioni sulla qualità dell’aria anche in Campania. In particolare sono stati contraddistinti da questo fenomeno i periodi 7-8 marzo, 10-15 marzo e 22-26 marzo.

Anche grazie al supporto dei prodotti Cams (Copernicus Atmosphere Monitoring Service), che forniscono mappe previsionali di modellistica meteo-ambientale (figg. 1 e 2 – mappe previsionali estratte dal sito Copernicus 

https://atmosphere.copernicus.eu/charts/packages/cams_air_quality,

15 e 24 marzo 2025), Arpa Campania ha seguito con la propria rete di monitoraggio della qualità dell’aria, ora per ora, questi eventi che hanno comportato una significativa alterazione delle condizioni ambientali.

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L’intelligenza artificiale misura la perdita di foresta in Ucraina causata dall’invasone russa

31 Marzo 2025
di Daniele Di Stefano
Il fenomeno dell'erosione del suolo è senza ombra di dubbio una delle principali sfide che dovremo affrontare: ecco come ci aiuteranno alberi e piante.
 

Uno studio condotto da ricercatori dell’Alma Mater Studiorum di Bologna e della Libera Università di Bolzano ha stimato, grazie all’intelligenza artificiale e a dati satellitari, quanta foresta è stata distrutta in Ucraina a causa della guerra. “La spesa economica per rimpiazzare le funzioni ecosistemiche che stanno andando perse potrebbe essere inestimabile”.

“La lunga guerra in Ucraina ha provocato pesanti conseguenze ambientali oltre all’enorme tributo umano. Tra queste, spicca la perdita di foreste” scrivono i ricercatori dell’Alma Mater Studiorum di Bologna e della Libera Università di Bolzano autori di uno studio che ha stimato, con l’80% di affidabilità, la superficie forestale perduta in Ucraina a causa degli eventi bellici seguenti all’invasione russa– che, speriamo tutti, avranno presto una tregua. Per la stima è stata impiegata intelligenza artificiale (AI) applicata ad immagini satellitari.

Lo studio pubblicato sulla rivista “Global Ecology and Conservation” e firmato da Roberto Cazzolla Gatti, Rocío Beatriz Cortés Lobos, Duccio Rocchini dell’Alma Mater Studiorum di Bologna e Michele Torresani della Libera Università di Bolzano ha stimato una perdita di 807,56 km² di foreste nel 2022 (quasi 4 volte l’Isola d’Elba, per capirci) e 771,81 km² nel 2023 (circa tre volt l’Elba), concentrata per il 65,8% nelle regioni più colpite dal conflitto (Donetsk, Kharkiv, Kherson, Kyiv, Luhansk). Il motivo di questa perdita, ricostruiscono i ricercatori, va attribuito principalmente agli incendi causati dai combattimenti e al relativo deterioramento degli ecosistemi.

Indice dei contenuti
  • Gravità delle perdite di foresta in Ucraina
  • I dati e il metodo
  • L'importanza di un sistema di early warning checombina dati satellitari e AI
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Linee guida per la misura dei campi elettromagnetici generati da sistemi di telecomunicazione in tecnologia 5G

19 Marzo 2025

Linee Guida SNPA n. 54/2025 – ISBN 978-88-448-1249-2

La finalità delle presenti Linee Guida è di definire i principi ai quali SNPA si riferisce nella misura dei campi elettromagnetici generati da sistemi di telecomunicazione in tecnologia 5G e da antenne massive-MIMO. Il documento illustra varie tecniche di misura, partendo dalle modalità di utilizzo della strumentazione in banda larga e proseguendo con le misure di tipo selettivo, riferendosi per queste ultime sia all’impiego dei tradizionali analizzatori di tipo scalare sia dei più recenti e complessi analizzatori vettoriali. Nella trattazione vengono forniti al lettore esempi operativi finalizzati alla corretta impostazione dei parametri per le diverse tipologie di strumentazione, anche sulla base delle finalità dell’attività di misura.

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Online fino al 18 marzo il questionario per il Piano Sociale per il Clima

15 Marzo 2025
Non si ferma il consumo di suolo in Italia

È online la consultazione pubblica del MASE per raccogliere i contributi dei cittadini su come ridurre i costi, che deriveranno dal taglio delle emissioni di CO2 nei settori del trasporto stradale e dell’edilizia, per le famiglie, le microimprese e gli utenti vulnerabili. L’obiettivo del Piano sociale per il clima è di prevedere come garantire riscaldamento, raffrescamento e mobilità accessibili. Il documento definitivo dovrà essere inviato alla Commissione europea entro il 30 giugno 2025 per aderire al Fondo Sociale per il clima.

C’è tempo fino al 18 marzo per partecipare alla consultazione pubblica, on-line sul sito del Gestore dei servizi energetici (GSE), predisposta dal Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica (Mase) per raccogliere contributi su misure e investimenti nazionali da inserire nel Piano Sociale per il Clima (PSC), conformemente a quanto fissato nel Regolamento europeo 2023/955 del 10 maggio 2023.

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La qualità dell’aria in Italia nel 2024

13 Marzo 2025

Trend di riduzione per particolato PM2,5 e biossido di azoto.
Sempre critici l’ozono in estate e il PM10 giornaliero.
Nuovi limiti nella Direttiva UE.

Prosegue nel 2024 il lento e continuo miglioramento della qualità dell’aria in Italia, anche se permangono le note criticità in alcune aree del Paese. Tra le novità positive, risultano nella norma i livelli di particolato atmosferico fine PM2,5(25 microgrammi per metro cubo è il valore limite consentito). Continuano ad essere rispettati quelli annuali per il PM10 (concentrazione media di 40 microgrammi per metro cubo), mentre permangono sforamenti nei valori giornalieri. Nei limiti ed in continua discesa le concentrazioni di biossido di azoto in quasi tutte le stazioni di monitoraggio (98%). Negativa, invece, la situazione dell’ozono: solo il 16% delle stazioni ha rispettato l’obiettivo a lungo termine per la protezione della salute umana.

L’informativa annuale del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente offre il quadro nazionale relativo alla qualità dell’aria nell’anno appena trascorso. Un rapporto sintetico elaborato ogni anno dagli esperti di SNPA (Ispra e le Agenzie ambientali di Regioni e Province autonome), che riassume i dati rilevati dalle oltre 600 stazioni di monitoraggio presenti su tutto il territorio nazionale.

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