Quello del fiume Sarno è il bacino idrografico regionale più monitorato da Arpa Campania e quello maggiormente interessato da controlli ambientali, non solo da parte dell’Agenzia ma anche da tutti i soggetti competenti in materia. In un articolo a firma del direttore tecnico di Arpa Campania Claudio Marro e di Pasquale Falco (Titolare IdF Direzione Tecnica) pubblicato sull’ultimo numero di Arpa Campania Ambiente, la storia dei controlli e dei monitoraggi effettuati dall’Agenzia in venti anni e i risultati delle attività di indagine ambientale.

Ambiente ed Ecologia
Pubblicazioni tecniche SNPA 2024 – ISBN 978-88-448-1223-2
Il Documento Tecnico è finalizzato ad illustrare il quadro di riferimento del contesto normativo a livello comunitario e nazionale del riutilizzo delle acque reflue urbane. Sono, altresì, illustrati i provvedimenti legislativi adottati a livello regionale e provinciale, con particolare riferimento ai protocolli operativi per il controllo degli impianti di depurazione delle acque reflue urbane destinate al riutilizzo presenti sul territorio nazionale, ponendo a confronto le differenti modalità di recepimento delle norme nelle regioni italiane e sottolineandone le peculiarità. Particolare attenzione è stata riservata al processo di sviluppo delle norme di settore, con particolare riferimento al riutilizzo in agricoltura.

Il nuovo numero della rivista di Arpae Emilia-Romagna è dedicato all’istituzione del Sistema nazionale prevenzione salute (Snps) per affrontare le sfide emergenti relative ai rischi ambientali e climatici, in linea con l’approccio One health e Planetary health. Focus anche sullo stato di attuazione dei corrispettivi sistemi regionali (Srps).
Tra i contributi, si segnalano l’editoriale di Giuseppe Bortone, direttore generale Arpae Emilia-Romagna e l’intervista a Vito Bruno, direttore generale Arpa Puglia, sull’integrazione tra Snps e Snpa.

Il 17 giugno si celebra ogni anno la Giornata mondiale per la lotta alla desertificazione e alla siccità, promossa dalla Convenzione delle Nazioni Unite contro la desertificazione (Uncdd), istituita a Bonn esattamente 30 anni fa (il 17 giugno 1994).
Desertificazione, degrado del suolo e siccità sono tra le sfide ambientali più forti del nostro tempo. Il suolo è minacciato dall’incremento demografico, dagli stili di produzione e consumo insostenibili, dall’aumento di domanda di risorse naturali. Il 40% di tutto il suolo nel mondo è già considerato degradato e questa superficie aumenta ogni secondo per l’equivalente di 4 campi da calcio. Desertificazione e siccità causano ogni anno la migrazione forzata di milioni di persone.


Linee Guida SNPA n. 50/2024 – ISBN: 978-88-448-1214–0
Le presenti Linee Guida sono il frutto di un lungo lavoro fatto dal Sistema nazionale a rete per la protezione dell’ambiente (Snpa) e ripercorrono la storia e l’evoluzione delle attività relative al monitoraggio del consumo di suolo, descrivendone i principali aspetti metodologici relativi all’aggiornamento annuale della carta nazionale del suolo consumato.
Le Linee Guida rappresentano il riferimento ufficiale per il Snpa della metodologia relativa alle attività di monitoraggio del consumo di suolo e vogliono offrire alle autorità e agli operatori del settore interessati, una prospettiva dal punto di vista tecnico delle procedure che vengono messe in atto, oltre a dare un contributo alla conoscenza delle stesse.
Sulla libertà di stampa (la cui giornata si celebra il 3 maggio) c'è ancora tanto da fare nel nostro Paese: in troppi casi l'informazione resta fortemente influenzata delle lobby fossili e altre inquinanti. E così dai tg e giornali risulta difficile trovare traccia dei veri responsabili della crisi climatica. Per fortuna, però, c'è chi - come noi di greenMe - dice no, anche a costo di rifiutare finanziamenti allettanti per continuare a raccontare (e denunciare) la realtà, senza condizionamenti
@Greenpeace
La stampa italiana è davvero libera di parlare di crisi climatica? Molto meno di quanto si pensi. Da un lato è innegabile che rispetto a qualche anno fa nei tg e nei giornali vengono affrontati con più frequenza i temi ambientali, dai disastri ecologici al riscaldamento globale, ma la nota dolente sono le sue reali cause, spesso taciute o censurate.
L'umanità ha contratto numerosi debiti nei confronti dell'ambiente sotto vari aspetti, anche sanitari. Ascolta il podcast
Gli eventi estremi sono il campanello d'allarme di un'emergenza globale che impatta sulla salute: sono necessarie nuove strategie per salvaguardare milioni di individui, a cominciare dagli anziani e dai "fragili". Ascolta il nostro podcast con l’epidemiologo Paolo Vineis
Ne abbiamo parlato con Paolo Vineis, epidemiologo ambientale e docente presso l'Imperial College di Londra

Perdite e sprechi alimentari per un trilione di dollari e che generano l’8 - 10% delle emissioni globali annuali di gas serra

Secondo il Food Waste Index Report 2024, pubblicato alla viglilia dell’International Day of Zero Waste dall’United Nations environment programme (Unep) in collaborazione con WRAP, «Nel 2022, , mentre 783 milioni di persone soffrivano la fame e un terzo dell’umanità si trovava ad affrontare l’insicurezza alimentare, le famiglie di tutti i continenti hanno sprecato oltre 1 miliardo di pasti al giorno. Lo spreco alimentare continua a danneggiare l’economia globale e ad alimentare il cambiamento climatico, la perdita della natura e l’inquinamento».
Il nipvo rapporto fornisce la stima globale più accurata sullo spreco alimentare a livello di vendita al dettaglio e di consumatore e dà indicazioni ai Paesi su come migliorare la raccolta dei dati, suggerendo anche le migliori pratiche per passare dalla misurazione alla riduzione degli sprechi alimentari.

Rispettati nel 2023 i valori limite annuali del particolato atmosferico PM10 in tutti i punti di misura, come anche quelli del PM2,5 (311 su 312), con una riduzione media per quest’ultimo di circa il 13% rispetto alla media del decennio 2013-2022. Anche il valore limite giornaliero del PM10 è stato rispettato nell’89% delle stazioni di monitoraggio, con eccezioni concentrate soprattutto nell’area Nord est del bacino padano (47 superamenti su 63), in porzione della conca a nord del Vesuvio e in provincia di Frosinone.
Nei limiti in quasi tutte le stazioni di monitoraggio (98%) il valore annuale del biossido di azoto, che nel 2023 segna una riduzione del 19% rispetto al decennio 2013-2022. I superamenti si verificano in stazioni influenzate da alti flussi di traffico stradale: Torino, Milano, Brescia, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Catania e Palermo.









