Nell’ambiente in cui viviamo sono presenti numerose sorgenti di campi elettromagnetici: campi elettromagnetici a bassa frequenza, generati principalmente da elettrodotti e cabine di trasformazione, e campi elettromagnetici ad alta frequenza, prodotti da stazioni radio base per la telefonia mobile e impianti radiotelevisivi.
Si tratta, in ambedue i casi, di radiazioni non ionizzanti che sono molto meno energetiche delle radiazioni ionizzanti (radioattività) e non possiedono l’energia sufficiente per strappare elettroni agli atomi e alle molecole componenti la materia e gli esseri viventi.
“Sebbene noi tendiamo a focalizzare l’attenzione su tali sorgenti “esterne”, fa presente Luca Verdi, direttore del Laboratorio Analisi aria e radioprotezione di Appa Bolzano, “in realtà, anche tra le mura domestiche, utilizziamo quotidianamente apparecchiature elettriche ed elettroniche che – se accese – generano campi elettromagnetici, come ad esempio smartphone, modem WiFi, telefoni cordless, forni a microonde, piani cottura ad induzione e rasoi elettrici”.

Ambiente ed Ecologia
Con le attuali emissioni di gas serra, si bloccheranno correnti oceaniche che ridistribuiscono il caldo, il freddo e le precipitazioni tra i tropici e le parti più settentrionali della regione atlantica
[26 Luglio 2023]
Secondo lo studio “Warning of a forthcoming collapse of the Atlantic meridional overturning circulation”, pubblicato su Nature Communications da Peter Ditlevsen e Susanne Ditlevsen del Niels Bohr Instituttet e dell’Institut for matematiske fag della Københavns Universitet, «contrariamente a quanto possiamo immaginare sull’impatto del cambiamento climatico in Europa, potrebbe avere in serbo un futuro più freddo».
Infatti secondo i ricercatori si prevede uno scenario più simile a quello del film climatico/catastrofico “The day after tomorrow” del 2004: «Se continuiamo a emettere gli stessi livelli dei gas serra come facciamo oggi, il sistema di correnti oceaniche che attualmente distribuisce il freddo e il caldo tra la regione del Nord Atlantico e i tropici si bloccherà completamente»
A partire dallo scorso 20 luglio l’Arpa Campania sta seguendo gli effetti del notevole afflusso di polveri sahariane in corso, con ripercussioni sulla qualità dell’aria nella regione. Grazie alla presenza di strumenti con misurazione oraria nella rete di monitoraggio della qualità dell’aria e di strumenti di misura e modellistica meteo ambientale, l’Arpa Campania è in grado di rilevare le conseguenze, ora per ora, degli eventi, sia naturali che antropici, che comportano una significativa alterazione delle condizioni ambientali.
L’app “Arpa Campania Balneazione”, avviata nel 2019 al fine di diffondere in maniera rapida e gratuita le informazioni sullo stato di qualità dei tratti di mare destinati alla balneazione in Campania, si rinnova in adeguamento alle norme sull’accessibilità informatica e diventa disponibile anche in lingua inglese per favorirne la consultazione ai numerosi turisti internazionali che scelgono la Campania come meta per le loro vacanze.
La nuova versione, pensata per tutti gli addetti del settore turistico e per gli stakeholder, sviluppata in ambiente iOS e Android, è presente sui due store di riferimento: App Store di Apple (iOS) e Play Store di Google (Android). Gli utenti che hanno già scaricato la versione precedente sui loro dispositivi mobili dovranno semplicemente attivare l’aggiornamento.
È stato firmato e pubblicato il decreto direttoriale con cui il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica adotta le linee di indirizzo per la gestione delle emissioni odorigene da impianti ed attività industriali”. Ne dà notizia il viceministro Vannia Gava.
“Il documento, molto atteso a livello nazionale dalle Regioni, dagli operatori e dai cittadini stante la loro accresciuta sensibilità sul tema, è frutto di un importante lavoro svolto dal Coordinamento Emissioni organizzato presso il MASE, a cui partecipano tutte le autorità competenti in materia, e mira ad offrire strumenti condivisi di valutazione delle emissioni, così superando l’attuale contesto caratterizzato da iniziative a livello territoriale spesso non omogenee”.
Ancora troppi dentifrici contengono biossido di titanio ma i produttori piano piano lo stanno sostituendo nelle loro formulazioni considerando che, dopo che l'Ue l'ha messo al bando come additivo alimentare, non è più gradito ai consumatori.
Scopriamo la classifica dei dentifrici migliori e peggiori
©defotoberg/Shutterstock
Alcuni mesi fa vi abbiamo parlato di un test sui dentifrici per bambini condotto in Germania che ha svelato come alcuni di questi prodotti contengano ancora biossido di titanio.
Questa sostanza, già vietata come additivo alimentare nell’Ue nel 2022, in realtà si può ancora usare nei cosmetici e – paradossalmente – anche nei dentifrici.
Esiste un legame tra incidenza di infezioni da Sars-Cov-2, mortalità per Covid-19 ed esposizione di lungo periodo (2016-2019) ad alcuni fra i principali inquinanti atmosferici nel nostro Paese, quali il biossido di azoto (NO2) e il particolato atmosferico (PM2.5 e PM10). Lo dimostrano i risultati di EpiCovAir, un progetto epidemiologico nazionale di ricerca su Covid-19 e inquinamento promosso dall’Istituto superiore di sanità (Iss) e dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale – Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (Ispra-Snpa), in collaborazione con la Rete italiana ambiente e salute (Rias), presentati il 20 giugno durante un webinar nella sede dell’Iss.

Sul numero di Ecoscienza 1/2023 è disponibile un servizio sul controllo, la prevenzione e le strategie per la lotta alle malattie virali trasmesse da vettori artropodi come le zanzare (arbovirosi).
Nel servizio illustriamo i principali contenuti e risultati del progetto “Definizione della strategia integrata di gestione dei vettori e sua applicazione nei Piani comunali arbovirosi nella Rete città sane” realizzato con il supporto tecnico e finanziario del Ministero della Salute – Cem e la partecipazione dell’Istituto superiore di sanità.

Il 5 giugno 2023 ricorre la Giornata mondiale per l’ambiente, iniziativa globale promossa dal Programma delle Nazioni unite per l’ambiente per ricordare l’importanza di preservare il nostro pianeta. Slogan di quest’anno è #BeatPlasticPollution e tutte le attività si concentreranno alla lotta all’inquinamento da plastica. Un futuro amico dell’ambiente che va verso un’economia circolare e nel quale ognuno può fare la sua parte. Una giornata che offre l’opportunità di riflettere sulle questioni ambientali e di promuovere azioni concrete, con la consapevolezza che la salvaguardia dell’ambiente è una responsabilità anche e soprattutto verso le generazioni future.
E in Emilia-Romagna la Regione ignora le 4 Leggi d’Iniziativa popolare per ambiente e beni comuni
[24 Maggio 2023]
In coda al decreto legge “Interventi urgenti per fronteggiare l’emergenza provocata dagli eventi alluvionali verificatisi a partire dal 1° maggio 2023, nonché nel settore energetico” approvato ieri, il governo ha infilato un paragrafo nel quale si legge: «Infine, si semplifica la disciplina in materia di realizzazione di nuova capacità di rigassificazione nazionale e si qualificano come opere di pubblica utilità, indifferibili e urgenti, quelle a ciò finalizzate mediante unità galleggianti di stoccaggio e rigassificazione».
Per Greenpeace è «Assurdo. Mentre l’inferno climatico si è scatenato in Emilia-Romagna con vittime e gravi danni, si sfrutta l’emergenza per promuovere ancora una volta l’espansione del gas, tra le fonti fossili all’origine degli eventi climatici estremi che ci colpiscono ormai sempre più spesso».
Greenpeace chiede al governo italiano di «Prendere provvedimenti urgenti per affrontare l’emergenza climatica, puntando su rinnovabili ed efficienza energetica anziché su fonti fossili come il gas. Chiede inoltre di tassare al 100% gli extra profitti delle aziende fossili e usare i proventi per compensare le perdite e i danni che i recenti eventi climatici estremi hanno causato a persone, comunità e imprese».














