L’INCONTRO PUBBLICO: venerdì 31 e sabato 1 giugno, con la partecipazione di 27 docenti di 12 atenei e l’invito ai cittadini
INVITO STAMPA: appuntamento sabato alle 10.00 con il Ministro dell’Ambiente e le proposte WWF
I TEMI: una nuova proposta di legge contro il consumo del suolo e laboratori territoriali in ogni regione
E’ on line da oggi il primo “manuale di difesa” contro l’aggressione del territorio italiano. Lo studio, intitolato “Riutilizziamo l’Italia - Report 2013: dal censimento del dismesso scaturisce un patrimonio di idee per il Belpaese”, è scaricabile gratuitamente ed è la pubblicazione più completa, mai uscita in Italia, sul consumo di suolo e sulla rigenerazione del territorio e del tessuto urbano.
Un “vademecum” sul recupero e il riuso delle aree dismesse o degradate che il WWF mette a disposizione alla vigilia del Convegno Nazionale “RiutilizziAMO l’Italia”, che si terrà a Roma venerdì 31 maggio, e dopodomani, sabato 1 giugno, presso l’Aula Magna del Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Roma Tre (Largo G.B. Marzi n. 10), all’interno del cosiddetto “Ex-Mattatoio”, sede simbolica poiché ricavata da una “area riutilizzata”.

Ambiente ed Ecologia
Spiagge e fondali puliti - il circolo "Occhi Verdi", insieme con l'Associazione "Il Ponte per il Futuro", ha scelto di organizzare domenica 2 giugno dalle ore 9:30 alle ore 12.00 sul tratto di spiaggia libera antistante l'Hotel Ancora , in località Magazzeno del comune di Pontecagnano Faiano.
Armati di guanti , buste, tanta buona volontà e amore per il nostro territorio,dedichiamo insieme una mattina alla pulizia di un tratto di fascia costiera, liberandolo dai rifiuti di ogni tipo da cui è infestato, per riappropriarci insieme della NOSTRA costa !!
Salvaguardiamo e tuteliamo insieme la BELLEZZA. Vi aspettiamo.
LEGAMBIENTE - IL Circolo "Occhi Verdi"
Secondo le Nazioni Unite, la popolazione mondiale passerà da 7 miliardi a oltre 9 miliardi entro il 2050. Fino ad oggi la produzione alimentare è stata assicurata, soprattutto ai tropici, espandendo le aree coltivate, a spese di habitat naturali, come le foreste. Ma un ulteriore aumento della deforestazione rischia oggi di ottenere l'effetto opposto: generare fame e minacce alla salute. Gli scienziati riunitisi a Roma per la Conferenza internazionale sulle foreste per la sicurezza alimentare e la nutrizione organizzato dalla FAO, avvertono che una ulteriore deforestazione non farà che peggiorare il problema, impattando pesantemente sulle popolazioni la cui sopravvivenza è basata sulle foreste. E non si tratta di poche decine di migliaia, ma di ben un miliardo di persone.
Piogge intense e ondate di calore, emergenza e sfida per riqualificare mettendo in sicurezza il territorio. Negli ultimi 30 anni un incremento delle temperature medie in tutte le grandi città italiane. La prima conferenza internazionale sul tema dell'adattamento climatico in ambito urbano promossa da Legambiente e Università Iuav di Venezia.
Fonte | kyotoclub
Sarà la “nuvola” a salvare le foreste del pianeta? Pare di sì, o almeno sarà di grande aiuto. L’ultima frontiera nella lotta alla deforestazione passa infatti per le nuove tecnologie di raccolta ed elaborazione dei dati – il cloud computing – che, unite a sistemi satellitari all’avanguardia, saranno in grado di fornire un monitoraggio costante e quasi in tempo reale sullo stato di tutte le foreste della Terra.
Il Global Forest Watch, messo a punto dal World Resources Institute e presentato in anteprima a Istanbul durante l’ultimo Forum delle Nazioni Unite, sarà in sostanza una piattaforma interattiva, che combinerà dati satellitari, informazioni ufficiali dei vari enti e organi forestali e indicazioni inviate dagli stessi utenti, per offrire un quadro sempre aggiornato sulla perdita di aree forestali, consultabile da chiunque e in qualunque momento.
La trasparenza e soprattutto la tempestività che si vogliono ottenere sono cruciali: “Oggi è possibile tracciare quotidianamente le informazioni finanziarie di un’azienda, ma i dati sulle foreste sono spesso indietro di anni – scrive il World Resources Institute – Nel tempo che occorre perché le immagini di un satellite siano rese disponibili, analizzate e diffuse, nuove aree verdi saranno già state distrutte. I taglialegna abusivi avranno cambiato zona, il bestiame starà già pascolando in mezzo ai tronchi tagliati e nuove coltivazioni di palma da olio saranno già state impiantate. Noi semplicemente lo avremo scoperto troppo tardi”.
Cristiana Fragola è il direttore generale per l’Europa di C-40 Cities, la rete delle grandi città del mondo attive per la riduzione dei gas serra. All’organizzazione fanno capo sette iniziative tematiche, a loro volta articolate in reti di collaborazione, attraverso le quali le città condividono le buone pratiche. Anche nei Paesi in via di sviluppo, racconta, la sensibilità verso questi temi è in crescita: “Si sta vedendo che l’attuazione di politiche di sostenibilità ambientale e di efficienza energetica aiuta anche lo sviluppo economico”. E se Stoccolma sta riqualificando l’area del porto attraverso la costruzione di edifici in grado di influire positivamente sull’ambiente, ad Amsterdam, Barcellona e New York si punta sugli open data per coinvolgere i cittadini nelle politiche urbane.
“In tempi di grave crisi come quelli che stiamo vivendo, che impongono cambiamenti sostanziali a tutti i livelli, combattere gli sprechi diventa un imperativo”. Slow Food dedica alla lotta contro gli sprechi alimentari lo Slow Food Day 2013, in programma il 25 maggio in circa 300 piazze italiane. Molti i consigli e le buone pratiche proposte dall’associazione.
di Slow Food - 13 Maggio 2013
Negazione del cambiamento climatico, liberismo economico estremo e teorie della cospirazione. Un nuovo studio suggerisce che questi sistemi di credenze, piuttosto diversi fra loro, in realtà formino un continuum. Secondo una recente ricerca, i sostenitori delle prime due tesi manifestano anche una tendenza più marcata al complottismo
di Ashutosh Jogalekar

© Monty Rakusen/cultura/Corbis
Per la prima volta nella storia dell’uomo, la concentrazione di gas serra in atmosfera sta per superare le 400 parti per milione (ppm) in gran parte dell’emisfero settentrionale. Un livello così alto non si vedeva da oltre 2,5 milioni di anni secondo i ricercatori dello Scripps Institution of Oceanography di San Diego.
Quali sono le dinamiche dei virus e in quali direzioni si muovono i ricercatori per scongiurare una pandemia globale? Dagli Stati Uniti un articolo che invita a mantenere alto il livello di guardia
The Next Pandemic: Not if, but When. La prossima pandemia: non se, ma quando. Il titolo icastico, sintetico ed estremamente dirompente è del New York Times, la firma di David Quammen del National Geographic.
L’articolo di Quammen prende spunto dalle relazioni provenienti dalla Cina e dal Medio Oriente su nuovi focolai di influenza aviaria (H7N9) e Sars per spiegare come le pandemie nascano nel più completo silenzio mediatico, coperte dal rumore di fondo della sovrainformazione.







