Nell'Unione europea la bioenergia rappresenta oltre i due terzi del totale delle energie rinnovabili e il crescente uso di biogas apre la strada a nuovi settori di impiego per la biomassa che non ha ancora un ruolo importante.
L'Istituto basco di ricerca e sviluppo agrario (Nekazal ikerketa eta garapenerako Euskal erakundeak - Neiker-Tecnalia) e l'impresa basca Ekonek stanno costruendo un impianto pilota di trattamento dei residui organici che ha l'obiettivo di produrre fertilizzanti ad alto valore aggiunto. L'impianto permetterà di utilizzare efficacemente il materiale organico derivante dagli impianti di biogas.
Il progetto pilota è finanziato con 1,5 milioni di euro dall'Unione europea all'interno del progetto CIP-Ecoinnovation. Il consorzio che lo sta realizzando è composto da Neiker-Tecnalia, Ekonek Innovation in Product Upgrading, Blue Agro e dall'azienda olandese Colsen. «L'obiettivo del progetto - spiegano a Neiker-Tecnalia - è quello di sfruttare la materia organica derivante da impianti di biogas dopo il processo di digestione anaerobica, che prevede di sottoporre il materiale a un processo di decomposizione in termini di mancanza di ossigeno. Da questa decomposizione si ottiene il biogas e la materia derivante dal processo è conosciuta come digestato. Neiker-Tecnalia intende utilizzare il prodotto, considerato in molte occasioni come un rifiuto, per la sua trasformazione in fertilizzante organico di alta qualità e fino a dieci volte più produttivo rispetto ai fertilizzanti tradizionali. Può essere utilizzato in colture di alto valore aggiunto, come campi sportivi, i coltivi ornamentali e le colture agricole particolarmente sensibili.