Perché fare educazione ambientale a supporto del nuovo servizio di raccolta domiciliare dei rifiuti? L’esempio di Castel d’Ario (MN)
È proprio il caso del Comune di Castel d’Ario, dove il passaggio al servizio di raccolta domiciliare, è stato accompagnato, oltre che dal consueto piano di comunicazione, da un percorso di laboratori educativi in classe che ha interessato tutta la scuola primaria del paese. Così, dal 22 al 31 gennaio scorsi, due educatori ambientali de la lumaca sono entrati in classe per conto di Mantova Ambiente - Gruppo TEA, per coinvolgere tutti gli alunni in una attività ludica e didattica incentrata sulla raccolta differenziata e sul servizio di ritiro dei rifiuti porta a porta.“Papà ti sei sbagliato! Oggi passano per la carta, dobbiamo mettere fuori il bidoncino bianco!” si dice che riecheggi qua e là nelle case di Castel d’Ario, paese mantovano che dal 1° gennaio è passato al nuovo sistema di raccolta domiciliare dei rifiuti.
Sì perché quando si cambia il servizio di raccolta e, in particolare, quando si passa al porta a porta, c’è bisogno proprio dell’aiuto di tutti. E chi più dei bambini può vigilare sulla virtù riciclona della famiglia? In questi casi è molto utile prevedere, oltre ai tradizionali strumenti di comunicazione ambientale, anche un piano di attività educative per coinvolgere i più piccoli.
Fonte: lalumaca.org










