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Ambiente ed Ecologia

“Sono le polveri sottili a influire sui contagi”: nuovo studio associa ufficialmente il PM2.5 alla diffusione del Covid

13 Gennaio 2021

“Una specie di serratura per il virus e soprattutto per la sua azione nociva sull’organismo”. È così che le polveri sottili svolgerebbero un ruolo determinante nella diffusione dei contagi, tanto da essere decisamente più pericolosi dell’inquinamento in generale. La proteina che protegge l’organismo dai danni dell’esposizione al PM2.5 è in pratica la stessa che favorisce l’azione dannosa del Sars Cov-2.

È la conclusione cui sono giunti gli scienziati Mauro Minelli e Antonella Mattei che in uno studio pubblicato sull’International Journal of Enviromental Research and Public Health hanno spiegato che è l’esposizione alle polveri sottili a far sviluppare al corpo umano la proteina ACE2 che “diventa una sorta di serratura per il virus”.

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La fine del mondo è ormai arrivata, nuovo studio rivela che è troppo tardi per rimediare

25 Novembre 2020

Il taglio delle emissioni potrebbe non bastare per fermare il riscaldamento globale. In altre parole, abbiamo superato il punto di non ritorno e se anche riuscissimo nell’impresa (impossibile) di azzerare le emissioni inquinanti, l’Artico continuerebbe a sciogliersi così come il suo prezioso permafrost.

“A che ora è la fine del mondo?” cantava Ligabue. Se intendiamo gli equilibri globali, siamo ormai prossimi. Un nuovo documento della Norvegian Business School, pubblicato su Scientific Report, ha rivelato che l’Artico potrebbe continuare a sciogliersi anche riducendo le emissioni climalteranti. Potrebbe essere necessaria la cattura del carbonio su larga scala per fermare il riscaldamento globale.

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L’inquinamento luminoso minaccia interi ecosistemi

09 Novembre 2020
inquinamento luminoso animali salute natura ecosistemi

Anche gli animali possono soffrire di insonnia. No, niente pene d’amore: la colpa è degli esseri umani e dell’inquinamento luminoso. L’illuminazione artificiale infatti ha trasformato le nostre vite, allungando il tempo disponibile per il lavoro o lo svago, ma ha anche modificato il normale alternarsi di luce e buio, con conseguenze dannose sulla vita nostra e di molte altre specie, addirittura, interi ecosistemi. “L’inquinamento luminoso è estremamente dannoso per gli esseri viventi”, concludono gli autori di una metanalisi pubblicata su Nature Ecology & Evolution: “Dobbiamo ridurre l’illuminazione notturna dove è possibile, prima che sia troppo tardi”, avvertono gli scienziati.

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Clima, in Siberia il permafrost si scioglie e libera l’antrace: cresce il rischio di epidemie

09 Ottobre 2020

Università Ca’ Foscari: «Il cambiamento climatico può favorire direttamente epidemie letali per gli animali e per l’uomo»

A causa della crisi climatica in corso, la zona dell’Artico si sta surriscaldando a velocità impressionante – si stima il doppio o il triplo della media globale – e oltre ai ghiacci a sciogliersi è il permafrost, il terreno permanentemente ghiacciato che ricopre aree come quelle della Siberia. Un fenomeno denso di conseguenze spiacevoli, la cui portata si sta facendo sempre più chiara ed è arrivata a coinvolgere la sfera epidemiologica: «Il cambiamento climatico – spiegano nel merito dall’Università Ca’ Foscari – può favorire direttamente epidemie letali per gli animali e per l’uomo».

I ricercatori dell’Ateneo veneziano, insieme a quelli del Cnr e del Politecnico di Milano, hanno infatti individuato un crescente rischio di diffusione di antrace in Siberia a causa dello scongelamento del permafrost durante la stagione estiva.

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Gpp, su 170 miliardi di euro l’anno di acquisti pubblici solo 40 sono verdi

09 Ottobre 2020

L’Italia è il primo paese in Europa sul fronte degli acquisti pubblici verdi (il Green public procurement, Gpp) come obbligo di legge, un obbligo però che continua in larga parte a essere ignorato. Anche perché per i trasgressori non ci sono sanzioni. E così su 170 miliardi di euro in acquisti pubblici che le amministrazioni pubbliche hanno speso nel corso del 2019, solo 40 – neanche un quarto – sono stati spesi in Gpp.

È quanto emerge dal terzo report dell’Osservatorio appalti verdi di Legambiente e Fondazione ecosistemi, presentato oggi nel corso del Forum compraverde buygreen, che pure mostra sensibili progressi rispetto al recente passato. Nel 2017 il Gpp valeva 9,5 miliardi di euro, l’anno scorso 30. «È da qui – commenta il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, intervenuto al Forum – che possiamo trainare il meccanismo dell`economia circolare e degli impegni green. Se noi aumentiamo sempre di più, e in un anno siamo cresciuti di 10 miliardi nei Gpp, vuol dire che il meccanismo inizia a camminare».

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Tutelare l’ecosistema nel mondo post-Covid

29 Settembre 2020

Beni comuni e amministrazione condivisa • Il punto di Labsus

Tutelare l’ecosistema nel mondo post-Covid

Rimettere al centro la riflessione sulla natura, anziché la sostenibilità dello sviluppo antropico, in un’ottica che permetta di tutelare in forma collaborativa l’ecosistema come bene comune

di Marco Fratoddi - 28 Settembre 2020
ambientalismo

Qual è il ruolo dell’ambientalismo nella fase che si è aperta con la più grave emergenza sanitaria globale della modernità? Bastano gli strumenti d’analisi, le chiavi di lettura consolidate quantomeno durante gli ultimi sessant’anni, per misurarci con le molteplici incertezze che provoca la pandemia? In teoria sì, anzi: il pensiero ambientalista è quello con le carte più in regola per interpretare fenomeni complessi come quelli che derivano dal salto di specie e dalla diffusione di un virus su scala planetaria, per comprenderne le cause alla luce degli squilibri sistemici che favoriscono la circolazione di questi e altri microrganismi. E soprattutto per indicare alla comunità umana l’unica via praticabile al cospetto del processo biologico che si presenta, vale a dire l’adattamento alle nuove condizioni al contorno (ben oltre l’utilizzo delle mascherine, bisogna ripensare per intero i nostri parametri di convivenza) e la costituzione di un nuovo equilibrio.

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“Mettete dei fiori sui vostri balconi”: l’appello degli scienziati per salvare dall’estinzione gli insetti impollinatori

23 Agosto 2020
insetti
(Foto: cocoparisienne via Pixabay)

Non solo api, calabroni e altri preziosi impollinatori che ci garantiscono frutti e altri cibi: sono tanti gli insetti essenziali alla sopravvivenza di molte specie, compresa la nostra, che senza la collaborazione di questi animali nella produzione agricola perderebbe la principale fonte di cibo. Eppure, proprio la nostra specie ne sta mettendo a rischio l’esistenza. Oltre ai cambiamenti climatici, riconducibili ad attività antropiche, a decimare i preziosi impollinatori e altri insetti sono tante pratiche umane che direttamente o indirettamente comportano distruzione di habitat, inquinamento, pesticidi, introduzione di specie invasive e malattie.

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Se mi trovi dentro casa, non uccidermi. Sono un geco, mi sono solo perso

30 Luglio 2020

I gechi sono piccoli rettili diffusi praticamente in tutto il mondo e in diversi habitat. Con oltre i mille specie suddivise in varie famiglie, i gechi sono stati infatti capaci di colonizzare la maggior parte della superfice terrestre e di adattarsi a vivere negli ambienti più disparati, compresi quelli urbani.

Nel nostro Paese è abbastanza frequente incontrare il geco comune, una specie diffusa in tutta l’area Mediterranea e che durante la stagione estiva possiamo trovare arrampicato su muri e soffitti di casa.

Se lo si avvista in casa, non è necessario spaventarsi e ucciderlo: si tratta di un animale innocuo, utile e portafortuna.

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Scoperta prima perdita “attiva” di metano dal fondo del mare in Antartide

24 Luglio 2020

Nell’Antartide è avvenuta la prima perdita “attiva”  di metano dal fondo del mare, secondo i ricercatori forse ciò, potrebbe essere legato al fatto che i microbi che normalmente consumano il potente gas serra, sono in netta diminuzione, per cui c’è una fuoriuscita nell’atmosfera.

Come sappiamo, gli scienziati ci informano che grandi quantità di metano sono immagazzinate nei fondali marini intorno all’Antartide. Una fuoriuscita di gas potrebbe rappresentare un vero e proprio disastro ambientale senza precedenti, in un momento in cui la crisi climatica sta già riscaldando gli oceani e causando lo scioglimento dei ghiacciai.

Proprio nei giorni scorsi, abbiamo parlato della fusione del permafrost che non solo sta liberando virus e batteri, ma potrebbe essere alla base della fuoriuscita di petrolio nell’Artico.

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Cosa succede alle piante quando strappate una foglia

21 Luglio 2020
piante
(Foto: Alexis Chloe on Unsplash)

Sopportano, a differenza nostra, in silenzio. Se danneggiate però – che siano una pioggia o un vento più forti del solito, lo spuntino di un insetto o di un verme, o le ferite inferte da qualche essere umano recidendo fiori, foglie e gambi –montano una pronta risposta che non ha nulla da invidiare ai complessi meccanismi animali. Con segnali che dal sito danneggiato si propagano attraverso tutta la pianta. Ma come funziona questo sistema di allerta rimaneva per lo più ancora un mistero. Oggi a ricostruire parte del puzzle è una ricerca pubblicata sulle pagine di Science Signaling, che mette in fila la complessa serie di eventi che avvengono quando una pianta viene ferita. E che si aggiunge alla mole di studi che si occupano di comunicazione vegetale, interna sì ma anche esterna, tra piante e piante.

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