Libri in pedana - l'iniziativa di Lazio Ambiente SpA per la SERR
Il progetto di Lazio Ambiente, dal titolo «Libri in Pedana», proposto perseguendo il primario obiettivo di sensibilizzare i cittadini e gli operatori commerciali sul riuso ed il riciclo degli imballaggi, si articola in due azioni correlate e congiunte: riutilizzare i pallet da imballaggio e dare una “seconda vita” ai libri abbandonati nelle nostre cantine.
Frutto di un progetto di collaborazione con LafargeHolcim, leader mondiale nei materiali da costruzione industria, BillerudKorsnäs ha sviluppato il sacco per cemento che si dissolve: D-Sack™ è un sacco di carta che può essere interamente inserito nella miscelatrice di cemento dove vengono frantumati e integrati i suoi componenti con il calcestruzzo o la malta, senza pregiudicarne la qualità. Così si evitano i rifiuti, polvere nell’apertura del sacco, non si spreca cemento e si migliora la salute e la sicurezza dei lavoratori.

“Ma il mare non vale una cicca?” distribuirà posacenere e farà informazione sui divieti introdotti dalle nuove normative contro l’abbandono dei piccoli rifiuti

È cominciata l’ottava edizione dell’iniziativa promossa da Marevivo per proteggere il mare dall’abbandono dei mozziconi di sigarette: 650 posacenere “Cenerino” distribuiti in 350 stabilimenti e centri visite delle Aree Marine Protette, e al tempo stesso centinaia di volontari si impegnano nella pulizia di circa 50 spiagge libere del litorale italiano. È questo l’obiettivo della campagna “Ma il mare non vale una cicca?”, che torna sulle spiagge italiane. Sabato 30 luglio centinaia di volontari erano impegnati nella pulizia di circa 50 spiagge, lungo gli 8mila km di coste italiane, dalla scogliera Acqua di Cristo a Manfredonia alla Scala dei Turchi, da Agrigento all’isola di Sant’Erasmo a Venezia. Sempre dal 30 luglio, grazie al supporto di JTI (Japan Tobacco International), sono stati distribuiti 650 posacenere da esterno detti “Cenerino” in 350 stabilimenti balneari in Italia e centri visita delle Aree Marine Protette, insieme a poster informativi sui tempi di smaltimento di diverse tipologie di rifiuti, tra cui i mozziconi.
Un dato su tutti: il tempo necessario perché in natura si distrugga un mozzicone di sigaretta va da 1 a 5 anni (dati Enea). Se consideriamo un consumo medio di 13,1 sigarette al giorno per fumatore (dati 2016 dell’Istituto Superiore di Sanità), possiamo calcolare che circa 20 milioni di cicche sono state risparmiate al mare e alle spiagge durante i week end delle precedenti edizioni della campagna, che ha visto, dal 2009 ad oggi, la distribuzione di oltre 660.000 posacenere tascabili.
11/03/2016
Siglata intesa con Regione Campania per una raccolta di carta e cartone ancora più efficace nel 2015 stimata una crescita del +3,4%.
Diverse le iniziative previste tra cui Carta Ufficio e Cartoniadi, che si aggiungono a Club dei Comuni Ecocampioni, progetto già attivo nella regione dal 2007.
È stato sottoscritto il nuovo accordo di programma quadro fra Comieco e Regione Campania che prevede l’avvio di specifici progetti per migliorare in qualità e quantità la raccolta differenziata di carta e cartone nei Comuni campani in convenzione col Consorzio.

Grazie a resine naturali è possibile rivestire sacchetti di carta riciclata e renderli impermeabili, incentivando una raccolta dell’umido di maggior qualità

La raccolta differenziata dell’umido è fondamentale per un corretto e sostenibile ciclo dei rifiuti. Tuttavia, i sacchetti compostabili che al momento utilizziamo sono molto spesso fragili e poco pratici. Quest’anno, però, alla fiera Ecomondo di Rimini – la manifestazione di riferimento per la green e la circular economy in calendario dal 3 al 6 novembre – verrà presentata una nuova generazione di sacchetti, realizzati con carta compostabile, riciclata ma soprattutto impermeabile.
La linea, denominata AcquaSumus, è pensata per la raccolta dell’organico, ma può essere impiegata anche per la differenziata della carta. L’impermeabilità è stata ottenuta attraverso l’aggiunta di resine naturali, che proteggono le fibre cartacee dal contatto con i liquidi e l’umidità, favorendone una maggior durata nel tempo.


Kids against waste è una mostra-gioco che racconta e fa esperire quali e quanti sono gli sprechi alimentari, in un percorso composto di tre momenti: “La filiera dello spreco”, “Da cosa nasce cosa”, “Un mondo di sprechi”.
Si tratta di un progetto che mira a mostrare ai bambini e a far loro vivere in modo diretto le cause degli sprechi alimentari lungo tutta la filiera (dalla coltivazione al raccolto, alla distribuzione, alla trasformazione, alla vendita, al consumo). I bambini, con il gioco e la creatività, imparano a ridurre gli sprechi alimentari e scoprono prodotti e materiali ottenuti dal riciclo di scarti agricoli e alimentari.

Novità per i criteri di criteri di ammissibilità dei rifiuti nelle discariche. È la conseguenza della pubblicazione, sulla Gazzetta Ufficiale dell’11 settembre 2015 n° 211, del decreto del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare 24 giugno 2015, che modifica il D.M. 27 settembre 2010.
In estrema sintesi, le modifiche introdotte riguardano:
- l’elenco dei rifiuti inerti per i quali è consentito lo smaltimento in discarica senza preventiva caratterizzazione;
- limiti di accettabilità per i composti organici in discariche per rifiuti inerti;
- l’ammissione in impianti di discarica per rifiuti non pericolosi;
- le sottocategorie di discariche per rifiuti non pericolosi;
- gli impianti di discarica per rifiuti pericolosi.
Lettera aperta della Dott.ssa Bologna all'assessora all'Ambiente dell'Emilia Romagna Paola Gazzolo
In riferimento alle sue dichiarazioni alla stampa del giorno 8 settembre 2015, mi permetto di ricordarle che ci sono due diverse modalità di opporsi alla costruzione di 12 nuovi inceneritori e “spingere il Governo verso l'economia circolare".
Un percorso, suggerito dai comitati Rifiuti Zero della nostra Regione, che per superare inceneritori e discariche prevede la crescita della raccolta differenziata, la riduzione dei rifiuti prodotti e l'aumento di quelli avviati al riciclo.
L’altro, del quale si è detta affascinata nel colloquio avvenuto con la sottoscritta il giorno 3 settembre scorso, consiste nella proposta di realizzare nuovi impianti dedicati per trattare le diverse tipologie di rifiuti, compresi gli indifferenziati e, volendo, anche i rifiuti pericolosi, ed è contenuta nel progetto denominato “Riciclo Totale”.
La prima strategia porta al superamento di inceneritori e discariche in un tempo indefinito (chissà quando?) tant’è che nell’attesa di approvare il Piano Regionale dei Rifiuti, la nostra Regione prova ad autorizzare l’ampliamento della discarica di Tre Monti nell’Imolese che Le ho decisamente contestato nel nostro ultimo colloquio.
Nuovo rapporto delle Nazioni Unite
L’urbanizzazione e l’aumento dei consumi stanno seriamente complicando la situazione rifiuti anche nelle zone meno abbienti del Mondo

Un approccio olistico alla gestione dei rifiuti potrebbe farci risparmiare milioni di dollari e ridurre nel contempo le emissioni di gas serra fino al 20%. Questa la conclusione degli esperti delle Nazioni Unite che, insieme all’International Solid Waste Association (ISWA), hanno curato il report Global Waste Management Outlook. Reso pubblico questa mattina ad Anversa, il rapporto avverte che l’insufficienza con cui oggi è affrontata a livello globale la gestione della spazzatura ha fatto sì che il problema stia determinando profonde conseguenze negative sulla salute pubblica, l’economia e l’ambiente. D’altra parte con ben 7-10 miliardi di tonnellate di rifiuti urbani prodotti ogni anno e 3 miliardi di persone prive di accesso a impianti di smaltimento, è facile capire come la questione sia velocemente degenerata. A pesare non è più soltanto l’occidente iperconsumista. La crescita della popolazione e l’urbanizzazione stanno aumentando il volume dei rifiuti anche nelle città a basso reddito dell’Africa e dell’Asia.
Attività solidale o business profittevole? Dove vanno a finire gli abiti una volta dentro i cassonetti gialli?
La ricerca di Humana e Occhio del Riciclone Onlus risponde a tutte le domande

Ogni anno 110mila tonnellate di abiti usati e reindirizzati dai cittadini alla filiera del recupero tramite i famosi “cassonetti gialli”, finiscono per alimentare un giro d’affari di circa 200 milioni di euro in Italia, trovandosi sempre più spesso nei traffici illeciti di rifiuti. Molti di questi retroscena sono per lo più sconosciuti al cittadino. Per colmare questa lacuna Humana People to People Italia e Occhio del Riciclone Onlus hanno presentano in questi giorni lo studio “Indumenti usati: come rispettare il mandato del cittadino?”, che mette sotto la lente di ingrandimento tutti gli anelli della filiera, dal momento della scelta dell’operatore della raccolta da parte della PA alla consegna degli indumenti da parte del cittadino fino alle ricadute sociali generate da questo gesto volontario.








