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Rifiuti

Dal Ministero, le linee guida per la gestione degli stoccaggi negli impianti di rifiuti

22 Marzo 2018

Pubblicata dal Ministero dell’Ambiente la Circolare Ministeriale “Linee guida per la gestione operativa degli stoccaggi negli impianti di gestione dei rifiuti e per la prevenzione dei rischi”.
Il territorio nazionale è stato recentemente interessato da diffusi e frequenti episodi di incendi in impianti di trattamento di rifiuti, di maggiore o minore gravità.

 

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End of Waste, spetta allo Stato e non alle regioni stabilire i criteri

09 Marzo 2018

Immagine: End of Waste, spetta allo Stato e non alle regioni stabilire i criteri


Per alcuni il rischio è che si rallenti fino alla paralisi il rilascio delle autorizzazioni per il riciclo di tutte le categorie di rifiuto che non siano già contemplate da criteri “end of waste” nazionali o comunitari, oppure contenute nel decreto del Ministero dell’Ambiente del 5 febbraio 1998

Un sentenza che potrebbe creare non pochi problemi al comparto del riciclo quella con cui la IV sezione del Consiglio di Stato, nel riformare la sentenza del Tar Veneto n. 1422/2016, ha affermato in via di principio che spetta allo Stato e non alle Regioni il potere di individuare le ulteriori tipologie di materiale da non considerare più come rifiuti, ma come “materia prima secondaria” a valle delle operazioni di riciclo.

Secondo alcuni il rischio è che si rallenti fino alla paralisi il rilascio delle autorizzazioni per il riciclo di tutte le categorie di rifiuto che non siano già contemplate da criteri “end of waste” nazionali o comunitari, oppure contenute nel decreto del Ministero dell’Ambiente del 5 febbraio 1998, che stabilisce i parametri guida di circa 200 procedure di recupero per altrettante tipologie di rifiuti. Procedure nate, come spiega Luigi Palumbo di riciclanews.it, “per permettere alle imprese, in particolari condizioni, di riutilizzare i propri scarti di produzione”, ma il cui l’elenco viene utilizzato da venti anni da province e regioni come testo di riferimento anche per valutare le richieste di autorizzazione per gli impianti di riciclo.

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Rifiuti elettrici, nuove regole per produttori e importatori

22 Febbraio 2018

Si estendono a tutti i settori industriali, dalle macchine a controllo numerico a quelle per la climatizzazione e la componentistica elettromeccanica, gli obblighi di gestire a fine vita la raccolta e il trattamento dei prodotti elettrici ed elettronici immessi sul mercato.

L’appuntamento è fissato per il prossimo 15 agosto con l’entrata in vigore delle norme sull’”apertura dello scopo “(Open scope) previste dal Decreto Legislativo 49/2014 che recepisce la Direttiva 2012/19 Ue e introduce una serie di nuove regole per produttori e importatori di apparecchiature elettriche ed elettroniche (Aee). Si allarga così il ventaglio dei prodotti che a fine vita dovranno essere avviati al recupero in quanto Raee (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche) per effetto dell’Open scope. Norme che si applicano alle Aee previste nelle sei categorie dello scopo (si veda le voci accanto) «salvo quelle espressamente escluse».

Dal primo gennaio 2018 la direttiva si applica agli inverter, i gruppi di continuità (Ups), i contatori del gas elettronici e gli impianti di citofonia, sicurezza e per il controllo degli accessi che si aggiungono a chiavette Usb, carica batteria, power bank e trasformatori. Per aiutare le aziende a comprendere i nuovi obblighi e modus operandi Anie Confindustria ha preparato una guida che sarà presentata domani presso la sede milanese, che aiuta a comprendere il nuovo quadro normativo. «Il sistema Anie ha accettato in maniera propositiva le norme che rientrano nel perimetro della responsabilità sociale che tutte le imprese devono sviluppare - sottolinea Maria Antonietta Portaluri, direttore generale di Anie Confindustria -. Abbiamo messo a disposizione delle imprese la nostra esperienza acquisita dall’avvio del sistema Raee perché riteniamo fondamentale creare per le aziende un quadro di riferimento stabile, certo e chiaro».

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Raccolta differenziata: in Italia copertura quasi totale

22 Febbraio 2018

Il VII Rapporto Raccolta differenziata e Riciclo 2016 della Banca Dati Anci-Conai evidenzia come la raccolta dei rifiuti da imballaggio coinvolga ormai il 99,5% della popolazione italiana, confermando la capillarità dell’Accordo tra l’Associazione Nazionale Comuni Italiani e il Consorzio Nazionale Imballaggi, basato su convenzioni per la raccolta differenziata e l’avvio a riciclo dei rifiuti da imballaggio.

Nel 2016 la raccolta differenziata dei rifiuti ha riguardato il 97,7% dei Comuni italiani (7.813) e il 99,5% della popolazione (60.314.369), con il 2% in più rispetto al 2015.

Il dato emerge dal VII Rapporto Raccolta differenziata e Riciclo 2016, basato sulle informazioni della Banca dati Anci – Conai e presentato il 15 febbraio 2018 a Roma presso la sede dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani.

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Rifiuti: semplificazioni per attività di raccolta di metalli ferrosi e non ferrosi

15 Febbraio 2018

Con Decreto del 1 febbraio 2018 (in G.U. Serie Generale n. 32 dell’8 febbraio 2018) il Ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare detta le modalità semplificate per l'esercizio delle attività di raccolta e trasporto dei rifiuti non pericolosi di metalli ferrosi e non ferrosi.

Previsto dalla Legge n.124/2017 riguarda chi esercita attività di raccolta e trasporto e implica semplificazioni per le modalità di tenuta di diffusione e conservazione del Formulario di identificazione nel caso di raccolta presso più produttori/detentori (allegato A).

In particolare, il DM 1 febbraio 2018 si applica ai soggetti iscritti all'Albo nazionale gestori ambientali e ai soggetti iscritti all'Albo secondo le modalità semplificate di cui all'art. 1, comma 124 della legge 4 agosto 2017, n. 124.

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Contributo Ambientale: nuova guida CONAI

08 Febbraio 2018

CONAI, Consorzio Nazionale Imballaggi, rende nota la pubblicazione della nuova Guida al Contributo Ambientale CONAI 2018 in due parti, la prima dedicata agli Adempimenti, procedure e schemi esemplificativi, l'altra alla Modulistica. Dal 1° gennaio 2018 sono in vigore i nuovi valori delle tre fasce contributive per gli imballaggi in plastica.

Il Contributo Ambientale CONAI rappresenta la forma di finanziamento attraverso la quale CONAI ripartisce tra produttori e utilizzatori il costo per i maggiori oneri della raccolta differenziata, per il riciclaggio e per il recupero dei rifiuti di imballaggi. Tali costi, sulla base di quanto previsto dal D.lgs. 152/06, vengono ripartiti "in proporzione alla quantità totale, al peso e alla tipologia del materiale di imballaggio immessi sul mercato nazionale".

Le norme consortili prevedono che le somme dovute da tutti i Consorziati, Produttori e Utilizzatori, siano sempre prelevate, sulla base di una specifica indicazione in fattura dell'ammontare dovuto sulla base del peso e della tipologia del materiale di imballaggio oggetto della prima cessione.

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Rifiuti: le novità sui registri di carico/scarico, Mud e Sistri

02 Febbraio 2018

di
Bernardino Albertazzi

 

La legge 205/2017 (Legge di bilancio 2018), entrata in vigore il giorno 1 gennaio 2018, ha introdotto nel Dlgs 152 del 2006 e s.m. un nuovo articolo, mediante il disposto del proprio articolo 1, comma 1135. L’articolo introdotto è il 194-bis (Semplificazione del procedimento di tracciabilità dei rifiuti e per il recupero dei contributi dovuti per il Sistri),che dispone: “1. In attuazione delle disposizioni del codice dell’amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e per consentire la lettura integrata dei dati riportati, gli adempimenti relativi alle modalità di compilazione e tenuta del registro di carico e scarico e del formulario di trasporto dei rifiuti di cui agli articoli 190 e 193 del presente decreto possono essere effettuati in formato digitale.”

Il secondo comma del medesimo articolo attribuisce al  Ministero dell’ambiente (sentiti il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, il Ministero dello sviluppo economico, l’Agenzia per l’Italia digitale e l’Unioncamere) il potere di  predisporre , con proprio decreto, il formato digitale degli adempimenti in materia di registro di carico e scarico e del formulario di trasporto dei rifiuti.

Ma la disposizione più importante è quella di cui al terzo comma che consente “la trasmissione della quarta copia del formulario di trasporto dei rifiuti prevista dal comma 2 dell’articolo 193, anche mediante posta elettronica certificata.”

Com’è noto il  formulario di identificazione deve essere redatto in quattro esemplari, compilato, datato e firmato dal produttore dei rifiuti e controfirmate dal trasportatore che in tal modo dà atto di aver ricevuto i rifiuti. Una copia del formulario deve rimanere presso il produttore e le altre tre, controfirmate e datate in arrivo dal destinatario, sono acquisite una dal destinatario e due dal trasportatore, che provvede a trasmetterne una al predetto produttore dei rifiuti. Le copie del formulario devono essere conservate per cinque anni.

Dunque finora la quarta copia del formulario, che il trasportatore ha l’obbligo di inviare al produttore, quale prova dell’avvenuto corretto smaltimento/recupero dei rifiuti, come espressamente previsto dall’art.188, comma terzo[1] del dlgs 152/2006 e s.m., poteva viaggiare solo su carta, mentre d’ora in poi il trasportatore potrà usare la P.E.C. debitamente firmata. Riteniamo che si tratti di una concreta semplificazione della procedura.

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Gli italiani e il vetro

02 Febbraio 2018

Gli italiani e il vetro: Assovetro e Censis indagano il rapporto della penisola con questo antico e insostituibile materiale

Un materiale antico è diventato simbolo di modernità tanto che per 28 milioni di italiani non è sostituibile. Un'indagine Censis rivela il rapporto degli italiani con il vetro

01 febbraio, 2018

Garantisce la tutela della salute, è sostenibile e multitasking: il vetro dopo un tempo in cui sembrava relegato ai margini da nuovi materiali artificiali oggi è sulla frontiera più avanzata di stili di vita, modelli di consumo e sistemi valoriali. Per 28 milioni di italiani il vetro è, infatti, poco o per niente sostituibile in utilizzi e ambiti di vita decisivi, con 15,5 milioni di italiani per i quali non c’è alcun ambito o utilizzo in cui il vetro possa essere sempre sostituito e con l’81% degli italiani che lo ritiene il packaging più sostenibile e il 65% più sicuro per il cibo.

Il “Valore sociale di prodotti e attività dell’ industria vetraria in Italia” è il tema di un’ indagine condotta dal Censis e presentata oggi che sottolinea come l’ elevato valore sociale del vetro si materializzi in una pluralità di aspetti come la capacità di dare risposte efficaci, funzionali, credibili al crescente bisogno di sicurezza, soprattutto nell’alimentare, dei consumatori; l’essere riconosciuto come il materiale riciclabile per eccellenza, soluzione concreta alla domanda sociale di sostenibilità e paradigma di circular economy; saper far coesistere nel quotidiano funzionalità ed estetica, grazie ad oggetti di produzione industriale che incarnano un certo savoir faire artigianale; sapersi proporre come indispensabile, insostituibile per momenti eccezionali o importanti della vita.

Gli italiani e il vetro: Assovetro e Censis indagano il rapporto della penisola con questo antico e insostituibile materiale “L’ indagine del Censis – dichiara Marco Ravasi, Presidente della sezione vetro cavo di Assovetro- dimostra come oggi il vetro sia sulla frontiera più avanzata dell’innovazione e delle culture sociali e interpreti, meglio di altri materiali, il nostro tempo, diventando protagonista assoluto dei comportamenti, per i quali la sostenibilità è criterio d’elezione. Anche i numeri dimostrano questo crescente appeal del vetro: nei primi 10 mesi del 2017 la produzione di contenitori in vetro è aumentata del 2,05% rispetto allo stesso periodo del 2016”.

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Gli italiani e il vetro: Assovetro e Censis indagano il rapporto della penisola con questo antico e insostituibile materiale

02 Febbraio 2018

Un materiale antico è diventato simbolo di modernità tanto che per 28 milioni di italiani non è sostituibile. Un'indagine Censis rivela il rapporto degli italiani con il vetro

01 febbraio, 2018 

Garantisce la tutela della salute, è sostenibile e multitasking: il vetro dopo un tempo in cui sembrava relegato ai margini da nuovi materiali artificiali oggi è sulla frontiera più avanzata di stili di vita, modelli di consumo e sistemi valoriali. Per 28 milioni di italiani il vetro è, infatti, poco o per niente sostituibile in utilizzi e ambiti di vita decisivi, con 15,5 milioni di italiani per i quali non c’è alcun ambito o utilizzo in cui il vetro possa essere sempre sostituito e con l’81% degli italiani che lo ritiene il packaging più sostenibile e  il 65% più sicuro per il cibo. 

Il “Valore sociale di prodotti e attività dell’ industria vetraria in Italia” è il tema di un’ indagine condotta dal Censis e presentata oggi che sottolinea come l’ elevato valore sociale del vetro si materializzi in una pluralità di aspetti come  la capacità di dare risposte efficaci, funzionali, credibili al crescente bisogno di sicurezza, soprattutto nell’alimentare, dei consumatori; l’essere riconosciuto come il materiale riciclabile per eccellenza, soluzione concreta alla domanda sociale di sostenibilità e paradigma di circular economy; saper far coesistere nel quotidiano funzionalità ed estetica, grazie ad oggetti di produzione industriale che incarnano un certo savoir faire artigianale; sapersi proporre come indispensabile, insostituibile per momenti eccezionali o importanti della vita.

Gli italiani e il vetro: Assovetro e Censis indagano il rapporto della penisola con questo antico e insostituibile materiale

 

 

 

 

 

 

 

 

“L’ indagine del Censis - dichiara Marco Ravasi, Presidente della sezione vetro cavo di Assovetro  - dimostra come oggi il vetro sia sulla frontiera più avanzata dell’innovazione e delle culture sociali e interpreti, meglio di altri materiali, il nostro tempo, diventando protagonista assoluto dei comportamenti, per i quali la sostenibilità è criterio d’elezione. Anche i numeri dimostrano questo crescente appeal del vetro: nei primi 10 mesi del 2017 la produzione di contenitori in vetro è aumentata del 2,05% rispetto allo stesso periodo del 2016”.

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In Olanda la stampa 3D trasforma i rifiuti in panchine di design

24 Novembre 2017

Print Your City! è un progetto dello studio The New Raw, che sta realizzando ad Amsterdam panchine di design con la stampa 3D dei rifiuti di plastica

stampa 3D

 Una seconda vita “di strada” per i rifiuti grazie alla stampa 3D

Dai rifiuti di plastica ad arredi ottenuti da stampa 3D e destinati ad abbellire gli spazi pubblici. Una scommessa vinta quella di Print Your City!, un progetto ideato dallo studio di design The New Raw di Rotterdam, messo in pratica però nella città di Amsterdam. I designer avevano una gran mole di materia prima con cui lavorare, dal momento che il 25% dei rifiuti urbani sono costituiti da plastica. Tutto questo materiale è stato triturato, lavato e dato in pasto alle stampanti 3D, dalle quali è uscito il primo prototipo: la panchina XXX.

La panca pesa 50 chili, misura 150 centimetri ed è riciclabile al 100%. Vuole rappresentare un possibile reimpiego dei rifiuti, da osservare come risorsa piuttosto che unicamente come scarti. Gli abitanti di Amsterdam generano in media 23 chili di rifiuti di plastica pro capite, abbastanza per stampare in 3D una panca ogni due persone ogni anno.

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