Per una volta il nostro paese mostra un'immagine coerente di sé. Istituzioni e cittadini si impegnano per fermare una delle peggiori piaghe dell'era moderna: il consumo di suolo. Il governo e le regioni hanno raggiunto l'accordo sul ddl contro il consumo di suolo agricolo, e intanto Tommaso Gamaleri, progettista edile, lancia un accorato appello ai colleghi per una "obiezione di coscienza sul consumo di suolo".

Ambiente ed Ecologia
di Andrea Degl'Innocenti - 2 Novembre 2012
Scritto da Verdiana Amorosi
I rifiuti elettronici si trasformano in gioielli e saranno i protagonisti di una nuova sezione del Museo del Riciclo, il portale nato tre anni fa grazie all'iniziativa di Ecolight, il consorzio per la gestione dei RAEE, per promuove il recupero creativo di apparecchi, pile e accumulatori fuori uso.
I monili e i bijoux ottenuti dal riciclo di vecchi impianti elettronici – e tutti i progetti di recupero creativo - saranno presentati in occasione della prossima edizione di Ecomondo, che si terrà nella Hall Sud di Rimini Fiera dal 7 al 10 novembre.
Al Museo del Riciclo – in particolare nella nuova sezione dedicata al tema degli eco-gioielli - gli utenti potranno apprezzare tanti monili e oggetti decorativi nati dall'estro di artisti che hanno deciso di lavorare materiali destinati alla discarica per trasformarli abilmente degli oggetti preziosi.
Tra questi ci sono anelli, collane, orecchini e bracciali, ma anche gemelli e spille, che hanno trovato una nuova vita e un nuovo impiego grazie alla creatività delle persone.
Per il lancio della sezione è stata scelta la collezione byLudo realizzata da Ludovica Cirillo, una giovanissima artista, attiva fin da piccola nelle attività di recupero creativo, che ha lavorato con pezzi di tastiere e mouse.
Marina Perotta Fonte: ecoblog
Partiamo dal programma sugli Stati Generali della Green Economy messo in piedi per il 7 e 8 novembre a Ecomondo 2012 a Rimini: apre i lavori Corrado Clini ministro per l’Ambiente il 7 novembre e li chiude l’8 novembre il ministro per lo Sviluppo, Corrado Passera.
Ecco, è questa in sintesi l’attuale impalcatura politica che l’Italia riconosce come Green Economy: dall’ambiente all’industria. Il che ci starebbe pure (meglio magari nel percorso inverso: dall’industria alla green economy) se non fosse che il ministro Passera è caldo sostenitore di trivellazioni varie condivise peraltro anche da Clini all’Ambiente.
E dunque a Ecomondo Rimini di quale Green economy si parlerà? E cosa intendono Passera e Clini per Green Economy?
Biodiversamente, il festival del Wwf con le Alpi al centro dell'edizione 2012
Parte domani la due giorni di "Biodiversamente: il Festival dell'Ecoscienza", organizzato dal Wwf in collaborazione con l'Associazione nazionale musei scientifici (Anms) per scoprire il valore della biodiversità e sostenere la ricerca scientifica "made in Italy", quest'anno dedicato alle Alpi e all'acqua. L'arco alpino che rappresenta un incalcolabile patrimonio ambientale, culturale ed economico per l'intera Europa, ora è minacciato dai cambiamenti climatici, che entro il 2100 potrebbero causare la scomparsa di quasi tutti i ghiacciai italiani, e da un utilizzo indiscriminato del territorio e delle risorse.
«Le Alpi sono uno dei sistemi naturali più selvaggi del continente europeo, ma sono anche la catena montuosa più popolata e sfruttata al mondo: 1200 km di meravigliose cime e vallate, da cui nasce una rete di acqua dolce lunga 9000 km che arriva fino al Mar Nero e al Mare del Nord- hanno spiegato dal Wwf- Vi vivono 30.000 specie animali, tra cui animali simbolo come l'orso, il lupo, lo stambecco e l'aquila reale, e 13.000 specie vegetali (ce ne sono 80 ogni 100 mq nelle praterie alpine!), convivono con 14 milioni di persone e 120 milioni di turisti ogni anno». Tra l'altro nel biennio 2013-2014 l'Italia avrà la presidenza della Convenzione delle Alpi, trattato internazionale che dal 1991 unisce i Paesi alpini per salvaguardare l'ecosistema alpino e promuoverne lo sviluppo sostenibile.
A pochi giorni dall’approvazione in Consiglio dei Ministri del disegno di legge che introduce, tra le altre cose, alcune semplificazioni nel campo dell’edilizia (tempi più rapidi per la procedura di “silenzio assenso” per le Soprintendenze e l’obbligo per le amministrazioni di dare un parere esplicito, senza potersi più valere della regola del “silenzio rifiuto”) e che ha sollevato molte polemiche nel mondo ambientalista, preoccupato di vedersi sparire sotto i piedi quel poco di verde che resta ancora in Italia, la Campagna del Wwf RiutilizziAMO l’Italia sposta l’attenzione su un altro livello.
Agli occhi del Panda le priorità cambiano: non si discute su dove e come costruire in futuro, ma su cosa si può riutilizzare di ciò che già esiste.
Abbandonato da quasi dieci anni, l’ex ospedale Einaudi di Torino, per esempio, potrebbe rinascere sotto nuove e imprevedibili spoglie: una fattoria didattica immersa in un parco urbano. Se lo augurano quei cittadini che hanno consegnato al Wwf il loro progetto su come recuperare l’area dismessa. E di segnalazioni come questa ne sono arrivate già un centinaio. Arsenali abbandonati, terreni incolti ricoperti di erbacce e baracche, capannoni agricoli fantasma, scheletri di industrie ferme oramai da decenni. Sterili spettri di un’epoca passata che non danno nulla e tolgono molto. Sottraendo preziose porzioni di suolo a un paese che viene cementificato al ritmo di 33 ettari al giorno e su cui è impossibile tracciare un diametro di 10 km senza intercettare un nucleo urbano. Tutti questi “vuoti a perdere” sono un vero e proprio spreco alla luce del nuovo e sempre più condiviso diktat dell’edilizia sostenibile: “costruire sul costruito”.
Pubblicato il 20 ott 2012 da Andrea Spinelli Barrile
Fonte: ecoblog
“Un bicchiere d’acqua per favore e, rigorosamente, di rubinetto” sta diventando la formula classica per ordinare da bere in un qualsiasi bar di Milano; la campagna L’abbiamo imbroccata, giunta al primo anno di vita, fa i primi soddisfacenti bilanci: 126 locali lombardi, tra bar, trattorie, circoli Arci, agriturismi, etc, hanno scelto di servire ai clienti acqua di rubinetto, risparmiando oltre 1,5 milioni di bottiglie di plastica.
Il progetto prosegue sulla lunghezza d’onda della campagna Imbrocchiamola, nata nel 2007 sul mensile Altraeconomia per scoraggiare l’uso di bottiglie di plastica: oltre al materiale infatti, l’obiettivo è ridurre i chilometri che l’acqua percorre dal luogo di imbottigliamento alla nostra gola assetata: solo dalla plastica si sono calcolate 100 tonnellate di Co2 in meno emesse nell’atmosfera, cui va aggiunto l’incalcolabile risparmio sui trasporti.
La norma unisce e semplifica gli adempimenti amministrativi in materia ambientale per le imprese e gli impianti non soggetti a Aia
17 ottobre 2012 a cura di Arpat Fonte: greenreport
Il Regolamento di disciplina dell'Autorizzazione unica ambientale (AUA), uno degli strumenti di semplificazione per le imprese introdotti dalla legge n. 35 del 2012 ("Semplifica Italia"), con lo scopo di alleggerire il carico degli adempimenti amministrativi previsti dalla vigente normativa ambientale, garantendo comunque la massima tutela dell'ambiente, è stato esaminato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri del 14 settembre 2012.
Dopo aver acquisito i previsti pareri della Conferenza Unificata, del Consiglio di Stato e delle competenti Commissioni parlamentari sarà nuovamente esaminato dal Consiglio dei Ministri prima dell'emanazione definitiva.
di Alberto Magnaghi* - Karl-Ludwig Schibel - 16/10/2012
Fonte: zoes
Possiamo dire che il suolo vive dei cicli naturali che si sono evoluti in lunghe fasi della storia del pianeta mentre il territorio in Europa è il risultato di un processo storico co-produttivo tra uomo e natura?
Mi sembra chiarissimo. Possiamo fare questa distinzione se parliamo di suolo come prodotto di cicli naturali di milioni di anni, principalmente come copertura forestale della terra e di zone umide. Tuttavia, se parliamo del suolo degli ultimi 10.000 anni, se non stiamo parlando delle foreste amazzoniche, dei ghiacciai o dei crateri dei vulcani, sicuramente parliamo di suolo che è stato o edificato (città, infrastrutture, riviere fluviali o marine) o trasformato in paesaggio agro-forestale; paesaggi che, essendo prodotti di una trasformazione co-evolutiva fra insediamento umano e ambiente, rappresentano un neo-ecosistema che chiamiamo territorio (natura trasformata in questo lungo processo co-evolutivo). In Europa in particolare quando parliamo della carenza, della distruzione, della crisi del suolo non possiamo che parlare di crisi del territorio, ovvero delle relazioni virtuose fra insediamento umano e ambiente che la nostra civiltà delle macchine ha interrotto, provocando profondi squilibri di questi neo-ecosistemi e, dunque, dell’ambiente dell’uomo; non della natura originaria che è già stata radicalmente trasformata in questi 10.000 anni.
“La bicicletta è una droga, quando uno comincia a usarla non può più farne a meno, la libertà che concede è impagabile; potersi fermare a leggere un manifesto a contemplare una vetrina, a sbirciare dentro un cortile, a salutare un amico che sta camminando sotto i portici o sul marciapiede (…) non è solo un mezzo di trasporto tra tanti, è una filosofia di vita, un modo di stare al mondo, lo strumento di un orizzonte conoscitivo di cui non si può fare a meno dopo averlo sperimentato” così scrive Bruno Gambarotta nel breve “Elogio della bicicletta” contenuto nel primo libro di Pietro Pani (pseudonimo di Paolo Pinzuto) “Salva i ciclisti. La bicicletta è politica” presentato ieri sera presso il Circolo dei Lettori di Torino.
Un agile libretto che racconta la recentissima storia del movimento #salvaiciclisti, nato dalla rete in maniera assolutamente spontanea e che ha portato, in tempi brevissimi, nelle piazze migliaia di persone suscitando l’interesse dei media e, soprattutto, della politica fino alla convocazione pochi giorni fa a Reggio Emilia degli Stati Generali della Bicicletta.
Fonte: Corriere della sera
Colleferro, sigilli all'Italcementi
L'accusa: dai camini emissioni nocive
Il gip di Velletri: 14 scarichi non a norma. Direttore indagato. Dieci giorni per mettersi in regola, altrimenti l'impianto sarà spento. Il sindaco: a rischio i redditi di 500 famiglie
ROMA - Emissioni nocive. Per questo i carabinieri del Noe, su disposizione del gip di Velletri Giuseppe Cairo, hanno sequestrato lo stabilimento Italcementi di Colleferro. Il direttore dell'impianto, Alfredo Vitale, è indagato per violazione delle norme Aia (Autorizzazione integrata ambiente). Secondo il pm Giuseppe Travaglini, titolare dell'inchiesta nata un anno fa, una parte dei camini dell'Italcementi non è a norma e l'Autorizzazione integrata ambientale (Aia) è stata disattesa. Proprio come all'Ilva.








