Pubblicato il 14 ott 2012 da Andrea Spinelli Barrile
I cambiamenti climatici degli ultimi 15 anni, a posteriori di circa 170 anni di industrializzazione massiccia verificatasi in quasi tutto il pianeta, hanno mutato fattivamente il rapporto tra l’uomo e l’ambiente esterno; il riscaldamento globale e l’inquinamento atmosferico infatti hanno modificato, incrementandolo, il carico pollinico delle piante.
Secondo la World Allergy Organization infatti negli ultimi anni si sarebbe riscontrato un incremento della prevalenza di asma del 6,6%, con punte del 38% in Italia; l’aumento del carico pollinico infatti ha portato ad un aumento di severità delle malattie allergiche: asma, ricongiuntiviti, infezioni respiratorie acute, a fare le spese del riscaldamento globale siamo anche e sopratutto noi: il guaio è che spesso lo sottovalutiamo.
Terzigno - Registro Tumori: Pittella:"Monti ristabilisca la precedenza della salute sui tagli." - Ai comitati: "Siete le sentinelle della cittadinanza. Torniamo ad "usare". "chi amministra la cosa pubblica" - 20.000 le firme raccolte da Prima Persona
(Ansa) TERZIGNO 13 ottobre 2012- Dopo l’appello lanciato dalla Rete dei Comitati Vesuviani-Zero Waste Italy che aveva chiesto l’intervento delle istituzioni sovranazionali per combattere la battaglia necessaria ad ottenere il Registro dei tumori campano, oggi il Primo Vicepresidente del Parlamento Europeo Gianni Pittella si è recato a Terzigno per incontrare i cittadini e prendere in consegna le oltre 20.000 firme raccolte per chiedere al Governo di fare dietrofront. “Consegnerò le sottoscrizioni personalmente nelle mani del Presidente Monti chiedendogli che si ristabilisca il principio della precedenza dell'interesse pubblico e della salute sulle esigenze di bilancio perché sono convinto che i tagli e i risparmi di oggi altro non sono che gli aggravi di spesa che ci troveremo a pagare con la salute dei nostri figli.”
Poi ringraziando gli artefici della campagna promossa dall’associazione Prima Persona, il responsabile provinciale Alfonso Gentile ed il responsabile regionale per l’organizzazione Roberto Viscido, ha proseguito rivolgendosi ai circa 150 cittadini del luogo intervenuti all’ iniziativa “Le esperienze dei comitati che ho incontrato oggi mi hanno ulteriormente rafforzato nella convinzione della necessità di mettere insieme tutte le forze sane, al di là degli steccati, per costruire un nuovo civismo. Che è già nella realtà dell'impegno personale di quanti nella terra dei fuochi hanno lavorato ad un registro autogestito raccogliendo informazioni su 120 casi e fornendo un limpido esempio di come le istituzioni debbano imparare dall'ascolto dei cittadini valorizzando le competenze che questi hanno acquisito lottando in prima persona”.
Il riciclo e la raccolta dei tappi in sughero , spesso sostituiti dai più competitivi tappi sintetici, resta però un'arma vincente a sostegno dell'ambiente e per la conservazione di questo prezioso materiale.
In Italia al momento il consorzio che si occupa di recuperare il sughero è Rilegno e sono diversi i comuni che stanno prevedendo la raccolta differenziata ad hoc oltre che iniziative specifiche in collaborazione con Amorim Cork Italia, come ad esempio Etico, lo speciale box per la raccolta dei tappi distribuito nelle cantine venete.
Ricordiamo a tutti che, in mancanza di queste, il tappo, essendo materiale organico, va buttato nel bidone dell'umido o nel compost domestico. Ma i tappi di sughero delle bottiglie ben si prestano ad acquisire nuova vita e trasformarsi in oggetti utili per casa o giardino.
Oltre alla bacheca di sughero, proposta qui passo passo, le idee sono tante sia per gli adulti che per i più piccini.
Pubblicato il 13 ott 2012 da Andrea Spinelli Barrile
Fonte: ecoblog
Di Eni e Basilicata ne abbiamo parlato giusto ieri, quando è trapelata la notizia del raddoppio delle estrazioni petrolifere in Basilicata; quello tra il cane a sei zampe e l’ambiente lucano è un rapporto piuttosto turbolento, che si consuma giorno per giorno a ritmo incessante.
Sempre di Eni e Basilicata parliamo oggi, in particolare degli stabilimenti tenuti ad osservare la Direttiva Seveso II, relativa per intenderci al controllo dei pericoli di incidenti rilevanti, approvata allo scopo di limitare le conseguenze di eventuali problematiche che potrebbero insorgere per l’uomo e per l’ambiente: di questi stabilimenti uno è il centro oli Eni di Viggiano (Pz).
Sono piuttosto note le proprietà della splendida pianta Aloe vera, usata da almeno da 5000 anni dalle più arcaiche società umane: il segreto è tutto nel suo prezioso gel; la domanda però è: come si coltiva l’aloe?
Se in effetti non c’è bisogno del vero pollice verde di un giardiniere professionista, è bene tener presente qualche accortezza, sopratutto se si decide di farla crescere partendo dal seme: la scelta del periodo di semina, del vaso, del terriccio, della posizione, influiranno parecchio sulla resa della vostra preziosa pianta di Aloe.
Se infatti decidete di darvi alla semina, fatelo nel mese di marzo, massimo metà aprile (a seconda del clima) preparando un terriccio per piante grasse (non date litri d’acqua al vostro Aloe, ne basta veramente poca) e cercando di mantenere una temperatura tra i 20 e i 22 gradi: questi accorgimenti sono fondamentali per far germinare i semi.
Se in alternativa volete “fregare” le piccole talee dal vaso di casa di nonna, certamente la procedura diventa più semplice e più complessa allo stesso tempo: vanno scelti solo i germogli laterali, che vanno recisi solo in estate (quando la pianta è al picco della sua forza e di conseguenza non soffre troppo il “taglio”) e fatti asciugare per un paio di giorni prima di invasarli.








