Pubblicato il 17 nov 2012 da AlterEco
Fonte: ecoblog
Gli eventi meteorologici di per sé estremi, quali siccità, piogge torrenziali, uragani, da qualche anno sono ancora più intensi e violenti, esacerbati dai cambiamenti climatici e da quel surriscaldamento degli oceani che come nel caso di Sandy causa tempeste di proporzioni enormi.
Ma il fatto che siano i cambiamenti climatici a scatenare le cosiddette bombe d’acqua, precipitazioni violente e abbondanti, non è un’attenuante, bensì un’aggravante per i morti e per i danni immensi causati da questi fenomeni naturali. Le dichiarazioni di Gian Vito Graziano, presidente dell’Ordine Nazionale dei Geologi, seguite all’alluvione di Genova e Roma dello scorso anno suonano quanto mai attuali oggi, all’indomani delle esondazioni ed alluvioni che hanno colpito la Toscana, l’Umbria ed il Lazio. Spiegava Graziano in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera:
Le “bombe d’acqua” sono un evento che si manifesta ultimamente con più frequenza. E viene attribuito ai cambiamenti climatici. Si discute sull’impatto che abbia avuto l’uomo nel favorirli. Ma sono un evento naturale. E in quanto tale c’è poco da farci. Però l’impatto disastroso che hanno sulla popolazione, quello è in gran parte se non totalmente colpa nostra che, passata l’onda emotiva delle catastrofi, facciamo sempre pochissimo.








