Il Rapporto Ispra 2012 è chiaro: in Italia nel primo decennio Duemila si è consumato il 20 per cento in meno di acqua. I comuni che sprecano di più sono Monza, Roma e Milano. Arezzo, Andria, Foggia e Prato sono invece i più risparmiosi
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Il Rapporto Ispra 2012 è chiaro: in Italia nel primo decennio Duemila si è consumato il 20 per cento in meno di acqua. I comuni che sprecano di più sono Monza, Roma e Milano. Arezzo, Andria, Foggia e Prato sono invece i più risparmiosi
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È disponibile la quarta edizione del report "In buone acque", il report annuale del Gruppo Hera, interamente dedicato alla qualità dell’acqua potabile.
In un paese che si trova al primo posto in Europa e al secondo nel mondo per consumo pro-capite di acqua in bottiglia – 186 litri nel 2010 – questo report, ha come obiettivi:
Il report contiene i dati più significativi per descrivere la qualità dell’acqua potabile distribuita dal Gruppo. Il report evidenzia inoltre i benefici economici e ambientali del consumo di acqua di rubinetto in sostituzione dell’acqua in bottiglia.
Questi i numeri chiave sulla qualità dell’acqua potabile distribuita da Hera:
Le cooperative agricole sono al centro della Giornata Mondiale dell’Alimentazione 2012.
Il tema prescelto, annunciato ogni anno a primavera dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO), mette in rilievo le osservanze della Giornata Mondiale dell’Alimentazione e crea consapevolezza e conoscenza riguardo alle misure necessarie per porre fine alla fame nel mondo.
di Wilfried Bommert - 03/10/2012
Fonte: il cambiamento
Lei traccia un’immagine drammatica della “caccia globale ai campi del mondo” arrivando alla conclusione che “le prospettive sono sinistre”. Perché nonostante ciò la questione del suolo gioca nella percezione generale un ruolo così periferico?
W. B.: Dobbiamo forse distinguere chi guarda cosa. Per l’agricoltura, la questione del suolo gioca un ruolo così marginale perché è sparita sistematicamente dalla formazione professionale degli ultimi 40 anni. Il suolo è un tema solo per la questione di come meglio concimarlo per avere una crescita più abbondante delle piante. Il suolo stesso come costrutto biologico, come bio-fabbrica dove nascono nutrienti, crescita e fertilità non è un tema e non lo è più in Germania dagli anni Cinquanta dell’ultimo secolo. Il che fa si che nessuno pensa più a cosa si trova sotto di noi; già per gli esperti e ancora di più per i non-esperti il suolo tendenzialmente è sempre molto lontano, se mai viene percepito sotto la rubrica “paesaggio”.
Esistono dei segnali che qualcosa cambierà in quest’oblio del suolo?
In Italia, il numero di tumori diagnosticati e’ in costante aumento. Questo è quello che mostra la Figura in alto, che riporta l’andamento annuale del numero di diagnosi di tumori, ogni 100.000 abitanti: in rosso per gli uomini e in verde per le donne.
I dati vanno dal 1989 al 2001, ultimo anno, al momento, disponibile e la linea tratteggiata riporta l’andamento medio del periodo studiato, con i tumori femminili che mostrano un aumento maggiore di quello maschile. La fonte di queste informazioni sono sei registri tumore in funzione in Italia (Firenze, Modena, Parma, Ragusa, Emilia Romagna, Torino).
Nel 1989, in una popolazione di 100.000 donne e di altrettanti uomini, si diagnosticavano, rispettivamente, 217 e 305 tumori.
Nel 2001 (ultimo dato disponibile), i casi diagnosticati sono passati a 261 donne e 337 uomini.
Questi dati denunciano una costante perdita di salute in una importante parte della popolazione italiana ( quella controllata dai sei registri), peraltro una minoranza rispetto al resto dei connazionali che non hanno ancora un adeguato monitoraggio tramite Registi Tumori.
Questi dati, sono anche il bilancio tra alcuni specifici tumori in calo (stomaco, per entrambi i sessi e tumore polmonare, solo negli uomini) e tutti i tumori in aumento o stabili che colpiscono gli altri organi. Chi fosse interessato, può andare a vedere anche questi andamenti, non solo in Italia, ma in tutti i cinque Continenti.
Fonte: comuneinfonet
Alcuni dei temi e degli interventi alla Conferenza internazionale della decrescita sono stati ripresi dalla rubrica audio «Voci verso Venezia!».
Lunedì 24. Un primo bilancio (Paolo Cacciari)
Venerdì 21. Le donne trasformano la decrescita
Venerdì 21. Decrescita, lavoro, acqua…
Giovedì 20. Il mondo salvato dal Sud
Vogliamo un mondo diverso, ripetono nelle lingue di tutto il mondo le donne e gli uomini che partecipano alla Conferenza internazionale della decrescita, ospitata a Venezia dal 19 al 23 settembre. E aggiungono: la decrescita per noi significa non solo protestare contro la dittattura della crescita infinita, ma soprattutto che non siamo più disposti ad aspettare, abbiamo già cominciato a sperimentare una conversione ecologica e sociale a tutti i livelli. Non ci fermeremo.
scritto daGianumberto Accinelli
Fonte: lifegate
Pubblicato il 29 set 2012 da Andrea Spinelli Barrile
Fonte: ecoblog
Dopo la scoperta di munizioni made in Usa, trovate nella zona nota come Mississippi Canyon (la stessa del pozzo “Macondo” della tristemente nota Deepwater Horizon) l’oceanografo della Texas A&M University ha lanciato l’allarme: dalla seconda guerra mondiale ad oggi il Golfo del Messico e le coste del Pacifico sono state disseminate di ordigni bellici e chimici, che oggi rappresentano un serio pericolo per l’ambiente e per le attività petrolifere.
L’usanza, abolita dal governo Usa nel 1970, era quella di “testare” gli ordigni al largo delle coste atlantiche e pacifiche americane: secondo Bryant nessuno saprebbe tuttavia quantificare quanti ordigni inesplosi giacciano oggi negli abissi oceanici.
L’elisir di lunga vita si estrae dalle foreste. La biodiversità tropicale, infatti, nasconde molti farmaci, dagli antibiotici agli anestetici, alle medicine che curano le malattie cardiache, l’ipertensione, il cancro… e la maggior parte sono ancora da scoprire!
Isidoro Malvarosa
Secondo una recente ricerca del Cescat (Centro Studi Casa Ambiente e Territorio di Assoedilizia), in Italia sono oltre due milioni gli immobili attualmente disabitati. Parliamo di edifici vuoti, sfitti, definitivamente abbandonati. Parliamo di case di campagna, ma anche di appartamenti situati nel centro storico di grandi città. Strutture svuotate da riconversioni economiche e sociali, o semplicemente "bloccate" da dispute ereditarie. Il fenomeno, chiaramente, non è soltanto italiano.
Nel Regno Unito ci sono oltre un milione di abitazioni vuote e due milioni di famiglie in cerca di casa. A poter "incrociare i dati", in forma puramente teorica, metà di questi nuclei familiari potrebbe trovare nell'immediato una sistemazione. Ad un prezzo sicuramente accessibile.