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VOLONTARI PER PASSIONE

Nucleare

Fukushima: una ferita aperta nel cuore del Giappone, 13 anni di lotta contro le conseguenze di un disastro senza precedenti

Il monitoraggio della radioattività ambientale

Nessuna rilevanza dal punto di vista radiologico e nessun rischio per la salute e per l’ambiente nei campioni raccolti dall’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione (Isin) nel 2021.

Questo è quanto emerso dal rapporto “Reti nazionali di monitoraggio della radioattività ambientale” pubblicato sul sito dell’Isin. Una sintesi dei rilevamenti radiometrici effettuati nel 2021 nell’ambito della Rete nazionale di sorveglianza della radioattività ambientale – Resorad e della rete Gamma.

La Spagna conferma l’uscita dal nucleare e approva il piano sui rifiuti radioattivi

Lo smantellamento delle centrali nucleari sarà pagata dai proprietari, applicando il principio "chi inquina paga"

Il Consiglio dei ministri della Spagna, su proposta del Ministero per la Transizione Ecologica e la Sfida Demografica (MITECO), ha approvato il Settimo Piano Generale per i Rifiuti Radioattivi (PGRR) che stabilisce la politica del governo di sinistra spagnolo in materia di gestione dei rifiuti, compreso il combustibile nucleare esaurito, e lo smantellamento e la disattivazione degli impianti nucleari.

In una nota il MITECO ricorda che «Questo 7° PGRR ha superato un lungo iter, iniziato a marzo 2020 con la diffusione della bozza di Piano. Si tratta del primo PGRR sottoposto a una valutazione ambientale strategica – che comprende anche una fase di consultazione e informazione pubblica – e al rapporto del Consiglio di Sicurezza Nucleare e delle comunità autonome, al fine di garantire ampia partecipazione, consenso e sostegno sociale. Il 7° PGRR sostituisce il 6° PGRR fino ad oggi in vigore, che è stato approvato nel 2006 e avrebbe dovuto essere aggiornato prima del 2015, secondo il calendario stabilito dalla Direttiva 2011/70/Euratom, che istituisce un quadro comunitario per la gestione responsabile e sicura smaltimento del combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi. Il 7° PGRR è in linea con il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima 2021-2030 (PNIEC), che stabilisce la tabella di marcia affinché la Spagna raggiunga gli obiettivi europei in materia di clima ed energia, e con il Protocollo per la cessazione ordinata dello sfruttamento delle centrali nucleari , firmato nel marzo 2019 tra Enresa e i suoi proprietari».

Nucleare, pubblicato l’elenco delle 51 aree idonee alla localizzazione del Deposito nazionale

Il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica ha pubblicato sul proprio sito istituzionale l’elenco delle aree presenti nella proposta di Carta nazionale delle aree idonee (CNAI), che individua le zone dove realizzare in Italia il Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi e il Parco tecnologico, al fine di permettere lo stoccaggio in via definitiva dei rifiuti radioattivi di bassa e media attività.

Il ritorno della menzogna nucleare nel Paese del Gattopardo

Venturi: «Difficile capire il perché di quest’infatuazione, in Italia la contrapposizione con le rinnovabili ha finito solo per fare gli interessi dei combustibili fossili»

 

Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi. L’antica regola del Gattopardo, che così abilmente riassume la vocazione italiana all’immobilismo in versione spumeggiante, risuona ampiamente nell’ennesima avventura nucleare che un governo conservatore propone per il futuro del Paese.

Non è semplice trovare strumenti efficaci per orientarsi nel dibattito pubblico in corso, ma un’importante eccezione arriva dal nuovo libro La menzogna nucleare (Intermezzi editore), firmato da una vecchia conoscenza di greenreport: Lucia Venturi, già responsabile scientifica nazionale di Legambiente e oggi dg della Fondazione Bioparco di Roma.

Il ministro dell’Ambiente lancia la nuova “Piattaforma nazionale per un nucleare sostenibile”

Per gli ambientalisti l’Italia non può permettersi di perdere tempo e fondi

Olaf Scholz: «Chiunque voglia costruire nuove centrali impiegherebbe 15 anni e dovrebbe spendere dai 15 ai 20 miliardi di euro per unità»

[4 Settembre 2023]

Intervenendo al forum di Ambrosetti a Cernobbio, il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto ha convocato per il 21 settembre la prima riunione della “Piattaforma nazionale per un nucleare sostenibile”.

Per ben due volte, nel 1987 e nel 2011 – in entrambi i casi a valle di disastro atomico, prima a Chernobyl e poi a Fukushima – in Italia ha vinto un referendum contro lo sviluppo dell’energia nucleare, ma il Governo Meloni continua a battere su questo tasto.

Come di prassi quando si tratta di nucleare, l’annuncio resta molto sul vago: la Piattaforma «costituirà il soggetto di raccordo e coordinamento tra tutti i diversi attori nazionali che a vario titolo si occupano di energia nucleare, sicurezza e radioprotezione, rifiuti radioattivi, sotto tutti i profili. In particolare – precisa il ministero – si punta allo sviluppo di tecnologie a basso impatto ambientale e a elevati standard di sicurezza e sostenibilità», di cui però ad oggi non c’è traccia.

Fukushima: dopo il rilascio, l’acqua del mare non sarebbe radioattiva (ma resta l’incognita del trizio)

Secondo le prime misurazioni, l’acqua del mare a Fukushima non mostra tracce di radioattività significative. Nonostante questo resta l’incognita del trizio

L’acqua proveniente dalla zona di Fukushima, dopo essere stata rilasciatanon mostra tracce di radioattività significative. I dati provenienti dal Ministero dell’Ambiente di Tokyo forniscono rassicurazioni a ciò che tutti temevamo, ovvero un disastro ambientale.

Invece i livelli di radioattività rilevati nelle acque campionate in 11 diverse località vicino alla centrale nucleare, da cui è stata effettuata la liberazione dell’acqua contaminata nel mare, si attestano tra 7 e 8 becquerel per litro.

Questi valori sono ben al di sotto del limite considerato sicuro per l’acqua potabile dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che è di 10.000 Bq/l, e ancor di più rispetto al limite giapponese di 60.000 Bq/l.

Il ruolo dell’energia nucleare nella transizione energetica

Nell’ambito degli accordi di collaborazione tra ARPAT e i tre Atenei toscani, proseguono le giornate scientifiche a favore del personale dell’Agenzia. Obiettivo della giornata scientifica dal titolo “Le centrali nucleari, la loro sicurezza e il ruolo dell’energia nucleare nella transizione energetica”, tenuta dall’Ing. Walter Ambrosini, ordinario di Impianti nucleari presso il Dipartimento di Ingegneria civile e industriale dell’Università di Pisa, è stato quello di ripercorrere l’evoluzione storica dell’energia nucleare e le sue caratteristiche generali e fornire conoscenze di base sulla sicurezza dell’energia nucleare, i suoi costi, la gestione dei rifiuti prodotti e su ipotetici scenari futuri.

Nell’introduzione alla lezione scientifica, il Direttore generale ARPAT, Pietro Rubellini, ha presentato il video di una Fondazione pubblica tedesca di ricerca ambientale, per evidenziare in modo obiettivo i pro e i contro relativi all’impiego dell’energia nucleare.

Edf, Edison e Ansaldo siglano un accordo per portare il «nuovo nucleare» in Italia

Si parla dei reattori Epr e degli Small modular reactor (Smr), entrambe tecnologie già bocciate dalla storia. Il futuro passa invece dalle rinnovabili

Senza dare al momento troppo nell’occhio, lo Stato italiano e quello francese hanno lanciato un’alleanza per provare a far tornare l’energia nucleare nel Bel Paese, puntando al contempo ad aumentarne la diffusione nel resto d’Europa.

Il gruppo Ansaldo (dove il ministero dell’Economia ha un ruolo determinante tramite la partecipazione di Cdp), Edison (controllata da Edf) ed Edf (controllata dallo Stato francese, nonché primo produttore di energia nucleare al mondo) hanno infatti siglato una lettera d’intenti per «collaborare allo sviluppo del nuovo nucleare in Europa e favorirne la diffusione, in prospettiva anche in Italia».

Sicurezza nucleare: cosa sta succedendo a Zaporizhzhya?

 

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