ISEA ODV

VOLONTARI PER PASSIONE

Ambiente ed Ecologia

L’Italia sta diventando un Paese povero di acqua

Alla Fieragricola di Verona l’intervento del commissario nazionale contro la siccità, Nicola Dell’Acqua: «Dobbiamo capire che è cambiato il clima»

[2 Febbraio 2024]

Barcellona e l’intera Catalogna hanno dichiarato – in pieno inverno – l’emergenza siccità, lanciando un piano di razionamento dell’acqua e d’investimenti per far fronte alla crisi climatica. È uno scenario che riguarda da vicino anche il nostro Paese.

«L’Italia sta diventando un Paese povero di acqua ed è sbagliato parlare di siccità solo in estate, dobbiamo guardare l’aspetto meteorologico tutto l’anno e dobbiamo imparare dai Paesi che, avendo poca acqua hanno fatto molta più squadra fra le istituzioni».

Ha dichiararlo è stato il commissario straordinario nazionale per l’emergenza idrica, Nicola Dell’Acqua, nel corso della Fieragricola in corso a Verona: «Se non nevica, in Pianura Padana – ha continuato Dell’Acqua – avremo sicuramente ripercussioni estive, perché siamo abituati a prendere l’acqua dallo scioglimento delle nevi e dei ghiacciai, che però sono sempre di meno per effetto dei cambiamenti climatici. Dobbiamo capire che è cambiato il clima, d’inverno non piove più e non nevica più come una volta».

Dall’Europarlamento via libera definitivo alla direttiva contro il greenwashing

«Questa legge cambierà il quotidiano di tutti gli europei: ci allontaneremo dalla cultura dello scarto, renderemo più trasparente il marketing e combatteremo l'obsolescenza»

 

Dopo un lungo iter legislativo iniziato nel 2022 oggi l’Europarlamento – con 593 voti favorevoli, 21 contrari e 14 astensioni – ha approvato la nuova direttiva sul greenwashing, integrando così quella sulle asserzioni ambientali ancora in fase di discussione.

La nuova direttiva mira a proteggere i consumatori da pratiche commerciali ingannevoli e aiutarli al contempo a compiere scelte di acquisto più informate sotto il profilo ambientale, in particolare per quanto riguarda il rischio di greenwashing (ambientalismo di facciata) e di obsolescenza programmata.

Alla direttiva basta adesso ottenere l’approvazione definitiva da parte del Consiglio – il relativo accordo politico è già stato trovato lo scorso settembre – per essere poi pubblicata nella Gazzetta ufficiale; a quel punto gli Stati membri come l’Italia avranno 24 mesi di tempo per recepirla nel diritto nazionale.

Adattamento ai cambiamenti climatici, il Wwf boccia il Piano nazionale: «Limiti evidenti»

«Inammissibile che dopo 7 anni si propongano “possibili opzioni”, i Piani si chiamano tali proprio perché operano scelte»

Da una parte una «ottima identificazione sintetica dei possibili impatti e problemi», dall’altra sia una «mancanza di decisioni chiare e coraggiose» sia una «scarsa e deficitaria individuazione delle cose da fare e di come finanziarle».

È questo il succo del lapidario giudizio con cui il Wwf ha accolto il nuovo Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici (Pnacc), appena approvato dal Governo dopo sette anni di lunga attesa.

«Essendo un Piano, riteniamo non ammissibile – sottolineano gli ambientalisti – che dopo 7 anni si proponga solo un documento di “possibili opzioni di adattamento” “che troveranno applicazione nei diversi strumenti di pianificazione, a scala nazionale, regionale e locale”. I Piani si chiamano tali proprio perché operano scelte, specie a livello nazionale e sovraregionale».

Cosa che invece il Pnacc approvato dal Governo Meloni non fa: oltre a inquadrare il problema del cambiamento climatico, il documento si limita infatti ad elencare 361 possibili azioni per aumentare la resilienza del territorio, ma senza indicare compiutamente costi o fonti di finanziamento.

Approvato il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici, resta da finanziarlo

 

A quasi sette anni di distanza dall’apertura della prima fase di consultazione pubblica, l’Italia ha approvato il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici (Pnacc).

La notizia è arrivata ieri dal ministero dell’Ambiente, che dopo anni di attesa aveva ripreso in mano il tema già nel dicembre 2022.

«L’obiettivo principale del Pnacc – spiega il documento – è fornire un quadro di indirizzo nazionale per l’implementazione di azioni finalizzate a ridurre al minimo possibile i rischi derivanti dai cambiamenti climatici, a migliorare la capacità di adattamento dei sistemi socioeconomici e naturali, nonché a trarre vantaggio dalle eventuali opportunità che si potranno presentare con le nuove condizioni climatiche».

Una preziosa cornice di riferimento dunque, che ad oggi si presenta però pressoché vuota di contenuti. Nel dettaglio, il Pnacc si articola infatti lungo 361 azioni, riassunte in un ampio file Excel che alla colonna R presenta la voce costi: peccato che larga parte delle caselle sia vuota, così come mancano i necessari finanziamenti.

È arrivato il calendario greenMe 2024: scaricalo gratis QUI

Come da tradizione, anche nel 2024 che sta per iniziare vi terremo compagnia con il nostro calendario scaricabile gratuitamente

Un altro anno sta per concludersi, mentre quello nuovo è in avvicinamento. Tempo di fare bilanci, certo, ma anche di mettere nero su bianco piani e progetti da sviluppare nei prossimi dodici mesi.

Come da tradizione ormai consolidata, noi della redazione di greenMe vogliamo farvi compagnia anche in questo 2024 che sta per iniziare con il nostro calendario scaricabile.

Carta della Natura: documento a supporto della redazione di capitolati tecnici per la realizzazione e l’aggiornamento delle carte degli habitat regionali

Pubblicazioni tecniche SNPA 2023 – ISBN 978-88-448-1195-2

Con la Legge quadro sulle aree naturali protette (L.394/91), nasce la Carta della Natura.

Essa rappresenta un sistema nazionale informatizzato di conoscenze territoriali, basato sulla produzione di cartografia di ecosistemi ed habitat terrestri italiani. Lo scopo è di fornire  una rappresentazione spaziale del mosaico ambientale e di evidenziare le aree di maggior valore ecologico e quelle a rischio di degrado da un punto di vista naturalistico.

La sua implementazione, dagli approcci metodologici alla produzione cartografica e all’aggiornamento, rappresenta un compito istituzionale di Ispra che l’Istituto svolge da sempre, sia in forma autonoma sia coordinando le attività attraverso il coinvolgimento e la collaborazione di Enti locali, Università ed esperti della materia.

Ti dimostriamo come si può risparmiare applicando in concreto le 4R della sostenibilità

In occasione della Giornata Mondiale del Risparmio, che cade ogni anno il 31 Ottobre, è importante riflettere non solo sul valore dei nostri risparmi finanziari, ma anche su come possiamo salvaguardare l’ambiente.

L'ecologia e l'economia, spesso percepite come opposte, possono in realtà lavorare insieme per un beneficio comune.

Le 4R della sostenibilità - Riduci, Riusa, Ripara, Ricicla - sono più di semplici parole; sono principi che, se integrati nella nostra routine quotidiana, possono portare a un risparmio significativo. Non parliamo solo di risparmi ambientali, ma anche economici. Immagina un mondo in cui ogni acquisto, ogni decisione, ogni azione fosse eseguita considerando il suo impatto a lungo termine. Non solo contribuiremmo a un ambiente più pulito e sano, ma ci ritroveremmo anche con qualche euro in più in tasca a fine mese. La sostenibilità non è un lusso, né un costo. È un investimento. E con le 4R, ti dimostriamo che questo investimento può portare a un ritorno notevole, sia per noi che per il nostro pianeta. La sostenibilità non è solo una scelta etica, ma anche un'opportunità economica.

 

Presentazione Rapporto “Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici”

Il 25 ottobre 2023 alle 10.00 nell'ambito dell'assemblea nazionale Anci (Fiera di Genova).

Il 25 ottobre alle ore 10.00, a Genova, nell’ambito dell’assemblea nazionale Anci (Fiera di Genova, Padiglione Blu, Stand Ispra) sarà presentata l’edizione 2023 del Rapporto “Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici” a cura del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA), che assicura le attività di monitoraggio del territorio e del consumo di suolo.

Oltre 3.380 Comuni italiani respirano aria inquinata, e il tuo? Scoprilo e aderisci ad Aria Pulita

Se il tuo Comune rientra tra quelli che hanno violato le norme UE e sforato gli standard di qualità dell’aria, è ora di agire! Puoi aderire a un’azione collettiva e richiedere un risarcimento danni fino a 99 euro al giorno per ogni anno in cui hai vissuto in quel Comune

Ora è possibile agire contro l’ingiustizia di dover vivere in zone in cui l’aria che si respira è irrimediabilmente inquinata. Tramite un’azione collettiva contro lo Stato italiano, è possibile chiedere un risarcimento per la violazione del diritto a vivere in un ambiente salubre derivante dal mancato rispetto dei parametri imposti dalle direttive europee per garantire un’aria pulita!

È esattamente questo lo scopo di Consulcesi, il network legale che difende e tutela la salute dei cittadini, a partire proprio da quelli esposti ai pericolosi livelli di inquinamento atmosferico.

Grazie a loro, chi vive in zone in cui, dal 2008 al 2018, sia stato accertato il superamento dei limiti delle particelle inquinanti contenute nell’aria (PM10 e NO2), può aderire ad “Aria Pulita”, una grande azione collettiva volta a difendere il diritto dei cittadini a vivere in un ambiente salubre, con la possibilità di ottenere fino a 36 mila euro di risarcimento per ogni anno vissuto in un Comune inquinato.

Campi elettromagnetici in ambito domestico: i consigli di Appa Bolzano

strumento di misura dei campi elettromagnetici
Strumento di misura dei campi elettromagnetici (foto: Appa Bolzano)

Nell’ambiente in cui viviamo sono presenti numerose sorgenti di campi elettromagnetici: campi elettromagnetici a bassa frequenza, generati principalmente da elettrodotti e cabine di trasformazione, e campi elettromagnetici ad alta frequenza, prodotti da stazioni radio base per la telefonia mobile e impianti radiotelevisivi.
Si tratta, in ambedue i casi, di radiazioni non ionizzanti che sono molto meno energetiche delle radiazioni ionizzanti (radioattività) e non possiedono l’energia sufficiente per strappare elettroni agli atomi e alle molecole componenti la materia e gli esseri viventi.
“Sebbene noi tendiamo a focalizzare l’attenzione su tali sorgenti “esterne”, fa presente Luca Verdi, direttore del Laboratorio Analisi aria e radioprotezione di Appa Bolzano, “in realtà, anche tra le mura domestiche, utilizziamo quotidianamente apparecchiature elettriche ed elettroniche che – se accese – generano campi elettromagnetici, come ad esempio smartphone, modem WiFi, telefoni cordless, forni a microonde, piani cottura ad induzione e rasoi elettrici”.

 

ISEA ODV - FACEBOOK ISEA ODV - X ISEA ODV - YOUTUBE

 

NOTE LEGALI PRIVACY POLICY COOKIE POLICY F.A.Q.