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Fotovoltaico: questi sono i primi pannelli solari in “diamante” che potrebbero cambiare tutto (e far dire addio al silicio)

La produzione di pannelli solari in "diamante" sta trasformando il panorama dell'energia fotovoltaica, offrendo una nuova frontiera di efficienza e sostenibilità

Negli ultimi anni, l’energia fotovoltaica è raddoppiata globalmente, compresi i paesi in via di sviluppo. Una delle innovazioni più rivoluzionarie in questo campo sono i primi pannelli solari in diamante, creati quasi da zero, che promettono di rivoluzionare la produzione di elettricità. Stiamo forse di fronte a un’invenzione del XXI secolo? Tutti gli indizi sembrano confermarlo.

Enlil, la turbina eolica verticale che produce energia grazie al traffico stradale

La rivoluzionaria turbina Enlil trasforma le autostrade in fonti di energia rinnovabile e offre funzioni avanzate per la città

Considerando l’assorbimento dell’energia solare attraverso i pannelli fotovoltaici e la presenza dell’energia del vento nelle turbine eoliche, è evidente che queste tecnologie richiedano una fonte appropriata per funzionare in modo ottimale. Nel caso dell’energia eolica, questa può derivare sia da fonti naturali che da interventi umani. Per esempio, le turbine possono essere messe in moto sfruttando la spinta d’aria prodotta dai veicoli in movimento. Un contesto particolarmente favorevole per sfruttare questa idea è, senza dubbio, l’autostrada. Ed è proprio su questa intuizione che Devici Technology ha basato il suo progetto.

Da dove arriva l’energia consumata in Italia nell’ultimo anno

La quota dei consumi energetici complessivi coperta da rinnovabili è stimata intorno al 19%

 

Nel corso del 2022 in Italia è diminuita la domanda di energia, ma anche la produzione da fonti rinnovabili, come emerge dalla Relazione annuale sulla situazione energetica nazionale, appena pubblicata dal ministero dell’Ambiente.

La relazione documenta come la domanda primaria di energia sia diminuita del 4,5% attestandosi a 149.175 migliaia di tonnellate equivalenti di petrolio (ktep).

Tale disponibilità energetica lorda nel corso del 2022 è stata costituita per il 37,6% dal gas naturale, per il 35,7% da petrolio e prodotti petroliferi, per il 18,5% da rinnovabili, per il 5% da combustibili solidi, per il 2,5% da energia elettrica, per lo 0,8% da rifiuti.

La Svizzera si prepara a installare pannelli solari tra i binari ferroviari per alimentare i treni: una novità mondiale

Una start-up svizzera ha messo a punto un sistema di pannelli solari fra i binari dei treni per fornire energia pulita al trasporto pubblico

Presto in Svizzera saranno visibili dei pannelli fotovoltaici sui binari dei treni, che forniranno energia elettrica per il loro movimento e garantiranno un surplus di energia da poter immettere nella rete elettrica pubblica.

L’idea innovativa è della start-up Sun-Ways, che presto inizierà a installare i propri pannelli solari tra i binari vicino alla stazione di Buttes, nell’ovest del Paese.

La rete ferroviaria nazionale svizzera è molto sviluppata – si estende per più di 3.200 chilometri – e apprezzata dai cittadini che la utilizzano quotidianamente per raggiungere ogni parte del Paese.

Secondo i ricercatori di Sun-Ways, la quantità di energia che si potrebbe generare installando pannelli solari su tutta la lunghezza dei binari supererebbe 1 terawattora, corrispondente al 2% dell’intero fabbisogno energetico annuo del Paese e al 30% del consumo di tutte le aziende di trasporto pubblico in Svizzera.

L’obiettivo della start-up è ambizioso: installare pannelli fotovoltaici su almeno metà della rete ferroviaria del mondo. Attualmente ci sono oltre un milione di chilometri di binari, ma non tutti offrono le condizioni necessarie per un’installazione efficace.

Cos'è un superconduttore: due parole sulla presunta scoperta epocale dei giorni scorsi

La ricerca dei superconduttori è essenziale ma i proclami degli scienziati devono essere validati e gli esperimenti replicabili.

Individuare nuovi materiali che permettano di migliorare i processi industriali, ridurre i consumi energetici, promuovere un approccio ecosostenibile, è una delle attività più importanti per gli scienziati, soprattutto in ottica futura.

Abbiamo visto, ad esempio, cosa sono le terre rare e perché la scoperta di nuovi giacimenti sia essenziale.

In generale, l'individuazione di nuovi materiali è importante per diverse ragioni: miglioramento delle prestazioni, riduzione dei costi, sostenibilità, accelerazione dell'innovazione (nascita di nuove tecnologie e applicazioni che altrimenti non sarebbero possibili).

Cos'è un superconduttore e perché è importante

Parlando di superconduttori, la ricerca di materiali che hanno la capacità di condurre corrente elettrica senza resistenza è molto importante. Un superconduttore performante offrirebbe la possibilità di far fluire la corrente senza perdita di energia.

Energie rinnovabili: cosa sono e come funzionano

Le fonti energetiche rinnovabili, a differenza delle fonti di energia non rinnovabili, sono forme di energia che rispettano le risorse provenienti dal mondo naturale. Non inquinano e non si esauriscono, dal momento che hanno la capacità di rigenerarsi a fine ciclo. Da tempo hanno fatto il loro ingresso anche nel nostro Paese e si stanno sempre più affermando come energia del futuro, a disposizione di tutti, pulita ed economica. Oggi è possibile coniugare maggiore sostenibilità ed efficienza energetica con modelli di bioedilizia come la casa passiva.  

Lhc da record, raggiunta la più alta energia di sempre

lhc
(Foto: Cern)

Dopo lo stop di 3 anni, Lhc (Large Hadron Collider) riprende a fare sul serio e segna un nuovo record: collisioni di test alla più alta energia mai raggiunta nella storia dell’acceleratore – 6,8 Tera elettron-Volt (TeV) per fascio. I ricercatori del Cern si preparano così alla Run 3, la nuova fase del programma scientifico dell’acceleratore che inizierà ufficialmente il prossimo luglio e che dovrebbe portare a conoscere meglio il bosone di Higgs, mettere alla prova il modello standard della fisica delle particelle e, sì, anche cercare di capire di più sulla misteriosa materia oscura.

Il futuro di Fukushima è già rinnovabile

L’area di Fukushima è un hub delle rinnovabili e verranno realizzati 11 parchi solari e 10 parchi eolici

A più di 11 anni dal disastro nucleare di Fukushima Daiichi, l’area intorno al cadavere radioattivo della centrale è diventata un fulcro della produzione di energia rinnovabile giapponese.

Come emerge da un confronto tra le foto scattate dall’Operational Land Imager (OLI) del stellite NASA Landsat 8 il 31 marzo 2021 e nell’aprile 2014 « In molti campi non più adatti all’agricoltura ora brillano file di pannelli solari grazie a  un investimento multimiliardario nelle energie rinnovabili». Alcuni degli impianti solari più importanti si trovano vicino alle città di Futaba e Tomioka.

Come spiega Adam Voiland, science writer del NASA Earth Observatory, «Nel 2014, la prefettura di Fukushima ha annunciato l’obiettivo di ottenere tutta la sua energia da fonti rinnovabili entro il 2040. I leader locali hanno fatto passi da gigante, con il 43% dell’energia proveniente da fonti rinnovabili entro il 2020, rispetto al 24% del 2011».

Energia pulita, una nuova molecola per produrre idrogeno “on demand”

Idrogeno

C’è un grande problema nello sfruttamento dell’energia solare uso domestico: capita spesso che il fabbisogno energetico di un’abitazione sia maggiore alla sera o al mattino presto, quando il Sole è già tramontato o deve ancora sorgere, e quindi non è possibile convertirne la luce in elettricità. Certo, gli impianti fotovoltaici più moderni sono dotati di batterie che consentono di accumulare l’energia solare per sfruttarla in un altro momento, ma da oggi c’è un’altra possibilità: un’équipe di scienziati tedeschi, infatti, ha appena messo a punto un sistema che consente di sfruttare la luce solare per produrre idrogeno “on demand”, da usare, a sua volta, per generare energia quando il Sole non c’è. I dettagli della scoperta sono stati pubblicati sulla rivista Nature Chemistry.

Le batterie per le auto elettriche di Stellantis saranno geotermiche

Siglato un contratto con la tedesca Vulcan per la fornitura di 81-99mila tonnellate di idrossido di litio estratto dalle salamoie geotermiche.

E in Italia?

La multinazionale dell’automobile Stellantis, nata quest’anno dalla fusione tra il gruppo Psa e Fiat-Chrysler, punta sulla geotermia per costruire le batterie necessarie a sostenere la transizione verso l’elettrico dei propri veicoli.

Nell’ambito di un pacchetto d’investimenti da 30 miliardi di euro al 2025, pensato per garantire che oltre il 70% delle auto vendute dal gruppo in Europa sia a basse emissioni entro il 2030, Stellantis ha infatti annunciato la stipula di un accordo vincolante con Vulcan energy resources per la fornitura di 81-99mila tonnellate di idrossido di litio (LiOH) nell’arco di cinque anni a partire dal 2026.

 

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