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VOLONTARI PER PASSIONE

Stop al food waste: con Rimpiattino costruiamo un mondo a spreco zero

Rinnovabile, riciclabile e anche nemica dello spreco. Le infinite proprietà della carta la rendono l'alleato ideale nella lotta alle grandi emergenze ambientali del nostro tempo, dal cambiamento climatico al consumo indiscriminato delle risorse. Compreso il cibo, che tra preparazioni gourmet, deliri “food porn” e ricette esotiche tempesta le nostre bacheche social ma del quale, tuttavia, stentiamo ancora oggi a riconoscere il valore. Secondo l'ultimo osservatorio Waste Watcher, anche se in calo del 12%, nel 2022 ogni italiano ne ha sprecato oltre 524 grammi a settimana.

Una perdita di 6,48 miliardi di euro per il cibo sprecato nelle case, che però, dice l'osservatorio, supera i 9 miliardi se calcolata lungo l'intera filiera. Inclusi quindi gli sprechi nella ristorazione, tema tornato di grande attualità nelle ultime settimane con l'acceso – e non sempre centratissimo – dibattito sulla proposta di legge per rendere obbligatoria la “doggy bag”, il contenitore per portare a casa il cibo che non riusciamo a consumare sul posto. Una formula di civiltà, dai risvolti sociali e ambientali oltre che economici, che tuttavia continua a scontare un vero e proprio stigma culturale: ci si vergogna di chiederla. Secondo un'indagine di FIPE, La federazione dei pubblici esercizi, solo il 15,5% degli italiani porta a casa il cibo non consumato durante un pranzo o una cena al ristorante.

Eppure non solo la quasi totalità dei ristoratori (91,8%) è attrezzata per consentirlo, ma la ricerca tecnologica e lo sviluppo industriale oggi consentono di realizzare “doggy bag” sostenibili e circolari. Come? Facendo affidamento sulle mille virtù della carta, che oltre a essere da sempre rinnovabile e riciclabile (e riciclata a livelli d'eccellenza nel nostro paese), grazie agli investimenti messi in campo dalla filiera degli imballaggi è oggi sempre più utilizzata anche in applicazioni per la conservazione e il trasporto degli alimenti. Come quelle destinate alla ristorazione, incluso asporto e fast food, dove non a caso sono in crescita le realtà che scelgono di sostituire con imballaggi in carta applicazioni un tempo realizzabili esclusivamente in plastica.

Insomma, oltre a scegliere la carta per rendere più circolari piatti, bicchieri e vassoi, possiamo farlo anche con le nostre “doggy bag”. Utilizzandole per portare gli avanzi di cibo in casa e poi, una volta esaurito il loro compito anti-spreco, conferendole correttamente nella raccolta differenziata domestica per farle entrare nel ciclo virtuoso del riciclo e, di lì, tornare a nuova vita. Se i numeri rilevati da FIPE dicono che i ristoratori sono pronti già da subito a sposare la lotta allo spreco alimentare, la filiera nazionale della carta – che va dalla produzione alla raccolta differenziata, fino al riciclo – è a sua volta pronta a fare da alleato. Un impegno che in realtà non è nuovo. Già in occasione di Expo 2015, Comieco ha promosso la doggy bag in cartone, rinominata poi Rimpiattino per scelta dei ristoratori a seguito di un concorso indetto nel 2019 con Fipe. Proprio per rafforzare questo impegno, in vista dell'undicesima giornata nazionale contro lo spreco alimentare, in calendario per il prossimo 5 febbraio, FIPE e Comieco hanno rinnovato la collaborazione: circa 20.000 Rimpiattini in carta per cibo e vino ideati con l’estro creativo di Giulio Iacchetti (designer) e Guido Scarabottolo (illustratore) torneranno a disposizione dei ristoratori che potranno richiederli su base volontaria. Un’iniziativa che si rinnova dopo la prima edizione con più di 24mila Rimpiattini distribuiti in oltre 875 ristoranti di 22 città. Se fare economia circolare significa costruire un mondo a spreco zero, Rimpiattino si candida a diventarne da subito una autentica best practice.

Fonte: comieco.org

 

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